La torre di Tanabrus

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Dr. Who – in an exciting adventure with the Daleks


Storia del Doctor Who risalente al 1964, agli albori della Leggenda.
Una storia del primo Dottore e di sua nipote Susan, con il primo incontro con i companions Barbara Ian.
E il primo incontro con i Dalek

Non avendo mai visto la prima stagione del Dottore non so dire quanto il libro sia in continuity e quanto invece già agli inizi della serie potessero non badare a queste cose.
Immagino quindi che Barbara e Ian vengano presentati già a bordo del Tardis, come tutrice di Susan e accompagnatore scientifico del Dottore.

Un Dottore che appare come un individuo in su con gli anni, il grandfather di Susan. Un nobile d’altri tempi, mosso da un vago interesse scientifico e da parecchio spirito di sopravvivenza, più di quanto non venga mostrato oggi.
Un esule da un mondo alieno, assieme alla nipote.

E nella prima avventura assieme ai riluttanti Barbara e Ian, il Dottore ci porta sul pianeta Skaro dove alla fine di una guerra sanguinosa e interminabile sono rimaste solo due razze, evolutesi in maniera completamente diversa per sopravvivere ai veleni liberati sul mondo durante gli scontri.
Thals sono diventati fisicamente perfetti, immuni alle malattie, e talmente sconvolti dagli orrori subiti da portare alle estreme conseguenze la non lotta di Gandhi: piuttosto che combattere, fosse anche per difendersi da un attacco, preferiscono attendere placidamente la morte.
E se l’altra razza rimasta in vita è una neonata razza Dalek, con le creature deformi intrappolate dentro le loro armature metalliche per sopravvivere ai veleni che permeano l’atmosfera… una razza decisa a tutto per rendere salubre per sé stessa l’atmosfera, rendendola irrespirabile ai Thals… una razza decisa a rimanere l’unica specie in vita sull’intero pianeta… una razza che necessita di elettricità e metallo per sopravvivere, incapace ancora di volare.
Una razza giovane e ancora imperfetta, con cavi elettrici a far battere i cuori dei mostri nascosti dal metallo.
Una razza che ancora non conosce il Dottore e cosa può fare.

Un Dottore che comunque rimane molto in ombra, dato che il vero protagonista della storia è il compagno Ian.
Professore e studioso, si ritrova per caso in questa situazione assurda. E alla fine, malgrado lo scetticismo, la cosa gli piace.
Come gli piace giocare a fare l’eroe con i Thals, spronandoli a combattere per salvarsi.
Come gli piace stare vicino a Barbara, anche se tra i due le cose inizialmente non sembrano promettere molto bene.
Un uomo coraggioso e buono, capace di mettersi in pericolo per salvare gli altri. Un uomo ben diverso dall’immagine del Primo Dottore, invece, che pensa solo alla propria salvezza.
Davvero qualcosa di inaspettato, abituato come sono agli ultimi Dottori.

L’unica perplessità, oltre al già accennato primo incontro con i companions, deriva dal fatto che la fine del libro male si concilia con le successive apparizioni Whoviane dei Dalek… prima o poi dovrò recuperare le vecchissime stagioni per capirci qualcosa, via.

 

Una bella storia, un regalo apprezzatissimo da parte di una persona speciale, della quale sono ormai follemente innamorato.
Grazie del dono inatteso, amore!!

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12 dicembre 2012 - Posted by | Whitaker David | , ,

2 commenti »

  1. Così a occhio è la novelization di uno dei primi blocchi di storie del dottore (in effetti dovrebbe essere il secondo). Non so come venga messo l’incontro con Ian e Barbara, ma in effetti anche nella versione televisiva li incontra poco prima la vicenda dei Dalek (e no, non sono la tutrice di Susan e un qualche accompagnatore del Dottore, sono due insegnanti di Susan che finiscono nel Tardis per sbaglio e che il dottore sulle prime non vuol lasciar andare perché altrimenti racconterebbero della sua esistenza)

    Commento di CMTCMT | 31 dicembre 2012

  2. Anche qui Ian e Barbara vengono tenuti nel Tardis per questo motivo, dopo che vi incappano.
    Ma per il resto… diciamo allora che negli anni sessanta non badavano troppo alla continuity 😀

    Commento di tanabrus | 31 dicembre 2012


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