La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Muses


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Solitamente trovo buoni i libri di Francesco Falconi.
Magari alcuni li apprezzo meno di altri per la tematica, ma ho sempre ammirato la continua evoluzione del suo stile.
E anche questa volta non sono rimasto deluso.

Il target dello scrittore di Grosseto trapiantato a Roma si è lentamente alzato, libro dopo libro, e ormai le protagoniste dei suoi romanzi sono delle giovani donne.
Così è anche Alice, una ragazza alternativa e dark che suona il violino e canta in una band locale a Roma. Niente di che, serate in qualche locale.
Un passato che l’ha vista anche in carcere minorile per il presunto omicidio del suo ragazzo.
Una vita familiare molto fragile, con la madre debole e impaurita dal padre padrone, violento e terribile.

Ma Alice ha sempre avuto un suo segreto, il suo angelo oscuro che le parla quando le cose volgono al peggio, che la aiuta a superare i momenti in cui il padre diventa violento con lei.
Un segreto che poco a poco non è più tale, tanto che viene spedita da una psicologa. Più o meno. La classica succhiasoldi inconcludente, piuttosto.

 

Le cose cambiano quando Alice scopre di essere stata adottata.
A quel punto fugge dalla brutta vita che ha condotto fino ad allora… una carriera inesistente, un incidente mentre era in auto con un produttore, pronta a tutto per un contratto… un fidanzato morto di overdose la sera stessa del suo concerto… fugge e scappa a Londra, in cerca della sorella di sua madre.
Partendo solamente da due indizi: il nome Dolores e il suo legame con un circo.

Scoprirà molto più di quanto potesse immaginare, di quanto volesse sapere.
Scoprirà di essere una Musa, erede delle nove originarie Muse greche, dotata di poteri in grado di influenzare la natura e gli uomini.
Scoprirà che il ruolo delle Muse è quello di ispirare l’umanità, di portare la gioie tramite l’arte.
Scoprirà che in passato alcune Muse avevano usato a fini personali questi poteri.
Scoprirà che ci sono due fazioni di umani a conoscenza del loro segreto: gli Eclettici, sensibili alle Muse e pronti a tutto per proteggerle, e i Pragmatici che invece danno loro la caccia, decisi a sterminarle visto che non possono controllarle e usarle per i propri fini.

Scoprirà di essere un bersaglio, di essere stata tradita più volte, di essere in grado di fare la differenza.

E qui cominciano i colpi di scena.
Alcuni davvero a effetto (penso al colpo di scena finale, o a uno dei primi colpi di scena con la partecipazione di Lourdes), altri che sembrano più forzati (i vari cambiamenti di Dolores dovuti solo alle profezie che scrive sul diario? Legge e cambia la sua mente?). Nell’insieme comunque il libro tiene ben alta la concentrazione.

 

Il personaggio di Alice poi effettua un bel percorso di crescita, arrivando a essere una Musa pienamente consapevole del proprio ruolo e dei propri poteri, in grado di influenzare una massa di persone e di gettare i semi per un cambiamento radicale nel comportamento delle altre Muse.
L’unica pecca è che per rendere bene i vari stadi della sua evoluzione, si è calcata forse un po’ troppo la mano su alcuni suoi comportamenti o linguaggi. A volte sembra infatti che si comporti in un certo modo per contratto, per farsi vedere in un certo modo.
Ma del resto il libro ha una durata limitata, e il suo percorso di formazione andava illustrato correttamente per evitare che il finale fosse incomprensibile.

Ho preferito comunque il personaggio di Lourdes, in un certo senso mi ha fatto pensare a River di Firefly… non so, almeno io la immagino con le fattezze di Summer Glau, assorta nei suoi pensieri (e nei suoi dispositivi, anche se lì siamo più nell’interpretazione Orwelliana di The Cape).

Intriganti comunque le incarnazioni mostrate in questo primo libro (di due) delle Muse.
La Musa della musica, che può suonare qualunque strumento e controllare le persone e la natura con la musica e con il canto;
la Musa della scrittura, che influenza con i suoi libri le opinioni della gente e può prevedere il futuro scrivendo un diario;
la Musa tecnologica, che vive di social network e cross-blogging, in grado di penetrare ogni sistema informatico;
la Musa della pittura, che si dedica anche al body painting e vive di eccessi a Parigi, osando sempre di più, sfidando sempre nuovi limiti.

 

Una buona storia, uno stile pulito e scorrevole (anche se ho avvertito ben poca empatia con Alice, a parte quando si è scontrata con la dura realtà londinese).
Un altro buon libro per il più prolifico autore di fantastico YA italiano.

4 dicembre 2012 - Posted by | Falconi Francesco | ,

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