La torre di Tanabrus

Did you miss me?

An origin story, Through the looking glass and what Walter found there & Five-twenty-ten


Episodi 5, 6 e 7 della quinta stagione di Fringe.
Visti in un’unica botta, causa grossi ritardi accumulati.

E se posso dirlo, visti insieme rendono benissimo!

In questi tre episodi assistiamo all’elaborazione del lutto della morte di Etta.
Mentre Olivia piange e sembra sul punto di spezzarsi, arrivando a rifugiarsi nuovamente in Peter per ritrovare un minimo di stabilità e di sostegno, Peter cede completamente all’ira, al desiderio di vendetta.
Diventa sempre più legato alla Resistenza (che nel frattempo ha tappezzato la città di manifesti con l’effige di Etta e l’invito a resistere), e dopo un tentativo fallito di distruggere l’intero futuro degli Osservatori tramite un macchinario rubatogli, passa a interrogare duramente l’Osservatore che hanno catturato.
E alla fine lo uccide, sottraendogli la fonte dei suoi poteri (una sorta di bestia tecnologica che si insinua alla base del collo… ricorda un poco Falling Skies in questo) e inserendola nel proprio corpo.

Si allontana sempre più dagli altri, inseguendo i propri scopi.
Scopre poco a poco di avere la forza degli Osservatori, la loro capacità di teletrasporto. La loro vista.
E di poter vedere il presente, e il passato recente.

E sfrutta così questa conoscenza del passato per pedinare gli Osservatori, scoprirne le abitudini e le debolezze.
Tendergli agguati, preparare attentati.
Mentre il suo corpo sembra soffrire per lo sforzo, l’orecchio gli sanguina, i capelli cominciano a cadere, ha crisi tremende.
Viene da chiedersi se rischierà di trasformarsi totalmente in un Osservatore (cosa probabile), se riuscirà a portare a termine il proprio compito prima di diventare un nemico (e prima di diventare sofferente alla nostra atmosfera, pure).

O se invece quando sarà al limite, o anche un po’ oltre, verrà salvato da un’Olivia tenuta molto in disparte dagli sceneggiatori, che in questa stagione puntano a renderla più che altro la colonna psicologica della squadra, il volto buono e compassionevole (mi viene da pensare alla discussione con Etta riguardo il prigioniero).
Chissà che non riesca a salvare anche l’amato Peter… e Walter. Che ormai ha da tempo il cervello ricostruito, e anche se finora abbiamo avuto l’attenzione focalizzata sui ricordi cancellati durante l’interrogatorio con Watermark, Walter non ha mai dimenticato la cosa.
E quando si confida con Peter o Nina, ammette la propria paura di tornare quello che era un tempo. Il degno compare di Bell, un uomo geniale mosso dall’ambizione di essere un Dio. Un uomo con la mente e il potere di diventare davvero un Dio, come dimostrato da Bell nella scorsa stagione.

Walter sta cercando disperatamente di sfuggire all’abisso, e si affida proprio a Peter per salvarsi.
Ma lo stesso Peter si sta gettando volontariamente in questo abisso, spinto da un cieco desiderio di vendetta…
Una bella serie di episodi, questa stagione si sta confermando un perfetto canto del cigno per la serie.

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22 novembre 2012 - Posted by | Fringe | , , ,

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