La torre di Tanabrus

Did you miss me?

L’arte della guerra


Era da tempo che volevo leggere questo testo, e finalmente ho trovato il tempo e il modo di farlo.

Cosa dire?
Intanto che i tre saggi dopo il testo vero e proprio sono fondamentali per comprendere il contesto, la struttura, il senso del libro.

Poi i concetti strettamente tecnici sono abbastanza ovvi, al giorno d’oggi.
Ma che, a vederli enunciati uno dopo l’altro nei tredici capitoli del testo, fanno capire come al giorno d’oggi i terroristi sfruttino al meglio parecchi dei punti enunciati da Sun Tzu. Certo, ignorano completamente il messaggio che la vittoria più grande è la conquista dell’esercito nemico intero, senza perdite tra i due schieramenti; e per loro stessa natura non usano i paragrafi economici.
Ma la parte puramente bellica, la interpretano purtroppo alla perfezione.
Come prima di loro i vietnamiti contro gli Americani, e non a caso il generale vietnamita aveva letto Sun Tzu e anche Lawrence d’Arabia (che a sua volta si ispirava al generale cinese).

Ho trovato interessati i concetti di shih nodo.
Lo shih sarebbe la potenza intrinseca presente in una situazione, in una conformazione. Ogni situazione possiede un proprio shih, e il compito del bravo generale è quello di comprendere perfettamente l’ambiente e tutte le variabili del sistema, valutare ogni possibile avvenimento e individuare il modo migliore di sfruttare ai propri fini lo shih della situazione.
Accrescendo così il proprio shih.

Il nodo è il momento in cui lo shih viene rilasciato.

Si paragona lo shih al tendersi della corda di una balestra, e il nodo alla pressione sul grilletto. Trovo affascinante questa immagine.
Non mi stupisce che ancora oggi sia letto, studiato e adattato a vari ambiti: più che un manuale di guerra, oltre che un manuale di guerra, grazie anche alla sua natura orale, tramandata dai discepoli e adattata al passare delle ere, l’Arte della guerra è una filosofia.
La filosofia che il buon generale deve seguire, certo, ma pur sempre filosofia. Si cerca di istruire a un determinato modo di pensare il generale, affinché risulti vittorioso.

E, se posso dirlo, la parte relativa all’utilizzo delle spie e all’opportunità di ricorrere a ogni mezzo più o meno lecito per acquisire vantaggio sull’avversario e terminare rapidamente la battaglia mi ha fatto pensare a quale meraviglioso connubio storico sarebbe stato avere un Generale formato da Sun Tzu, al servizio di un Principe formato da Machiavelli…

26 ottobre 2012 - Posted by | Tzu Sun | ,

2 commenti »

  1. Non ho letto il manuale di Sun Tzu, ma penso che tutto ciò che si può costruire sulla cosidetta arte della guerra sia solo sovrastruttura che appesantisce i pochi concetti lineari e semplici di un’attività estremamente intuitiva per quanto siano complesse le forme in cui può manifestarsi, e sia difficile dal punto di vista umano fare le cose giuste mantenendo l’autocontrollo nelle situazioni più caotiche ed emotive possibili, ovvero quelle del combattimento. Nel libro Shattered Sword comunque leggevo che le idee irragionevoli e i piani cervellotici dei Giapponesi, che hanno portato a sconfitte disastrose come quella di Midway, siano figli proprio delle eccessive elucubrazioni sulle idee di Sun Tzu. Vero o no? Non so, ambasciator non porta pena.

    Commento di bruno | 27 ottobre 2012

  2. Beh, ma infatti Sun Tzu è più che altro filosofia bellica.

    La vittoria massima è conquistare intatto il nemico, la miglior vittoria consiste nel colpire dove il nemico è meno difeso.
    Meglio un’azione rapida per uccidere il capo nemico, se questo pone fine alla guerra, piuttosto che guerre “classiche” e lunghissime.

    Considera che sia Lawrence d’Arabia che i Vietcong che, in tempi recenti, i Marines si rifanno tutti a questi precetti.

    Conquista la posizione favorevole, attacca solo se sei certo della vittoria, se devi difenderti arroccati dove sai che il nemico ti attaccherà di sicuro, non cedere all’ira del momento, evita guerre prolungate, utilizza le spie.
    Devi comprendere perfettamente l’ambiente circostante, le relazioni tra le variabili, gli schieramenti in campo. Devi comprendere tutto, comprendere il potenziale di ogni elemento, e poi sfruttarli a tuo vantaggio per ottenere la massima energia potenziale da rilasciare contro il nemico.
    Ovviamente solo individui eccezionali ci riusciranno.

    (Dei giapponesi non so che dirti, sorry 🙂 )

    Commento di tanabrus | 27 ottobre 2012


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: