La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The power of three


Quarto episodio della settima stagione di Doctor Who.

Un episodio incentrato moltissimo sulle relazioni tra i personaggi.

Scopriamo che per AmyRory sono passati ben dieci anni dalla fine della sesta stagione, dieci anni in cui saltuariamente il Dottore li ha prelevati per qualche viaggio.
Ma alla fine stanno cominciando ad avere una vita reale, nel nostro mondo. Una vita che cozza con le avventure spaziotemporali nelle quali il Dottore li coinvolge. Cozzano perché queste causano assenze improvvise, sparizioni, attacchi alieni, potenziali ferite, stanchezza.

Quindi i due cominciano a pensare di fare una scelta drastica, scegliendone solamente una delle due disponibili.

E anche il Dottore è consapevole di tutto questo.
Del resto ha avuto molti compagni, e alla fine tutti lo hanno lasciato. O sono stati lasciati da lui. O sono morti.
Sa che tutto sarà sempre effimero e passeggero, per lui. Per questo torna sempre da loro, non vuole perdere la possibilità di goderseli finché può e possono.

Penso a Rose, finita in un universo parallelo con la famiglia.
Penso a Donna, che è come morta.
Penso a Martha, lasciata indietro e poi comunque ricoinvolta nella sua nuova veste ufficiale.
Sarah Jane Smith, lasciata indietro.

Interessante vedere come vengano utilizzati i padri dei compagni. Il padre di Rory ricorda parecchio il buon signor Noble, ricoprono spesso il ruolo di saggi che comprendono quasi il Dottore e la meraviglia che muove i propri figli. Comprendono e approvano, pur mettendo però in guardia il Dottore: è bello e divertente, certo, ma dovrà fare attenzione a non ferire i compagni, e dovrà essere in grado di sapere quando fermare la giostra per farli scendere.

Per il resto, episodio simpatico con un Dottore inarrestabile che diventa ospite fisso a casa Pond (e Smith rende perfettamente l’idea di impazienza che anima il Dottore, per quanto sia in contrasto con ciò che ci si aspetterebbe da una creatura immortale) e la stessa invasione lenta palesa la reale minaccia, lo sterminio degli umani a opera degli Shakri, solo nel finale.

E ormai la tavola è apparecchiata per l’addio ai Pond… nel prossimo episodio, don’t blink! don’t blink!

23 settembre 2012 - Posted by | Doctor Who, Serie tv | ,

4 commenti »

  1. a me questo episodio è piaciuto da morire… “vecchio stile”, direi, e ne sentivo la mancanza. Grande Smithy ancora una volta, e bella l’idea dei cubi, se pensi anche che si esaurisce in cinque minuti 🙂

    Commento di Ema | 24 settembre 2012

  2. Beh, qui la storia era puramente di sfondo, il pretesto per liberare un Doctor nella casa dei poveri coniugi Campbell (altro che il precedente “maggiordomo”!!!) e farci salire il magone per il loro addio

    Commento di tanabrus | 24 settembre 2012

  3. l’episodio molto carino, peccato che da un certo punto in poi fosse di una lentezza esasperante: non puoi impiegare mezzora per arrivare al punto in un episodio di una quarantina di minuti; ma la vita ‘reale’ dei Ponds a contrasto con quella con il Dottore è davvero carina, il Dottore in crisi di noia fantastico e alytri dettagli sparsi qua e là non erano per niente male… mi dispiacerà perdere i Pond, d’altra parte non vedo l’ora che la serie cominci davvero: finora tutti episodi belli o brutti, ma sommariamente dei riempitivi.

    Commento di fed | 26 settembre 2012

  4. Vero, siamo in attesa che arrivi la tempesta che spazzi via i Pond 😦

    Commento di tanabrus | 26 settembre 2012


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