La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Il patto della viverna


Seconda opera di Maurizio Vicedomini, primo suo libro, disponibile da Ciesse.
Dopo la fantascienza e i paradossi temporali, si passa a un fantasy di tipo più classico.

Comincio dicendo subito che il libro mi è piaciuto.
Autoconclusivo, senza che la storia venga mai tirata per le lunghe, senza cali nel ritmo.
Una lettura piacevole, davvero gradevole.

Il protagonista del libro è Tiros, capo cacciatore di un piccolo villaggio nella tundra. Una sera però rientrando dalla caccia assieme all’amica Alannah e al mentore Khalin trova il villaggio sotto attacco da parte di strani guerrieri rivestiti di ossa.
Immobilizzato da un potente incantesimo, non può fare altro che osservare la sua gente venire massacrata dai nemici, le loro anime risucchiate in scettri neri da parte di un gruppo di negromanti. A bloccarlo fino alla fine della strage è stato Kolios, un misterioso e potente druido che sembra avere dei piani per il cacciatore, desiderando che non si faccia uccidere in un folle attacco contro i soldati nemici ma che al contrario vendichi il proprio popolo sterminando i negromanti.
Tiros giustamente se la prende a male promettendo vendetta anche contro il druido.

I tre comunque partiranno all’inseguimento dell’esercito dei negromanti per vendicare la morte del proprio popolo, per concedere il riposo alle loro anime prigioniere degli scettri e infine per ottenere una risposta alla domanda che li assilla: perché? Perché la loro gente è stata sterminata?

E finiranno col diventare pedine in un gioco più grande di loro, un gioco cominciato seicento anni prima con un ragazzo del loro stesso villaggio che si era dedicato al Dio della Morte diventando un potente negromante, e che aveva stretto uno scellerato patto con una potentissima Viverna.
Un patto che entrambe le creature avevano cercato il modo di volgere a proprio vantaggio, un patto che dopo tutto questo tempo farà si che il più grande pericolo per il mondo torni in vita dopo più di mezzo millennio.
Un pericolo che però troverà ad attenderlo un fratello pronto a dannarsi per l’eternità per poterne ostacolare l’ascesa al potere, un guerriero costretto a servirlo con la magia, sacrificato a dei mostri e sopravvissuto per ottenere la vendetta, e un re defunto pronto a concludere la lotta cominciata nel lontano passato.

Tra viverne, maledizioni, guerrieri soggiogati dalla magia dei negromanti, spiriti, coraggiosi cavalieri e vendette da consumare.

Una lettura piacevole, ho detto.
Lo stile è buono, la scrittura scorrevole, il ritmo serrato. L’autore non si dilunga in noiose descrizioni, né tantomeno cede al superfluo.
Molto essenzialista, si nota che si è fatto le ossa con i racconti.

Ci sono però, ovviamente, anche dei difetti.
La parte iniziale mi ha dato l’idea di cliché, con la strage del villaggio e l’unico sopravvissuto che desidera vendicare i compagni a ogni costo. Andando avanti la sensazione svanisce, ma all’inizio l’ho avvertita parecchio.
In alcuni punti poi i protagonisti hanno troppa fortuna, spiegata spesso ottimamente all’interno della storia ma resta il fatto che pare quasi siano aiutati da un’Entità Superiore tipo l’autore.
Infine, non ho avvertito empatia con alcun personaggio. Forse solo con il guerriero Viverna, ma è stato un qualcosa di fugace visto che non lo abbiamo conosciuto troppo bene. Di sicuro non ho provato niente per il personaggio principale, troppo stupido e accecato dal desiderio di vendetta. Paradossalmente ho provato più vicinanza per l’Alato…

Sono curioso di vedere come verrà il prossimo libro di Maurizio, che dovrebbe uscire a dicembre.
Comunque, per quanto si tratti di due opere diverse sia per filone che per tipo di racconto, devo ammettere che ho preferito l’ottimo Myrddin di Avalon, tra le opere di Maurizio Vicedomini.

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18 settembre 2012 - Posted by | Vicedomini Maurizio | , ,

8 commenti »

  1. Grazie mille per questa recensione 🙂

    Mi fa piacere che tirando le somme ti sia piaciuto, specialmente considerata la tua schiettezza ed esperienza da lettore di genere ^^
    Naturalmente cercherò di mettere a frutto le critiche 😛

    Ps. Niente, tutti quelli che scrivono a memoria Myrddin invertono la doppia, mettendo due “r” e una “d” 😛 Mi sa che è contagioso 😛

    Commento di Maurizio Vicedomini | 18 settembre 2012

  2. Azz… probabilmente perché a pronuncia viene più “comprensibile” un Myrrd rispetto a un Myrdd… se provo a pronunciarlo mi ci incanto, sulla doppia d 😀

    Commento di tanabrus | 18 settembre 2012

  3. Infatti io lo pronuncio “Myrdin”, e fanBIIIP alla doppia D 😀

    Commento di Maurizio Vicedomini | 18 settembre 2012

  4. Sono molto curiosa di leggere questo libro, la recensione è molto interessante e approfondita, complimenti!

    Commento di cronachedigaia | 18 settembre 2012

  5. Grazie 🙂
    Se ricordo bene, Myrddin (visto Maurizio? Ho imparato a scriverlo!!) ti era piaciuto, giusto?
    (Se prendi l’ebook, dopo aver fatto l’acquisto aspetta una mezza giornata, poi ti arriverà per mail nei vari formati disponibili. Senza bisogno di inutili allarmismi del tipo “che fine ha fatto il mio libro????” come un certo Tanabrus di mia conoscenza 😀 )

    Commento di tanabrus | 18 settembre 2012

  6. Sì, Myrddin (scritto bene?^^) mi è piaciuto molto e aspettavo anche io il romanzo. Grazie per la dritta! Conoscendomi sarei andata nel panico(sono ancora così imbranata col kindle!), così non mi agito 😉

    Commento di cronachedigaia | 19 settembre 2012

  7. Ma che bravi, promossi tutti e due sulla doppia “d” 😀
    @Claudia: Buona lettura! Mi aspetto anche da te (in pubblico o privato che sia) un commentino a riguardo 😀

    Commento di Maurizio Vicedomini | 19 settembre 2012

  8. Ottima recensione (:

    Commento di Bogdan Stevanovic | 1 dicembre 2012


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