La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Cinque centimetri al secondo


Penso di essermi visto questo film nel momento ideale, con ancora in mente l’ottimo 1Q84 di Murakami.

Perché questa condizione potrebbe essere ideale?
Perché per l’intera durata del film, ho avuto una voce nella testa che mi diceva: Eccoli, ecco Tengo e Aomame. Ma ora sono nel mondo reale, e nel mondo reale non ci sono due lune.

In un mondo senza due lune, in un mondo privo di crisalidi d’aria, come sarebbero andate le cose tra Tengo e Aomame?
Molto probabilmente avrebbero seguito il percorso della storia di TakakiAkari, pur con le dovute differenze.

A differenza dei protagonisti dell’opera di Murakami, infatti, i due ragazzi qui si legano indissolubilmente l’uno all’altra fin dal primo momento che si vedono, e diventano inseparabili. Almeno, fino a quando i genitori di lei non si trasferiscono, portandosela via lontana.
La prima parte del film vede il tredicenne Takaki, in procinto di trasferirsi pure lui, allontanandosi ancora di più dall’amica con la quale intrattiene ormai solo un rapporto epistolare, che intraprende un lungo viaggio in treno per raggiungerla e chiarire con lei tutte le cose che non si sono mai detti.
Ognuno ha pronta una lunga lettera in cui si apre all’altro, una lettera da consegnargli al momento dell’addio.
Una lettera che non verrà mai consegnata, dopo che i due riunitosi si baciano e trascorrono la notte insieme, parlando e ricordando il passato.

La seconda parte ci mostra Takaki alla fine del liceo, gentile e bravo negli sport e nello studio, ma distante.
Indifferente alla povera Kanae che si è innamorata di lui, lui guarda sempre distante, perso nel ricordo di Akari, perso nel passato.

E l’ovvia conclusione, la terza parte.
Takaki ormai adulto, programmatore informatico.
Un appartamentino sporco e pieno di lattine di birra. Una vita insoddisfacente, da bravo Murakamiano. Qualche vecchia storia finita per causa sua, che continua a cercare in ogni relazione ciò che aveva con Akari. Un’anima gemella, una persona come lui, in grado di capirlo completamente.
Un’utopia che lo rende insofferente e sempre più in crisi, fino all’abbandono del lavoro, alla necessità di ritrovarsi. Di smetterla di cercare Akari in ogni volto che incrocia.
Akari che lo ricorda con affetto, ma che è invece andata avanti e ora sta per sposarsi. Senza più incontrarlo.
Ecco, ho pensato, questo è quello che accade nel mondo con una sola luna. Questi sono Tengo e Aomame senza essere finiti nel mondo del Piccolo Popolo.
Questa è la realtà di come vanno le cose, se non inseriamo nel mix l’elemento soprannaturale in grado di capovolgere l’equazione.
Piacevolissimo.

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24 agosto 2012 - Posted by | Cinque centimetri al secondo

3 commenti »

  1. Five centimeters per second è un capolavoro, a mio parere. Commovente e graficamente eccezionale (che non guasta!).

    Commento di Tintaglia | 2 settembre 2012

  2. Piaciuto molto 🙂

    Commento di tanabrus | 2 settembre 2012

  3. Visto poco tempo fa: capolavoro.

    Commento di M.T. | 5 agosto 2013


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