La torre di Tanabrus

Did you miss me?

X-Factor


E alla fine è successo.
Grazie anche, probabilmente, al nuovo maxievento megacrossover AVX, (Avengers versus X-Men… in palio i destini di Scarlet, Hope e della Fenice) per la prima volta da più di dieci anni sono tornato da un viaggio mensile dallo spacciatore senza aver preso Gli incredibili X-Men, la prima testata che avessi mai comprato e che ho sempre comprato, fedelmente, malgrado gli abissi nei quali a volte era precipitata.
Ma quando è troppo, è troppo.
La divisione in due gruppi con il nuovo Ciclope psicopatico e idiota che guida i pezzi grossi sull’Isola Bersaglio, Wolverine che si improvvisa pacifico professore ricostruendo la Scuola e venendo messo sotto scacco da un gruppo di bambini pieni di soldi.
Cable in procinto di ricomparire.
Personaggi snaturati, scelte troppo stupide per essere accettate.
L’ultima ciliegina, il trattamento riservato a Sinistro. Dopo aver distrutto Magneto, sono risuciti a ridicolizzare anche il vecchio genetista britannico. Complimenti.
E quindi, addio anche ai mutanti.

Tranne eventualmente dei cicli interessanti, ma niente più testate con più serie. Almeno, non per un bel po’.

L’eccezione potrebbe essere, a seconda delle storie, questo X-Men deluxe.
Il numero 208, per esempio, contiene sei mesi di X-Factor di Peter David.
Una delle poche serie mutanti meritevoli, al momento.

In questo numero non c’è uno story arc intero, non ci sono saghe.
David non ragiona così, non si è piegato alla logica delle storie divise in 2,3,6 parti.
David ragiona da David, e lo amiamo per questo.

La fine (temporanea) dello scontro tra MonetMordo.
Gli attriti tra l’algerina e Layla a causa dei suoi trascorsi con Destino.
Il ritorno in scena di una Rahne in crisi nera, dopo gli eventi di X-Force (altra ottima testata), pronta a scaricare su Rictor l’intera responsabilità della sua gravidanza. Proprio ora che Rictor cominciava a chiarire il proprio rapporto con Shatterstar (e proprio su questo tema David dà il meglio di sé, con i commenti di Rahne e Forzuto).

E poi la strana coppia ShatterstarDarwin, e la main story Vivere & Morire a Las Vegas, con Madrox che accetta un caso da una strana signora potente ed enigmatica che vuole trovare un amuleto a forma di martello di Thor. La signora veste in verde e ha un nome esotico… esatto, i lettori (al contrario del buon Jamie) hanno subito indovinato l’identità della signora, Dea della Morte Asgardiana.
Così come subito si è riconosciuto il povero giullare della Dea, inseguito da questa e smascherato involontariamente da Madrox e SyrinPyp il Troll.
E da qui, ovviamente, X-Factor tenta di rimediare al guaio causato andando a caccia di Hela, e finendo con lo scontrarsi con le sue armate ricevendo però un aiuto inaspettato, nientepopodimenoche Thor in persona, che si schiera al loro fianco per combattere la Dea.

Intrigante come sempre il personaggio di Layla, affascinante e inquietante l’evoluzione di Darwin durante lo scontro mortale con Hela, in cui diventa lui stesso un Dio della morte per resistere al potere della donna.
Che conseguenze avrà tutto ciò sul ragazzo e sul gruppo?

Ottimi dialoghi come sempre, ottime le caratterizzazioni dei personaggi.
Una storia non emozionante, ma le storie David se le coltiva poco a poco, innaffiandole a suon di dialoghi e di piccole situazioni che crescono e crescono fino a sbocciare in trame stupende.
Mi ricorda il vecchio Claremont in questo, anche se lo stile dei due è abbastanza diverso.

Piacevolissimo.

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21 agosto 2012 - Posted by | comics, X-Men

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