La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Source Code



Durante il fine settimana sanremese mi sono goduto questo bel film.
Il nome non mi risultava nuovo, sapevo di averne già letto una buona recensione da qualche parte, e ora ho trovato anche la fonte originale che me lo aveva fatto conoscere: questa

Un bel film basato sulle possibilità della fisica quantistica, magari un tantinello estremizzato ma l’idea è affascinante.
Ricreare un intero universo per qualche minuto, tramite gli ultimi ricordi rimasti nella mente di una persona morta, e sfruttare questa possibilità per effettuare indagini in quel breve lasso temporale.

Nel caso di questo film, abbiamo un treno esploso a causa di una violenta bomba, con l’attentatore pronto a fare esplodere un ordigno nucleare nel bel mezzo di Chicago.
E si ricorre quindi al Source Code per spedire un capitano dell’aviazione militare all’interno di quel treno, otto minuti prima della sua esplosione, affinché scopra chi è l’attentatore.

Certo, occorre una piccola sospensione dell’incredulità per accettare che ogni volta che il programma viene lanciato, si ricrei un intero universo.
E una sospensione ancora maggiore serve per sorvolare sul fatto che lo scienziato responsabile del progetto accetti tranquillamente che in quegli otto minuti, dalla sola memoria del morto, si ricrei a tal punto la realtà che lo circondava da rendere possibile al loro agente interagire con le persone che lo circondano, o anche uscire dal treno e compiere qualsiasi azione avrebbe potuto normalmente compiere in quelle circostanze.
E che malgrado la sua scommessa si basi esattamente sul fatto che per quegli otto minuti venga ricreato l’universo nella sua interezza, compresi tutti gli infiniti dettagli di cui il morto non poteva essere a conoscenza, rifiuta di accettare come plausibile il fatto che questo universo ricreato a ogni riavvio del programma possa essere reale.
Abbastanza chiuso di mente, per aver ideato qualcosa del genere e per averci scommesso sopra pesantemente.

Ma a parte questo, è davvero un film molto valido.
Lo smarrimento del protagonista, il suo lento comprendere la situazione in cui si trova, la scoperta della realtà, il suo eroismo. Le decisioni etiche riguardanti il suo caso, complesse e difficilissime. La ciclicità del tutto, una volta finiti in un universo nato dal source code.

Uno di quei film che, se ci si ferma a pensare alle innumerevoli possibilità che possono venire generate, procurare un forte mal di testa e un notevole intontimento generale.
Un po’ come il fermarsi a pensare ai vari livelli dei sogni in Inception, o alla realtà in Matrix.
Adoro questi film!

31 luglio 2012 - Posted by | Source Code

4 commenti »

  1. Guarda di nuovo il film… ^_^ il fatto che l’intero universo sia rebootato ogni volta è un concetto che viene “venduto” al tipo che deve fare le indagini… però è una “balla” che i militari raccontano per rendere “plausibile” una situazione ancora più paradossale. Nella realtà del film, il tipo che fa le indagini non fa altro che viaggiare tra gli infiniti universi paralleli al nostro (teoria del multiverso), rubando l’identità a una persona per interagire in quel mondo e ottenere indizi su chi ha piazzato la bomba, etc etc. E alla fine riesce anche nei propri intenti, ma solo in uno di quegli universi, perché in quello da cui tutto inizia (spoiler) lui è ormai in trappola, mentre nel multiverso dove salva il treno riesce a “farsi uccidere”… e a far chiudere il “source code” perché solo lui, in anni e anni di esperimenti, era stato in grado di viaggiare nel multiverso (fine spoiler).

    Nota a margine: Sanremo è passato da parecchio tempo. Post programmato o viene da un universo parallelo? ^_^

    Commento di Glauco | 31 luglio 2012

  2. Si, ma per quanto sia una cosa “venduta” a lui (splendido tra l’altro quando il protagonista sfida il direttore del progetto a spiegargli il funzionamento del tutto, e poi dimostra di non aver capito niente, con il direttore che sbuffa e se ne va via) lo stesso direttore non pare molto possibilista sulla durata degli universi. Almeno, non mostra nemeno una scintilla di possibilismo, per quanto lontano dalla sua cavia.
    Certo, può anche essere un modo per evitare problematiche di natura etica (per quanto permangano quelle relative alla povera cavia), ma non mi sembra di aver scorto una sua consapevolezza dell’effettiva portata della quantistica dietro al progetto.

    (per Sanremo… sono rientrato ieri da una due giorni nella città ligure, il film l’ho visto con gli amici che mi ospitavano, domenica sera 😉 )

    Commento di tanabrus | 31 luglio 2012

  3. Hola Tan!! 🙂 Il regista di questo bel film ha fatto precedentemente pure un altro film, indipendente, a mio avviso ancor più bello di questo: The Moon. Ti suggerisco di guardarlo! 🙂 Ah, e il regista è nientepopodimeno che il figlio di David Bowie! (Anche Bowie toccò la sci-fi con “L’uomo che cadde sulla Terra”)

    Commento di JackVenom | 6 agosto 2012

  4. Non sei il primo a parlarmi molto bene di questo The Moon.
    Vedrò di rimediare 🙂

    (E non sapevo il regista fosse il Bowino!!!)

    Commento di tanabrus | 12 agosto 2012


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: