La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Di solitudine, morte e Sword Art Online 3


Mi sono visto domenica il terzo episodio di Sword Art Online.
Si, ho visto anche il terzo episodio di Kokoro Connect ma su quello non ho granché da dire.

E si, voglio provare a cambiare l’impostazione dei post, almeno ogni tanto.
A quale pro fare un breve commento e magari un riassunto dell’episodio? Meglio parlare di perché mi è piaciuto, perché voglio continuare a guardare la serie. Per lo meno, adesso sono in questo mood.

Così come sono in un mood da anime.
Sempre stato incostante e altalenante, adesso è periodo da anime.
(Merito forse anche di Il maestro e Margherita che non mi sta prendendo quanto avrei sperato, rivelandosi difficile da finire e lasciandomi senza molti spunti per il blog… anche se fortunatamente la seconda parte sembra risollevarsi, ma vedremo…)

Nel titolo accennavo a solitudine e morte.

Nell’anime, abbiamo già visto che il protagonista preferisce stare solo, per i fatti suoi.
Anche se qualcosa si è intuito, riguardo a lui.
Il rapporto con Klein, dal quale viene avvicinato e col quale  diventa amico, salvo abbandonarlo quando, dopo l’annuncio del gioco mortale in cui sono incappati, questi decide di voler fare gruppo con i suoi amici, invece di fuggire da solo con Kirito per fare esperienza e diventare più forte.
Poi c’è stata Asuna, con la quale si è ritrovato a fare coppia per affrontare il boss del primo piano. Lei, e il beta tester che aveva radunato i giocatori accanto a sé per collaborare e avanzare nel gioco. E lì Kirito stava assaporando l’amicizia e il rispetto della gente, la gratitudine degli altri, fino a quando non è stato accusato di avere barato e di aver lasciato morire il leader apposta. Al che se ne è andato sprezzante, senza voltarsi indietro.
E ora, questo.

Aiuta per caso una giovane gilda di amici provenienti dallo stesso club scolastico, che ha deciso di sopravvivere unita a questa prova.
La aiuta, viene ringraziato, gli viene offerto di entrare nei loro ranghi.
E come sempre, sconvolto dall’amicizia altrui, accetta.
Nasconde la sua vera forza, scegliendo di andare al loro passo, di aiutarli. Allenandosi di notte ai livelli superiori.
E quando tutto sembra andare per il verso giusto, quando anche la fragile Suchi sembra smetterla con la paura di morire… per una bravata il gruppo cade in una trappola, malgrado l’avvertimento di Kirito.
E vengono annientati. Tutti.
Quando il leader torna dal gruppo dopo aver acquistato una casa, scopre la verità e si suicida davanti agli occhi di Kirito, accusato apertamente di averli ingannati.
E così Kirito si getta a capofitto in una missione tremenda, affrontare un nemico speciale programmato per la vigilia di Natale, che si dice conceda un oggetto speciale in grado di resuscitare qualcuno.

E alla fine, vinto dall’inutilità anche di questo gesto, trova un dono.
Un messaggio lasciato tempo addietro da Sachi, che sa tutto su di lui, e che lo ringrazia per i suoi tentativi.
Sachi che sa che morirà, e che lo ringrazia ugualmente.

La morte in questo gioco è reale, e l’amicizia sembra la cosa che fa andare avanti le persone costrette a vivere in bilico in un mondo ostile, privo di regole e di morale.
E Kirito sembra condannato a stare da solo, malgrado Klein e malgrado chi ogni tanto gli si avvicina in cerca di amicizia.

E’ un personaggio davvero ben fatto.
Solitario, desideroso di avere degli amici ma terrorizzato dalla stessa idea per il suo stesso carattere acuito poi dalla natura del gioco. E dalla minaccia della morte che aleggia su tutti quanti loro.
La vita decisa dal numero di punti salute in una barra celeste. La morte a un attacco di distanza. L’unico modo per sopravvivere, essere più forti, più veloci, più furbi.

 

Mi chiedo se l’anime oserà anche di più.
Oserà analizzare come, in un contesto di guerra e senza alcun organo superiore a stabilire regole e leggi, la morale possa dissolversi?
Se si è in guerra e l’unico modo per sopravvivere è diventare sempre più forti, cosa impedirà di fare pratica sui giocatori più deboli, per accumulare esperienza?
E se la speranza di finire il gioco svanisse, cosa impedirebbe il formarsi di una tirannia nei vari piani, con fortezze dove i giocatori deboli vivrebbero come schiavi dei forti in cambio della sicurezza delle mura e della loro stessa vita?
La cosa potrebbe facilmente evolversi in uno scenario alla Il signore delle mosche.

Anche se non penso che prenderà questa strada, per ora le uniche tematiche toccate sono quelle della solitudine di Kirito, del suo anelare l’amicizia rifuggendola però sempre e comunque, della morte che attende dietro ogni scontro i giocatori intrappolati in SAO.
Interessante, comunque.

25 luglio 2012 - Posted by | Anime, Sword Art Online

Al momento, non c'è nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: