La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Psyren 15


Oltre al fatto che ieri non ho avuto tempo praticamente per niente che non fosse un rapido commento su questo manga (e che stasera rientrerò tardi a casa, distrutto e privo della forza per affrontare, chessò, la visione di Saint Seya Omega), voglio esternare la mia gioia nello scoprire di avere sbagliato a trarre conclusioni affrettate.

Ultimamente infatto avevo cominciato a temere che si andasse verso un brodo riscaldato: combattimenti su combattimenti, sindrome delle dodici case senza il significato che solo l’originale possedeva, e così via.

E invece.

Rimane un sottile senso di delusione, al momento, per come certe situazioni e sopratutto certi personaggi non siano stati valorizzati e spiegati per bene (mi riferisco sopratutto ai nemici, ho la netta impressione che in un brodo riscaldato avrebbero trovato una nuova dimensione e avrebbero mostrato tutte le loro potenzialità), ma è enormemente superiore la soddisfazione.

I nostri hanno portato lo scontro direttamente a casa del nemico, e mentre io cado preda dei miei timori in mezzo a tanti scontri uno contro uno… ecco che i detti scontri durano ben poco, terminano spesso già in questo numero.
Chi vince e chi perde è abbastanza chiaro, nel prossimo numero arriverà lo scontro finale e si chiuderà la serie.

Leggere continua e termina nel prossimo numero mi ha davvero riempito di gioia.
Non perché non mi stia piacendo la serie, anzi! Proprio perché mi piace preferisco termini al momento giusto, senza trascinarsi e perdere la sua originalità, la forza della sua trama, l’eccezionalità della situazione.

Non so, probabile che sia dovuto solo a un non eccelso successo in patria, ma apprezzo davvero molto quando i manga terminano al momento opportuno.
E’ il motivo principale che mi ha spinto ad abbracciare anche loro, oltre ai comics, dopo tutto.
(Ogni riferimento a manga di successo che cominciano a trascinarsi a lungo e si inventano di tutto per aprire nuove e dimenticabili saghe sono puramente voluti)
(La saga delle dodici case di Saint Seya aveva un suo eccellente motivo d’essere, pregna di cultura orientale e filosofia. C’è un motivo per il percorso, c’è un motivo per cui i cavalieri d’oro combattono da soli nella propria Casa, c’è un motivo per cui non seguono Seya e gli altri quando si ravvedono. Solitamente, negli emuli, ci sono solo lunghi scontri uno contro uno in cui nessuno capisce perché chi ha la superiorità non invii centinaia di avversari sommergendo gli assalitori col puro peso. O non faccia combattere i pezzi grossi tutti insieme)

12 luglio 2012 - Posted by | Manga, Psyren

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