La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Omar the immortal


Racconto ambientato nell’universo creato da Lewis, e che si svolge prima della trilogia con cui è stato presentato questo mondo.

No, non ho letto la trilogia né altro di questo autore.
Ma mi sono informato dopo aver letto il libro.

L’e-book l’ho preso perché era in promozione (mi sembra fosse addirittura gratuito) dopo aver leggiucchiato qualcosa sulla trama.

Gli altri libri sono di lunghezza normale, le vicende narrate in questo racconto si svolgono invece prima degli eventi di Alcyone e fanno da apripista a un paio di altri libri ambientati nel Nord Europa.
Il racconto in sé non è niente di che.
Si lascia leggere, ma ha ben poco pathos.
E’ interessante però conoscere questo mondo: l’infodump è totalmente assente, e bisogna essere ben concentrati per carpire qualche informazione, anche con l’aiuto del disclaimer iniziale che ci spiega come in questa Terra parallela l’ultima glaciazione non abbia mai abbandonato l’Europa, che ora si ritrova con un clima freddo e inospitale al sud, glaciale al nord.
Niente romani, niente greci.

La civiltà si è sviluppata nella fascia temperata, nell’Africa e nell’Asia.

E c’è uno strano materiale, il metallo del sole, capace di bruciare e di attirare le anime.
Ci sono spade fatte di questo materiale, che intrappolano l’anima di chi ne tocca la lama, mettendola al servizio del possessore della spada.
E il possessore di una di queste spade è Omar, studioso egiziano misterioso che, apprendiamo, ha scoperto il segreto dell’immortalità.
E vivendo per tantissimo tempo ha scoperto un’antica mappa che mostra nel dettaglio le coste europee  (una sorta di mappa di Mercator, insomma) comprensive di Ysland, una misteriosa isola (misteriosa per loro, mica tanto per noi) a ovest della Gran Bretagna. Un’isola priva di ghiacci, dove potrebbero conoscere il segreto di questo strano metallo e magari conoscere il modo per parlare con gli stessi dèi.

E’ un mondo davvero strano, tra fantasy e modernità.
Abbiamo queste spade e abbiamo i samurai e gli spiriti dei morti visibili a tutti e con piena coscienza di sé stessi; e abbiamo aeronavi a vapore e fucili.

I pregi sono l’ambientazione e la scrittura, e anche i personaggi malgrado tutto sono interessanti.
I difetti sono la lunghezza della storia (anche se come introduzione potrebbe andare abbastanza bene, magari distribuita sempre gratuitamente) e una tendenza a usare troppi nomi noti come per giocare con le nostre conoscenze, per mostrarci come è diverso questo mondo, cosa è successo a luoghi ben noti.
Il che dà un po’ di fastidio, perché certe cose hanno avuto determinati nomi in seguito a lunghi processi storici. Voglio dire, senza il clima mediterraneo da noi non ci saranno state viti, influenze greche, grandi re di nomi Italo, espansioni etrusche, nugoli di tori, africani emigrati da Talus. Quindi, da dove diavolo sarebbe saltato fuori questo nome?

Ma a parte questo la storia mi è piaciuta, è stato un piacevole intrattenimento.
Probabilmente leggerò qualcos’altro di questo autore.
La trilogia iniziale (che ho letto essere più votata allo steampunk), oppure il secondo volume di Europa (che dal primo capitolo pare più strettamente fantasy nordico).

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11 luglio 2012 - Posted by | Lewis Joseph Robert

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