La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Anime estivi


Ancora traumatizzato da Saint Seya Omega, e con il pensiero ancora un poco rivolto a Ano HanaHoney & Clover, ho deciso di dare un’occhiata a un paio di anime dalla trama interessante cominciati la scorsa settimana in Giappone.

Il primo è Sword Art Online.
Ambientato qualche anno nel futuro, parla di un videogioco ultramoderno, pura realtà virtuale.
Ti metti il casco, e ti ritrovi in un mondo completamente differente. Un mondo che ti sembra totalmente reale, un MMORPG dove il tuo personaggio si muove secondo i tuoi impulsi cerebrali.

Diecimila copie vendute il giorno dell’apertura al pubblica, di cui mille beta tester già pratici del gioco.

Se non fosse che, dopo qualche ora di gioco, i ragazzi scoprono un bug. Manca il pulsante di logout.
Poco male, basterà che gli sviluppatori sistemino la cosa, o che a casa qualcuno gli tolga il casco, no?

No. Perché è tutto voluto per qualche oscuro motivo dal creatore del gioco, vero deus ex-machina di questo mondo virtuale.
Staccare il casco equivale alla morte, come hanno appreso i familiari dei primi duecento e passa ragazzi cui è stato tolto l’apparecchio.
Ma non solo: morire nel gioco significherà anche morire nella vita reale.
E l’unico modo per fuggire, per tornare alla realtà, consiste nel finire il gioco.

Arrivare al centesimo livello della torre e sconfiggere il mostro (presumibilmente, il creatore stesso).

Il protagonista era un beta tester, quindi sa già un minimo come funzionano le cose lì. E conosce la pericolosità del gioco: in due mesi era arrivato solo all’ottavo piano.
Ma ora è tutto diverso, ora c’è la vita in ballo.

Tutti contro tutti per accaparrarsi le risorse disponibili e per accumulare più esperienza possibile, per riuscire ad avanzare e a uscire dall’incubo.

Non male come storia, e il protagonista non è certo un leader. Pare anzi terrorizzato dalla gente, rifugge le persone e non ci pensa minimamente a spiegare agli altri cosa fare per sopravvivere. Prova a portare con sé solo il ragazzo che gli si era attaccato poche ore prima, intuendo che fosse un beta tester e sfruttandolo per apprendere rapidamente le leggi di quel mondo virtuale. Ma lui ha altri amici a cui pensare, e le strade dei due per ora si dividono qui… protagonista atipico, quantomeno.
Mi intriga.

Kokoro Connect invece è un anime scolastico.
Una scuola privata, e cinque ragazzi abbastanzi diversi tra loro che si ritrovano a passare gran parte del tempo insieme, visto che in quell’istituto è obbligatorio far parte di un club e che per svariati motivi si sono ritrovati nello stesso club, formato solo da loro: la Student Cultural Society.

L’atmosfera che si respira nel club ricorda quella del caro, vecchio club di Haruhi Suzumiya, ma presto la storia prende una piega differente.
Infatti, durante la notte due ragazzi del club (Aoki e Yui, con lui che è cotto di lei) hanno sperimentato per una mezz’ora una sconvolgente esperienza di body swap. Si sono ritrovati nel corpo dell’altro, rimanendone terrorizzati.
E per quanto la cosa suoni incredibile, mentre gli altri ancora stanno cercando di capire se sia vero o meno quanto raccontato dai due… altri due membri del club vivono la stessa esperienza.
Di giorno, a scuola.
Taichi si ritrova nel corpo della idol Iori, allontanatasi per recuperare un quaderno in aula. Sperimentando un momento alla Woody Allen, prima dell’ingresso della classica compagna di classe maniaco-lesbica che cerca di assaltare una non indifferente (adesso) Iori.

Interessante come concept,  con questi scambi di corpi che paiono casuali e limitati temporalmente a una quarantina di minuti.
E che, a seconda del momento, potrebbero portare a situazioni imbarazzantissime se non critiche nei confronti dei familiari.

Altro anime che seguirò sicuramente!

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10 luglio 2012 - Posted by | Anime, Kokoro Connect

2 commenti »

  1. Il primo intriga parecchio! Ho appena finito di leggere il libro Player One che ha una storia non dico simile ma che tratta comunque di una realtà virtuale potentissima.

    Commento di CervelloBacato | 11 luglio 2012

  2. Dici che merita? Io ne ero intrigato (anche perché l’autore ha indetto un concorso, in palio una DeLorean!) ma i riferimenti a Oasis e musica pop mi hanno fatto recedere dal mio inteno con una rapidità sconcertante…

    Commento di tanabrus | 11 luglio 2012


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