La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The judgement conundrum


Racconto sci-fi gratuito di Lacerant Plainer, disponibile qui

Plainer è un appassionato che ho conosciuto su Google Plus.
Gli piace tutto quello che riguarda la fantascienza, e spesso scrive racconti.

Questo è il suo ultimo racconto, disponibile gratuitamente all’indirizzo che ho riportato, o a pagamento su Amazon.
E’ breve, si legge velocemente.

Siamo in uno scenario post-apocalittico.
Rovine di città, distruzione ovunque.

Il protagonista sopravvive razziando negozi o abitazioni, e vive nascosto in un condotto rimasto integro.
Il motivo del suo rimanere nascosto lo scopriamo quando passa un umano ricondizionato, pesantemente armato e desideroso di far fuori eventuali umani normali rimasti in giro.

Ma che è successo?

E’ successo che gli Stati Uniti avevano davvero trovato un alieno.
E lo avevano analizzato per bene, tutti contenti. Almeno fino a quando non sono arrivati i suoi simili, che hanno raso al suolo l’intero pianeta, più o meno, per poi stabilirvisi mentre decidono il da farsi.

Che nello specifico sarebbe: cosa fare di questo pianeta e dei suoi abitanti?
Gli alieni non sono malvagi né guerrafondai, hanno reagito in seguito all’attacco subito dal loro simile.
Fanno parte di una grande federazione, ma la responsabilità di questo pianeta ancora arretrato spetta a loro, adesso.
Possono lasciare il pianeta, rischiando però che una razza incostante e ostile come la specie umana si espanda nella galassia rappresentando un pericolo per tutte le popolazioni pacifiche; o distruggere il pianeta eliminando per sempre questa ipotesi.

E gli alieni pensano seriamente, e a lungo, a tutto questo.
Un genocidio è una cosa pesante, non la prendono alla leggere.
Come capire se c’è speranza o meno per l’umanità? Come decidere se è meritevole dell’estinzione?

Un racconto piacevole, anche se non ci sono grandi elementi di originalità (e sopratutto non amo i racconti brevi, obbligano troppo ad accennare invece che a raccontare propriamente).

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2 luglio 2012 - Posted by | Plainer Lacerant

5 commenti »

  1. Grazie per il link, l’ho scaricato 🙂 Mi stuzzica la trama e le idee di fondo sembrano interessanti, grazie per averlo segnalato!

    Commento di Camilla P. | 3 luglio 2012

  2. Figurati… tra l’altro avendolo avvicinato su G+ si vede che è proprio appassionato di fantascienza.
    Ieri sera mi ha detto che sta lavorando a qualcosa di più lungo, anche se ci vorrà ovviamente più tempo. Sono contento, visto che i racconti troppo brevi mi lasciano quasi sempre con l’amaro in bocca 😀

    Commento di tanabrus | 3 luglio 2012

  3. Anche io sono su G+! Per ora come ti stai trovando? Devo dire che all’inizio non l’apprezzavo molto, ma ora lo sto rivalutando, lo uso molto più di prima.
    Eheh ti capisco, anche se a me solitamente i racconti piacciono molto… so che in genere non è una forma molto amata 🙂

    Commento di Camilla P. | 4 luglio 2012

  4. Guarda, io uso praticamente solo Google Plus.
    L’impatto iniziale è strano, perché è totalmente diverso come… habitat, rispetto a Facebook. Lì ho gli amici, scrivo le cazzate, stalkero un poco le loro vite (in realtà a dicembre avevo abbandonato FB proprio per questo, poi per motivi extra-fb sono stato costretto a tornarci. Ma lo visito raramente, giusto per vedere se ci sono notifiche).
    Su G+ invece è tutto più impostato sul contenuto.

    Cerchi persone che condividano i tuoi interessi, le segui, ci interagisci.
    Io per esempio al mattino e alla sera mi passo in rassegna le cerchie (in ordine di importanza, in base al tempo che ho) per vederne gli aggiornamenti. E questi non sono “sono andato in gita a Vattelapesca!” o “ho caldo” (per quanto non dubito ci siano anche aggiornamenti del genere). Sono aggiornamenti con articoli su libri, sugli Occupy, sulla crisi Europea, su Google e Apple, sulle innovazioni tecnologiche, sulle scoperte astronomiche.
    E anche io condivido le stesse cose che cerco, stesse tematiche.

    Ho provato per curiosità a postare gli stessi post (o quasi, su G+ scrivo quasi solo in inglese) sulle due piattaforme. Su Fb al massimo ho ricevuto qualche like (e giusto quando postavo cose riguardanti il Dottor Who) su Google Plus oltre ai +1 (in numero maggiore) sono arrivati i reshare, i commenti.
    Per me non c’è paragone tra le due cose 🙂

    Commento di tanabrus | 4 luglio 2012

  5. Anche io ho notato un netto miglioramento qualitativo dei contenuti, rispetto a FB, così come un ritorno totalmente diverso (riguardo a uno stesso contenuto) sulle due piattaforme. C’è da dire che io FB lo uso solo per i “contatti sociali” – sentirsi con amici lontani, organizzarmi con i miei amici, dialogare con i compagni d’università – e non l’ho mai visto come veicolo d’informazione; G+, invece, l’ho subito approcciato come fonte di notizie, informazioni e curiosità.
    Grazie per la risposta 🙂

    Commento di Camilla P. | 4 luglio 2012


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