La torre di Tanabrus

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Honey & clover


Anime in 26 episodi.
L’argomento è abbastanza classico: il gruppo di amici a scuola, gli amori tra di loro, il percorso che li porterà a crescere e a maturare.
Condito con diverse scene comiche.
E gettato nell’ambientazione di una scuola d’arte.
Niente di eccezionale, ma piacevole.

Il protagonista è ovviamente il novellino di turno, non particolarmente dotato ma di buon cuore, Takemoto.
Vive in un palazzo fatiscente assieme ai sensei  Mayama (la persona adulta ed equilibrata del gruppo, il primo a lasciare la scuola per andare a lavorare) e Morita (un genio artistico incredibile, che passa il tempo a dormire e a cercare di risparmiare soldi, oltre a comportarsi come un idiota irresponsabile e a sparire spesso per settimane o anche mesi, misteriosamente).
Intorno al gruppo gravita la bella Yamada, abilissima creatrice di oggetti di creta.
E sopratutto Hagumi Hanamoto, la nipote del maestro dei ragazzi (l’onnipresente sensei Shuuji Hanamoto, che è una presenza fissa nella vita dei ragazzi, diventando poi sempre più un pari di Mayama, ormai cresciuto). Dall’aspetto di una bambina, incapace di relazionarsi con gli altri o di comportarsi come una persona della sua età, è però un genio artistico senza eguali.

E’ proprio l’arrivo di Hagumi a mettere in moto tutte le storie.
Infatti Mayama si interessa subito alla ragazza, con i suoi modi esuberanti e assurdi, tanto che spesso sembra una sorta di maniaco o di sfruttatore, odiato dalla stessa ragazza che ne sembra terrorizzata.
Ma anche Takemoto ne è colpito, per lui si tratta di amore a prima vista e si avvicina a lei poco a poco, vincendo la sua diffidenza e diventandone amico.

Poco a poco i due ragazzi capiscono i sentimenti che l’altro prova per la ragazza, ritrovandosi in bilico tra quello che provano per lei e il profondo sentimento di amicizia e di lealtà per l’altro.
Ma anche gli altri due membri del gruppo sono impegnati in un bel triangolo, con Yamada che da sempre ama Mayama (e quindi incurante dello stuolo di ammiratori che la venerano) mentre Mayama è innamorato di una donna più grande, la sua prima datrice di lavoro, una vecchia compagna di corso di Shuuji rimasta vedova in seguito a un gravissimo incidente che ne ha segnato indelebilmente il corpo e lo spirito.
In mezzo a amori impossibili, amori tragici destinati a finire male e dilemmi esistenziali, l’anime si lascia vedere piacevolmente grazie alla comicità di Morita (splendida la sua aura di mistero, così come il segreto della sua stanza o le sue trovate geniali) e ai poveri professori della scuola d’arte (il vecchio maestro di Morita disperato per il suo allievo testardo, i professori di Takemoto innamorati della sua ingenuità e della sua giovinezza).

Piacevole, anche se non il capolavoro di cui mi era stato riferito.

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15 giugno 2012 - Posted by | Clover & honey

3 commenti »

  1. Ne ho sentito parlare spesso ultimamente… Ho proprio bisogno di qualcosa di piacevole e rilassante, quasi quasi lo recupero 🙂

    Commento di Camilla P. | 15 giugno 2012

  2. Io ho letto il manga, non so come sia l’anime.
    Il manga indubbiamente è bello e poetico, anche forse un po’… “moscio”. Anzi no, “lento” più che altro.
    Ammetto di esserci rimasta male per il finale non finale. I protagonisti per lo più alla fine hanno solo un’idea sommaria di cosa voglion fare nella vita, le questioni sentimentali non davvero risolte (a parte, forse, Mayama e Rika), il “dramma” di Hagu infilato in coda all’opera. Più che un finale, è un nuovo inizio. Tutto è in divenire. Mi rendo conto che fosse proprio l’effetto che voleva l’autice, probabilmente, ma… è un po’ snervante. XDD
    (la storia di Hagu e Morita lasciata “in attesa” è lo sviluppo che ho mandato giù meno)

    ps. Hai fatto qualche errore di battitura, hai scritto Mayama anziché Morita quando parli dei suoi sentimenti per Hagu, e hai scritto che Mayama e Morita sono i “sensei” di Takemoto anziché “senpai”. 😉

    Commento di Francesca | 17 giugno 2012

  3. Ne ho fatti un’infinità, di errori, in questo post… inizialmente era sbagliato perfino il titolo!
    In che diavolo di condizioni ero ridotto, quando l’ho scritto?? 😀

    Commento di tanabrus | 17 giugno 2012


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