La torre di Tanabrus

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Hyperion


La Fanucci ha ristampato la saga I canti di Hyperion di Dan Simmons.
Ho comprato subito il primo volume della serie, e ovviamente tra una cosa e l’altra l’ho letto solo ora.
Che dire? Stamani ho fatto un salto in fumetteria, e ho rovistato nella sezione libri per vedere se putacaso avessero avuto a disposizione il seguito, La caduta di Hyperion. Purtroppo la risposta è stata negativa, dovrò quindi aspettare di passare da una libreria per prendere il seguito. O i seguiti a questo punto, tanto vale prendere anche gli altri due libri, no?

La struttura di questo libro è alla Canterbury Tales: seguendo la persona del Console, in esilio volontario\ritiro pensionistico su un pianeta primordiale, apprendiamo che c’è una guerra in corso tra l’Impero dell’Egemonia e i reietti Ouster. La guerra coinvolgerà il misterioso pianeta di Hyperion, dove in passato il Console era già stato. Vengono nominate le altrettanto misteriose tombe del tempo, campi entropici, la chiesa Shrike… e il Console viene reclutato per un ultimo pellegrinaggio verso questo Shrike.

Assieme a lui, altri sei pellegrini. E la consapevolezza, per tutti e sette i pellegrini, che uno di loro (almeno uno di loro, anzi) sia una spia degli Ouster.

Al momento dell’incontro con gli altri pellegrini (il Templare Het Masteen, a bordo della cui nave-albero il gruppo intraprende il viaggio verso Hyperion, il colonnello dell’Egemonia Fedmahn Kassad, il poeta Martin Sileno, il prete cattolico Lenar Hoyt, l’investigatrice Brawne Lamia e il noto studioso Sol Weintraub, con al seguito la figlia in fasce) viene deciso che, durante il viaggio per arrivare allo Shrike, ognuno dei pellegrini narri la propria storia, il motivo per il quale l’Egemonia e la Chiesa Shrike lo hanno scelto come pellegrino in questo ultimo viaggio.

Inizialmente ho storto il naso, tra uno sciorinare di termini fantascientifici e lo svelarsi della struttura a racconti del romanzo.
Poi, invece, i termini tecnologici hanno trovato un’adeguata contestualizzazione, e le storie hanno portato poco a poco nuovi tasselli nell’affresco di questo universo, fornendo risposte a qualche domanda, donandoci istantanee della vita in questi mondi futuri, e lasciandoci con nuove domande da sommare a quelle che ci accompagneranno fin dal principio del libro: cosa sono le tombe del tempo, e i campi entropici che le circondano? E sopratutto, chi\cosa è lo Shrike?

Le storie sono tutte affascinanti (e tutte diverse tra loro), e poco a poco scopriamo che tutte queste persone, questi pellegrini, hanno avuto giocoforza un rapporto particolare e privilegiato con questa divinità vivente che infesta il pianeta Hyperion. Tutti loro hanno una valida motivazione per essere lì, a rischiare la vita per questo incontro finale con lo Shrike.

E lo Shrike è una creatura davvero interessante, intrigante. Terminato questo primo libro avrei voluto scoprire qualcosa in più su di lui, notizie che spero di trovare già nel secondo volume.
L’unica pecca del libro è che termina a mio avviso un po’ troppo presto, speravo che almeno riuscissero ad arrivare allo Shrike prima che si chiudesse il volume, invece la storia termina al termine delle storie dei pellegrini, diretti verso l’ultima parte del pellegrinaggio, diretti verso lo Shrike.

 

Un ottimo libro, senza dubbio!

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31 marzo 2012 - Posted by | Simmons Dan

8 commenti »

  1. come sai, io ho amato questo libro (e anche il seguito). Ormai ricordo poco però il racconto di padre Hoyt e quello di Sol sono stati i miei preferiti, senza nulla togliere agli altri.

    Commento di fed | 1 aprile 2012

  2. Io l’ho preso senza assolutamente conoscere niente di questa saga, attirato dal titolo e dal prezzo e devo dire che è davvero un libro splendido. E c’è chi mi assicura che gli altri sono un crescendo di figosità:D

    Commento di Munky | 1 aprile 2012

  3. Prendi anche gli altri quando pui.
    E considera che con La Caduta di Hyperion chiudi la prima parte.
    Endymion ed il suo seguito, pur essendo ambientati nello stesso universo e pur portando a termine le vicende rimaste in sospeso (per lo più domande) e pur essendo belli, possono essere considerati non necessari per rispondere ai punti in sospeso del 1° romanzo.

    Commento di devero | 1 aprile 2012

  4. Oddio, dei quattro libri mi è stato detto che il secondo, La caduta di Hyperion, è il più “pesante”.
    Comunque appena possibile me li prendo tutti e tre.

    Commento di tanabrus | 1 aprile 2012

  5. La “caduta” è semplicemente la conclusione del primo. Hyperion è stato comunque quello che ho amato di più, vuoi anche per la sua struttura così particolare (e la storia di Sol che ancora mi mette i brividi a ripensarci, ancor di più adesso che sono padre). Ho letto con molto piacere anche la seconda “coppia” di romanzi, che tuttavia si sviluppa in maniera molto meno peculiare, più incollata a un numero esiguo di protagonisti.
    Tappa fondamentale della fantascienza, comunque… ne scrivessero ancora così.

    Commento di Ema | 3 aprile 2012

  6. Secondo me l’anello debole è il terzo libro, che (per evitare spoiler) definirò solo come un viaggio su vari mondi che finora hai sentito solo nominare.
    Sì, come ti hanno detto, possono essere considerati a due a due.
    Personalmente, considero il finale del quarto libro il miglior finale che abbia mai letto.

    Commento di Darak | 7 aprile 2012

  7. Tanabrus, hai più continuato il ciclo? Io ho finito i primi due (devo dire di aver apprezzato la Caduta anche più del primo libro), e ora sono a Endymion, che mi sta prendendo – nonostante i diversi pareri negativi che girano in rete.
    Mi interesserebbe leggere una tua recensione de La Caduta di Hyperion, viste le tematiche trattate 😛

    Ps. Se ti va sul mio blog ho appena postato una recensione “due in uno” della prima metà del ciclo. No Spoiler, ovviamente ^^

    Commento di Maurizio Vicedomini | 16 agosto 2012

  8. Visto 🙂
    Per Hyperion direi che siamo totalmente d’accordo!
    Per La caduta… per ora non mi sono ancora procurato il libro, e la Coda Senziente mi proibisce capatine in libreria minacciandomi di morte lenta e cruenta. Prima o poi però lo leggerò senz’altro, sperando riveli qualcosa sullo Shrike.

    Commento di tanabrus | 16 agosto 2012


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