La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Mi tolgo una spina


Lo so, lo so.
E’ il Black March, che hai sponsorizzato per settimane su Google Plus e perfino qua sul blog… anzi, è cominciato solo da due giorni e già lo tradisci schiaffando nella preview del post la copertina di Prince of Thorns?

C’è una spiegazione razionale e validissima, lo assicuro.
Come, per esempio, che il post non va assolutamente a favore degli editori. Nemmeno per scherzo. Nemmeno da lontano.
Tutt’altro!

Rientrato a casa dal lavoro, stavo pensando a cosa postare per il secondo giorno di MarzoNero, cercando un video abbastanza introvabile (in buono stato) di un gruppo italiano scoperto qualche mese fa, quando il reader mi ha passato una notizia che mi ha fatto cadere gli attributi maschili al suolo (e la mascella ha colpito il tavolino).

Ricorderete, forse, il libro Prince of Thorns che ho letto nei giorni precedenti Natale, lo scorso anno. Qui il post, per chi non lo avesse letto.

Bene, per quanto il libro non mi sia piaciuto, una cosa era perfetta e assolutamente a prova di malinteso: il titolo.
Prince of thorns.
Il principe delle spine.
Un titolo forte e d’impatto, che subito nel primo capitolo viene spiegato e che sarà rimarcato per tutto il libro. Le spine che cambiano la vita del piccolo principino, le spine che lo traumatizzano e trasformano in un folle psicopatico, le spine che lo rendono la persona che è.

Bene.

Ora, qualcuno per grazia divina mi può spiegare come la Newton & Compton ha potuto trasformare… storpiare… questo titolo in Il principe dei fulmini???
No, perché io non ci vedo alcuna attinenza. Né col titolo originale, né con la storia.
Capisco sia più epico come titolo, ma non c’entra una benemerita mazza.

Questa cosa dell’inventarsi i titoli in fase di traduzione non la sopporto. Non la sopporto per niente.
Nemmeno quando il libro non mi è piaciuto (e per fortuna mi era stato prestato dalla spacciatrice).

Per fortuna ora comincerò a leggere un paio di libri arrivati direttamente dai rispettivi autori, e di cui parlerò una volta terminate le letture…

…ah, comunque metto ugualmente un video del gruppo italiano.
Teoricamente ha un’etichetta discografica, e ha girato pure qualche video. Ma dovrebbe essere abbastanza misconosciuto, e in Italia anche se hai un’etichetta, se il tuo genere è questo non avrai alcuna pubblicità. Loro sono gli Arthemis, la canzone è 7 days tratta dall’ottimo Heroes.

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2 marzo 2012 - Posted by | Arthemis, Lawrence Mark

2 commenti »

  1. E’ una di quelle domande che difficilmente avranno risposta. Le case editrici fanno quello che gli pare, ritenendo i lettori degli idioti a cui gli si può propinare di tutto perché “tanto cosa vuoi che capiscono, dato che leggono fantasy”.
    Questo però per me è un tirarsi la zappa nei piedi.

    Commento di M.T. | 3 marzo 2012

  2. Già, e visto che ormai non siamo più come nel passato, quando “o prendi quello che ti diamo noi, o non prendi niente”, e procurarsi i titoli in lingua originale è facilissimo (dall’Inghilterra non si hanno nemmeno le spese doganali, le librerie online si occupano di tutto e ti portano i libri a casa, con i libri digitali poi in pochi secondi hai il libro pronto nel lettore) gli editori rischiano di veder crollare vertiginosamente le vendite.

    Traduzioni fatte male, errori, edizioni scadenti, prezzi improponibili.
    Finché non c’erano alternative, la cosa poteva andare.
    Adesso le alternative ci sono, e il paletto è stato alzato.
    Se vogliono continuare, dovranno darsi da fare per offrire prodotti sempre migliori.

    Altrimenti io ho il mio kindle.

    Commento di tanabrus | 3 marzo 2012


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