La torre di Tanabrus

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In questa prima parte di dicembre sono risucito a leggere qualche fumetto e a guardare una bella miniserie della SyFy in due puntate:
Neverland.
E’ una sorta di prequel di Peter Pan, che risponde alla domanda “come siamo arrivati ad avere Peter Pan in lotta con Capitan Uncino sull’Isola che non c’é, come ci è stato mostrato in Peter Pan? Cosa è successo prima?”
E la risposta è fantascientifica, con una sfera magica in grado di trasportare su questa Neverland le persone che la colpiscono.
Come un galeone pirata guidato da una temeraria corsara.
O un branco di ragazzini di strada londinesi, molto Dickensiani (e in questo mi ha ricordato il Peter Pan di Loisel), salvati e addestrati dall’istruttore di scherma Jimmy a diventare ladruncoli, a tenersi vivi.
E tra loro c’è il piccolo Peter, che ama stare sui tetti. Peter privo di paura, Peter legato moltissimo al suo salvatore, Jimmy. Peter che guida i suoi compari suonando dai tetti diverse melodie con il suo flauto.

Un Peter che ricorda parecchio Locke Lamora, e che nell’arco della miniserie si mostra per quello che giustamente è: un bambino solo e impaurito. Diverse volte lo avrei voluto più cattivo, smaliziato, arrogante. Ma la caratterizzazione che gli è stata data è ottima.
Così come mi è  piaciuto molto anche James Hook, il futuro Capitan Uncino. Anche se, sopratutto nella seconda parte, non potevo guardarlo senza pensare “sembra Dio…

Davvero una piacevole scoperta, consigliatissimo!

E ora passiamo ai fumetti.

Perché Gillen vuole entrare nella mia lista nera dipingendo Magneto come un completo idiota? Voglio dire, il suo comportamento nel finale sarebbe stato forse scusabile se fosse stato un quindicenne emozionatissimo. Forse.
No, non ci siamo.
Per il resto, la trama di fondo ha potenzialità (L’intervento degli X-Men, per quanto necessario visto che la Terra era in pericolo, ha causato instabilità, rivolte e guerre su un altro mondo. Se ora arriva un’astronave piena di profughi in fuga dal loro mondo, che chiede asilo, giustamente Ciclope sente di avere delle responsabilità nei loro confronti), anche se Breakworld non mi ha mai attirato più di tanto.

Direi che dei tre albi mutanti che ho preso, Generation Hope è l’unico che mi sia piaciuto.
Questo primo albo segue il gruppo di Hope (e le sue quattro luci) alla ricerca della quinta luce. Solo che mentre per i primi quattro era stato tutto relativamente semplice, con il nuovo giovane mutante in crisi per l’improvviso manifestarsi dei poteri e la piccola messiah che con un tocco li stabilizzava, qui le cose si complicano.
Il mutante è oltremodo instabile, sia a livello di potere che di mente. E per salvarlo Hope e la sua squadra sfideranno direttamente Ciclope, Rouge e Wolverine.
Il tutto è reso interessante per gli anomali rapporti all’interno del gruppo: si passa dal ferino Teon, per la quale ha una sorta di imprinting, a Gabriel che ha i suoi bei problemi relativi al proprio potere, oltre a una cotta per lei; Idie che la vede come la sua salvatrice, e  Laurie che è la meno succube nei suoi confronti. La seguono ovunque, fanno tutto quello che lei dice. Possibile che sia un effetto secondario dell’utilizzo del suo potere?
Tra l’altro, anche i molteplici e per niente velati riferimenti a un certo uccello di fuoco non guastano.

E poi il primo volume di Age of X.
No, davvero… ce n’era bisogno?
Perché alla Marvel non capiscono che L’era di Apocalisse c’è già stata, è stata una magnifica saga, e tentare di clonarla non servirà a niente? Non è servito con l’orrido Le ere di Apocalisse, non è servito con il deludente House of M, non servirà con questo Age of X.
Che quantomeno si differenzia un poco dai predecessori: Apocalisse non c’entra niente, siamo in un ambiente ristrettissimo e claustrofobico e finirà prestissimo.
Questi what if fini a se stessi mi stanno stancando.

E infine, mi sono procurato il terzo volume di The walking dead, Al sicuro dietro le sbarre.
Il grande complesso visto alla fine del secondo volume mantiene le sue promesse, ma il gruppo si ritrova nel carcere assieme a quattro ex-carcerati. Sembrano innocui, ma quanto ci si potrà fidare realmente di loro?
Cosa complotta la figlia di Tyreese?
Cosa sta succedendo a Lori?
Come reagirà il gruppo a un brutale omicidio?
E come reagirà chi ha visto arrivare in casa propria un nugolo di nuovi arrivati, per poi venire trattato con sospetto e venire chiuso in cella?
Parecchie morti eccellenti, e una nuova, agghiacciante scoperta: adesso non occorre venire morsi, tutti i morti si trasformano in zombies!
La serie si mantiene interessantissima!

10 dicembre 2011 - Posted by | comics, Neverland, The walking dead, X-Men

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