La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Incipit – Ristorante al termine dell’universo


Non ho mai avuto un grandissimo ricordo del primo libro della saga di Adams, la sua Guida.
Ma ho deciso di dargli una seconda possibilità con il secondo libro della serie, un po’ perché mi conosco e so che se vedo il film prima di leggere il libro, questo mi piacerà meno di quanto magari mi sarebbe piaciuto;  un po’ perché magari col tempo ho cambiato un poco gusti letterari.

Per ora mi piace: ironico e divertente, anche se al momento lo definirei un tantinello fine a sé stesso.

Il libro comincia, provvidenzialmente, con un rapido ma esaustivo riassunto della Guida.

 Il succo della storia fin qui.
Al principio fu creato l’Universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa.
Numerose razze sono convinte che l’Universo sia stato creato da una specie di dio.
Gli Jatravartid di Viltvodle VI credono invece che il cosmo sia nato dallo starnuto di un essere chiamato il Grande Ciaparche Verde.
Gli Jatravartid, che vivono nel costante timore del giorno in cui ci sarà l’Avvento del Grande Fazzoletto da Naso Bianco, sono piccole creature azzurre fornite ciascuna di cinquanta braccia, ragion per cui sono stati gli unici, nella storia delle razze intelligenti, ad avere inventato il deodorante per ascelle prima della ruota.
La Teoria del Grande Ciaparche Verde non ha avuto comunque molto successo al di fuori di Viltvodle VI, perciò la ricerca di altre ipotesi che spiegassero la bizzarria dell’Universo è sempre stata costante.
Una volta, per esempio, una razza di esseri superintelligenti e pandimensionali costruirono un computer gigantesco chiamato Pensiero Profondo, assegnandogli il compito di calcolare la Risposta alla Domanda Fondamentale sulla vita, l’Universo e tutto quanto.
Per sette milioni e mezzo di anni Pensiero Profondo calcolò e computò, e alla fine annunciò che la risposta era Quarantadue, per cui si dovette costruire un altro computer ancora più grande per scoprire quale fosse la Domanda.
Tale computer, che fu chiamato Terra, era talmente immenso che veniva scambiato per un pianeta, sopratutto dagli strani indigeni simili a scimmie che popolavano la sua superficie e che erano del tutto ignari di essere semplicente parte di un programma ben definito.
Certo questo è strano, perché, non disponendo di quell’informazione del resto abbastanza banale e ovvia, era impensabile sognare di poter dare un minimo senso a quello che succedeva ed era successo sulla Terra.
In ogni modo, proprio un attimo prima che fosse resa nota la Domanda, la Terra venne inaspettatamente demolita dai Vogon, che intendevano fare posto alla costruzione di una superstrada iperspaziale, quindi la speranza di scoprire il significato della vita si perse per sempre. O così almeno parve.
Due soli “esemplari” delle strane creature simili a scimmie che popolavano il pianeta si salvarono.
Arthur Dent, terrestre, riuscì a fuggire all’ultimo momento perché scoprì che Ford Perfect, un suo vecchio amico, che fino ad allora aveva sostenuto di essere di Guilford, era in realtà di un piccolo pianeta nelle vicinanze di Betelgeuse e sapeva come chiedere un passaggio ai dischi volanti.
Tricia McMillan, o Trillian, terrestre, se l’era squagliata dal pianeta sei mesi prima assieme a Zaphod Beeblebrox, l’allora Presidente della Galassia.
Due sopravvissuto, tutto ciò che rimane del più grande esperimento mai tentato: trovare la Risposta Definitiva alla Domanda Fondamentale sulla vita, l’Universo e tutto quanto.

A poco meno di un milione di chilometri dall’astronave di questi sopravvissuti, che scivolava pigramente nelle nere profondità dello spazio, si muoveva, minacciosa e lenta, una nave vogon. 

20 ottobre 2011 - Posted by | Adams Douglas, Incipit

2 commenti »

  1. Il film non mi è dispiaciuto ma non mi sembrava cogliere veramente lo spirito del libro (ovviamente queste sono impressioni piuttosto personali che dipendono da come uno si è “raffigurato” ciò che legge).
    Della serie conservo un ottimo ricordo.

    Commento di bruno | 21 ottobre 2011

  2. Non saprei che dirti: io ho adorato la Guida e non ho sopportato il Ristorante, specie da metà in poi. Spero a questo punto che per te sia diverso 🙂
    Diciamo che trovo l’umorismo di “Ristorante” davvero troppo spinto al demenziale e in molti casi, come dici tu, fine a sé stesso.

    Commento di Ema | 23 ottobre 2011


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