La torre di Tanabrus

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L’ultimo lupo mannaro


Autore: Glan Duncan
Editore: ISBN
Prezzo: € 16,90
Pagine: 474

Trama

Jacob Marlowe ha appena scoperto di essere l’ultimo della sua specie. E’ braccato dai suoi nemici e tormentato da un tragico passato. Logorato da due secoli di lussuria e di assassinii, a cui è spinto ogni mese dalla Maledizione che lo ha colpito, ha deciso di consegnarsi alle autorità alla prossima luna piena. Gli ultimi trenta giorni prima che tutto finisca. Ma proprio mentre Jacob sta contando le ore che lo separano dalla propria fine, un brutale omicidio e un incontro tanto incredibile quanto inaspettato lo catapultano di nuovo all’inseguimento disperato della vita.
L’ultimo lupo mannaro è il primo capitolo di una trilogia. Qualcosa di unico e totalmente nuovo, un romanzo in cui azione, dolore, poesia, amore, sesso humour, sangue e morte si tengono per mano in miracoloso equilibrio.

Recensione

E’ un bel libro.
E’ scritto sotto forma di diario, il diario di Jacob Marlowe.
Un licantropo, che subito all’inizio del libro apprende di essere divenuto l’ultimo licantropo ancora in vita, visto che la Caccia ha trovato e ucciso il Berlinese.
Ora rimane solo lui, lui e Grainer, il Cacciatore che guida gli operativi della Caccia, il suo nemico implacabile che vuole chiudere tutto alla grande affrontandolo e uccidendolo, vendicando così la morte del padre. Perché, diciamocelo, l’esito di uno scontro diretto tra Jacob in forma lupina e un esperto e letale Cacciatore preparato allo scontro non è mai messo nemmeno lontanamente in discussione da Jacob.
E Jacob stesso, alla fin fine, è felice di questa cosa. Due secoli di vita, metà del tempo passato ad avvertire l’arrivo della mutazione e l’influsso sempre maggiore del lupo nella propria vita, o a smaltire la sbornia che ne deriva. E ovviamente, all’apice del tutto, ogni mese c’è la trasformazione. La fame. L’omicidio.
Alla lunga il tutto stanca. Vivere sempre soli, vivere sapendo di non potersi permettere il lusso dell’amore, perché il lupo ama alla sua maniera. Il lupo uccide ciò che ama, lo mangia. E mangiandolo lo fa suo, lo ingloba, accoglie l’anima del morto dentro di sé, le sue esperienze, le sue memorie.
E Jacob, l’uomo, sa di non poterselo permettere. Quindi chiude tutto fuori, gira il mondo, uccide, sopravvive.
E ora è pronto alla morte.
Ma c’è chi non è d’accordo.

Grainer, per primo. Che non vuole un Jacob remissivo, lo vuole combattivo e pronto alla lotta, per il loro scontro finale. Non vuole una delusione, vuole soddisfazione.
Poi c’è chi nella Caccia comincia a riflettere che forse, forse, sono stati fin troppo efficienti. Dopotutto, i Cacciatori sono degli psicopatici che vanno a caccia di creature sovrannaturali per farle fuori proprio nel giorno in cui sono più pericolose. Senza creature da cacciare, cosa rimane di loro?
Ci sono i vampiri, interessanti per qualche oscuro motivo a Jacob. Creature indifferenti, letali, enormemente superiori. Spaventose.
C’è Jacqueline, che per i suoi piani lo rapisce nascondendolo alla Caccia.

Molte le parti in gioco, tutte con i loro piani per Jacob.
Ma il vero punto di forza del libro è il lupo. La Maledizione. Come il tutto è stato rappresentato.
Jacob è una persona normalissima per metà mese. Poi comincia a sentire l’influsso della luna, la mutazione comincia lenta ad essere anticipata, dentro di lui. Nella sua mente, nel suo corpo il lupo si risveglia e comincia a sussurrargli, a promettergli, a parlargli.
E poi la mutazione. Dolorosa, devastante.
Dopo, c’è solo il lupo. I suoi istinti. La sua fame. La sua comunione con la vittima. La sua depravazione. Puro istinto, pura soddisfazione dell’istinto.
E dopo la mutazione, il ritorno alla normalità. La sazietà dopo aver mangiato come lupo, il lento recuperare il proprio equilibrio.
Ho sempre visto il licantropo come l’elogio dell’istinto, dell’impulso. Mi piace moltissimo questa sua rappresentazione, con la comunione perfetta con la vittima. La comunione anche durante l’atto sessuale -elemento fortissimo nel licantropo, dopotutto è istinto puro-, quando Jacob vede scene della vita della persona con cui sta facendo sesso.
Jacob che va solo con persone che non ama e che si sforza di non amare, per evitare che il lupo poi le cerchi e le divori, amandole a modo suo.

Un bel libro, e infatti ne avevo sentito parlare molto bene in rete.
Forse, però, un po’ troppo lento.
Di sicuro, anzi.
Troppo tempo prima che Jacob decida di voler vivere per la vendetta, troppo tempo prima che decida di voler vivere e basta.
La prima parte, con Jacob che voleva consegnarsi e venire ucciso, è troppo, troppo lunga e lenta.

Il finale in compenso è abbastanza imprevedibile, e mi piace eccome!

Voto: 7/10

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9 ottobre 2011 - Posted by | Duncan Glen | , , , , , ,

4 commenti »

  1. Ti odio.

    Commento di Azusa | 11 ottobre 2011

  2. Opperché? Sono anche riuscito a evitare gli spoiler!

    Commento di tanabrus | 11 ottobre 2011

  3. Eh, ma mo’ lo voglio.

    Commento di Azusa | 12 ottobre 2011

  4. Mi ispira molto, per fortuna al momento non ho soldi :p

    Commento di Dilhani Heemba | 13 ottobre 2011


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