La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Incipit – I fiumi della guerra


Parte centrale del terzo libro di A song of ice and fire, questa volta smembrato da noi in ben tre volumi.
E nel primo capitolo troviamo Sansa Stark, che sa di essere in procinto a partire per Alto Giardino dove sposerà l’erede Tyrell… ma non sa che i Lannister sono stati informati della cosa, e la vogliono dare in sposa al Folletto.

Sansa

La mattina in cui il nuovo abito di Sansa Stark fu pronto, le servette riempirono la vasca di acqua bollente e strigliarono la fanciulla dalla testa ai piedi fino a quando la sua pelle non divenne di un colore rosa quasi scintillante. La cameriera personale di Cersei le tagliò le unghie e le acconciò i lunghi capelli castano chiaro in soffici boccoli che le ricaddero sulla schiena. Sansa scelse una fragranza intensamente dolce, con una punta di limone che si sovrapponeva al profumo dei fiori. La cameriera gliene mise qualche goccia sulle dita, dietro le orecchie e anche, delicatamente, sui capezzoli.
Cersei in persona arrivò assieme alla sarta, e rimase a osservare mentre Sansa veniva vestita con i nuovi abiti. La biancheria era interamente di seta, l’abito di sciamito color avorio e di tessuto d’argento, foderato di satin argenteo. Quando Sansa abbassò le braccia, le punte delle lunghe maniche a losanga arrivarono quasi a toccare terra. Ed era un abito da donna adulta, non da ragazzina, non c’era dubbio. Il corpetto scendeva fino al ventre, la profonda V chiusa da un pannello di pizzo di Myr color grigio tortora. Le gonne erano lunghe, gonfie, talmente strette in vita che Sansa dovette trattenere il fiato mentre i lacci venivano annodati. Le portarono anche le scarpe nuove, mocassini di morbida pelle d’agnello che le accarezzavano i piedi come amanti.
<<Sei molto bella, mia signora>> disse la sarta quando la vestizione fu terminata.
<<Lo sono davvero?” Sansa fece una risatina e roteò su se stessa, le gonne che le si allargavano attorno. <<Oh, si, lo sono.>> Non vedeva l’ora che Willas Tyrell potesse ammirarla. “Mi amerà, si, mi amerà,
deve amarmi… Quando mi vedrà si scorderà di Grande Inverno, farò io in modo che accada.”
La regina Cersei la esaminò con espressione critica. <<Delle gemme, direi. Le pietre di luna che le ha regalato Joffrey.>>
<<Immediatamente, maestà>> rispose la cameriera.
Una volta che le pietra di luna furono appese alle orecchie e disposte al collo di Sansa, la regina annuì. <<Si. Gli dèi sono stati generosi con te, Sansa. Sei una splendida fanciulla. Sembra quasi un’oscenità sprecare tanta delicata innocenza con quel mostriciattolo.>>
<<Quale mostriciattolo?>> Sansa non riusciva a capire. Era a Willas che si riferiva la regina? “Come fa a sapere?” Nessuno era al corrente delle sue nozze con il primogenito dei Tyrell. Nessuno tranne lei, Margaery e la regina di Spine… oh, e anche Dentos, ma lui non contava.
Cersei Lannister ignorò la domanda. <<Il mantello>> ordinò. Le serve lo portarono: una lunga cappa di velluto bianco tempestato di perle. Su di essa, ricamato con filo d’argento, campeggiava un fiero meta-lupo. Sansa osservò l’emblema colta da un terrore improvviso. <<I colori di tuo padre>> disse Cersei mentre la cappa veniva chiusa attorno al collo di Sansa con una sottile catena d’argento.
<<Il mantello di una vergine.>> La mano di Sansa salì alla gola. Se lo sarebbe strappato via, se solo avesse osato.
<<Sei più graziosa quando tieni la bocca chiusa, Sansa>> le disse Cersei. <<Ora vieni, il septon aspetta. E anche gli invitati alle nozze.>>
<<No>> gorgogliò Sansa.
  <<No.>>
<<Oh, si, invece. Tu sei la protetta della corona. Quindi, dal momento che tuo fratello Robb è un traditore riconosciuto, è il re a fare le veci di tuo padre. Questo significa che il re ha tutti i diritti di disporre del tuo matrimonio. Tu sposerai mio fratello Tyrion.>>
“Il mio titolo su Grande Inverno.” Sansa, piena di ribrezzo, capì. Dontos il Giullare non era stato poi tanto giullaresco: aveva intuito la verità con grande chiarezza. Sansa si allontanò dalla regina. <<Non lo farò.>> “Sono stata promessa in sposa a Willa Tyrell. Sono destinata a diventare la lady di Alto Giardino, io…”
<<Comprendo la tua riluttanza. Piangi pure, se vuoi. Se fossi al tuo posto, probabilmente mi strapperei anche i capelli. Tyrion è un odioso piccolo demonio, non ci sono dubi, ma tu lo sposerai lo stesso.>>

24 luglio 2011 - Posted by | Martin George

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