La torre di Tanabrus

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Porco rosso


Bellissimo.
Non c’è molto da aggiungere al riguardo, direi.

Abbiamo Marco, pilota dell’aviazione italiana che un giorno, durante la Prima Guerra Mondiale, si ritrova in punto di morte. E assiste agli altri piloti, di entrambi gli schieramenti, che ascendono in cielo assieme ai loro aereoplani, entrando a far parte di uno sciame senza fine di aerei e piloti di aerei ormai defunti.
Lui solo non viene preso, e viene rispedito nel mondo.
Trasformato in un maiale antropomorfo.

Un maiale che non suscita scalpore, come fosse la cosa più normale del mondo vedere un porco vestito da pilota di aviazione o da Humprey Bogart.

Un maiale che si è reinventato pilota di idrovolanti, il più nobile dell’aereo in quanto coniuga il mondo del mare con quello dell’aria.
E che fa il cacciatore di taglie, sulla costa italiana dell’Adriatico.

Quali taglie?
Ma quelle sulle teste dei pirati dell’aria, la versione di Miyazaki delle bande criminali e mafiose.
Non per nulla sembrano quasi famigliari come bande… e anche loro si muovono con idrovolanti, abbordando navi da crociera.

Con il Porco Rosso (così chiamato per l’aereo di un rosso scintillante, per quanto dotato anche del tricolore) che li caccia, li ferma ma non li distrugge mai: primo perché senza di loro non avrebbe fonti di sostentamento, e secondo perché solo in guerra si uccide, e quella non è una guerra.

La guerra è quella che ha vissuto, e dalla quale è scappato sdegnato.
Ha rifiutato di tornare a combattere, non è entrato nell’aviazione del Fascismo, e per questo è inseguito dalla polizia segreta e dall’aviazione militare, malgrado abbia ancora contatti fidati che tentano di aiutarlo.

Ha una donna bellissima che lo aspetta, anche se lui ignora o vuole ignorare questo suo amore.

Scenografie spettacolari.

Una ragazzina prodigio della meccanica aerea, coraggiosa e impudente; un rivale orgoglioso e in gamba; malviventi dotati di senso dell’onore;  popolani schiacciati dalla recessione e che se ne fregano dei giochi di potere ai piani alti.
Una fine aperta, che lascia solo intuire e scommettere sul finale della storia.

Una delle scene più divertenti? Il rapimento iniziale dei Pirati, con la classe di scolarette prese in ostaggio che in breve  gli devastano l’aereo. Un branco di piccole furie scatenate e felici di essere state rapite! E la costernazione sui volti dei malviventi, il loro abbattimento! Impagabile!
Ma la sorpresa più grande è stata l’atmosfera che si percepisce. Un’atmosfera che si indovina chiaramente come italiana, anche prima degli accenni storici e malgrado le inesattezze volute o involontarie che siano.

Un gran bel film animato. Inconcepibile come abbia potuto impiegare quasi venti anni per arrivare da noi!

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8 luglio 2011 - Posted by | Porco rosso

8 commenti »

  1. Già! Inconcepibile. E bellissimo. Nei disegni di Porco Rosso si intravede lo stesso character design di alcuni personaggi di Conan, il ragazzo del futuro. Anche gli idrovolanti ricordano alla lontana il “falco”, velivolo usato da Indastria per dare la caccia a Conan. ^_^

    Commento di gloutchov | 8 luglio 2011

  2. E’ davvero un bel film 😀 Spero tu te lo sia vista in giapponese, perché sicuramente il doppiaggio italiano non rende al confronto ^^

    X-Bye

    Commento di Francesco Roghi | 8 luglio 2011

  3. Inconcepibile anche come tu l’abbia recuperato solo ora.
    Meglio tardi…
    E adesso, Nausicaa!

    Commento di Azusa | 8 luglio 2011

  4. Beh, dai, Nausicaa me lo sono letto. Non sono così sprovveduto 😀

    Commento di tanabrus | 8 luglio 2011

  5. Ora guarda anche l’anime di Nausicaa 😉

    Commento di Valberici | 8 luglio 2011

  6. Pensati Azusa che io non sapevo manco che roba era sto porco rosso, non conosco molto il mondo dei cartoon giapponesi 😆 me sa che dovrei rimediare.

    Commento di iri | 9 luglio 2011

  7. Iriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!
    Ma che mi dici ma, sacrilego!
    Fila a rimediare!

    Commento di Azusa | 9 luglio 2011

  8. Questo l’ho visto perfino io… 🙂

    Commento di bruno | 9 luglio 2011


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