La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Incipit – Guida alle case più stregate del mondo


 

Ho inserito un incipit un po’ lungo, visto che per ammissione dell’autore stesso in questa breve introduzione il brano è stato scritto per essere letto a sbafo in libreria e magari invogliare all’acquisto.
Non sarà una libreria, ma è pur sempre una vetrina. Penso possa andare bene ugualmente.

Sono già un po’ avanti con la lettura.

Abbiamo una prima sezione con un excursus sulla storia dello studio (o caccia) a questi fenomeni paranormali: presenze, voci, scritte sui muri, luci, odori spettrali, poltergeist, combustioni spontanee… poi invece si passa alla guida vera e propria, con luoghi famosi in cui pare si possa assistere a manifestazioni spiritiche.

Per ora è interessante, e scritto con la solita ironia del Dimitri saggista.

La solita breve introduzione

Viaggiare è perfettamente inutile.
Conosco una persona che si ritiene, e viene ritenuta dagli altri, una grandissima viaggiatrice. E’ una donna carina, single, appassionata lettrice di Bruce Chatwin e praticante di yoga. Ha visitato il Marocco, il Giappone, la Patagonia (ovviamente), l’Irlanda, Parigi (tre volte, è la sua città preferità) l’India e probabilmente vari altri posti che adesso mi sfuggono. Ha visitato boschi, templi e pagode. E non è che le sia servito a molto.
Il punto è che lo yoga, Bruce Chatwin e le pagode possono essere degli ottimi mezzi per raggiungere un fine, ma non hanno poteri miracolosi. Si può girare il mondo in lungo e in largo, si può immergere il naso nei racconti degli altri viaggiatori e si può partire con la mente grazie a discipline orientali o a funghi allucinogeni, e tutto questo può essere molto divertente. Ma perché l’esperienza serva a qualcosa è necessario essere disposti a cambiare se stessi. Altrimenti, tanto vale restare chiusi in casa a guardare la televisione. Il bagaglio più pesante che ci portiamo appresso, nella savana come nei ghiacciai, è il cumulo di nozioni, pregiudizi e certezze assolute che formano quel nodo che chiamiamo “Io”. Liberarsi di un simile bagaglio è impossibile, tentare di farlo è auspicabile.
Tutto questo per arrivare alle case più stregate del mondo. Il libro che avete tra le mani è una “guida” in parecchi sensi. Innanzitutto in quello letterale: troverete gli indirizzi di case e altri luoghi in cui -a quel che si dice- sidanno convegno spettri,
poltergeist e altre strane creature. Ma, al contrario delle guide classiche, questo “manuale” non vuole essere solo una mappa per preparare un viaggio. Vuole essere anche godibile come un viaggio vero e proprio, compito che ogni libro si dovrebbe accollare. Avete comprato una vacanza per pochi euro: siete contenti? Spero di si.
Tenete a mente che avete tra le mani un libro di storie, non un libro di Storia. Non lo dico perché ho voglia di esibirmi in un penoso gioco di parole (be’, si, forse un po’), ma perché è proprio così. La Storia tenta di accedere alla “realtà” delle vite umane, mentre le storie si accontentano di essere la narrazione di eventi forse avvenuti, forse no. Non che le storie siano necessariamente false: semplicemente non si pongono il problema di essere vere, e spesso finsicono per esserlo a modo loro. La Storia e le storie sono due modi di viaggiare affini, ma diversi.
Viste le cose di cui mi occupo, la domanda che mi viene rivolta più spesso è “Ma tu ci credi davvero?”. In genere rispondo che decidere non è poi così importante, e in molti restano delusi. Pazienza, non si può piacere a tutti. Ecco un altro senso in cui questo libro è una “guida”: che voi crediate o no nel cosidetto “mondo del paranormale”, spero di riuscire a mostrarvi le vostre stesse convinzioni, e a farvene dubitare almeno per un istante. Per uno scettico è sempre bene ricordare che i fantasmi potrebbero esistere, e a un credete non fa male sospettare che forse suo cugino ha avuto un’allucinazione quando ha visto la nonna morta. Io non posso fare altro che condurvi in giro attraverso le case più stregate del mondo, nella speranza di uscirne, sia voi che io, almeno un po’ cambiati. Se così sarà, il viaggio avrà avuto buon fine. Male che vada ci saremo divertiti.
Prima di addentrarci per corridoi oscuri, una precisazione. In inglese l’aggettivo
haunted indica un luogo, una persona o un oggetto perseguitato dai fantasmi, e in italiano è uso comune tra i parapsicologi tradurlo con ‘infestato’: una haunted house è dunque una ‘casa infestata’. L’idea è che i fantasmi siano come topie  scarafaggi, solo un più fastidiosi: non è un caso che i ghostbusters del film vestissero con tute da disinfestatori. ma haunted porta in sé anche un indefinibile senso di inquietudine che ‘infestato’, con tutta la buona volontà, proprio non rende. Per questo ho deciso di alternare ‘infestato’ con ‘stregato’, una parola che forse farà storcere il naso ai puristi ma che è molto diffusa a livello popolare, e che ha il merito di catturare un po’ più di magia.
Basta così. Questa introduzione, come tutte le introduzioni del mondo, è stata scritta per essere letta a scrocco in libreria, con i bassi fini commerciali che potete immaginare. E le introduzioni lunghe non le legge nessuno. Se vi ho incuriosito a sufficienza comprate il libro, andate nella vostra casetta stregata personale, e girate pagina.
Si comincia. 

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30 giugno 2011 - Posted by | Dimitri Francesco

3 commenti »

  1. Una intro davvero accattivante 🙂

    Commento di M.T. | 30 giugno 2011

  2. Bella introduzione, chissà se troverò mai il tempo di leggere questo libro…

    Commento di bruno | 30 giugno 2011

  3. Andando avanti, dopo la prima sezione tra la storia dell’arte e consigli per aspiranti ghostbusters, i capitoli sono abbastanza brevi, e dedicati a casi famosi ed eclatanti di manifestazioni spiritiche.
    Si lascia leggere che è un piacere.

    Commento di tanabrus | 30 giugno 2011


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