La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Puella Magi madoka Magica


Anime in 12 episodi, trasmesso in Giappone nella prima metà del 2011.
Da pochi giorni è stato annunciato che la Dynit ha acquisito i diritti per la traduzione italiana dell’opera.

Comincio mettendo le mani avanti: le cose non sono come sembrano.
Infatti, se dicessi che Madoka parla di ragazzine quattordicenni che, per l’intervento di uno strano gatto parlante, ottengono poteri magici diventando maghe con il compito di sconfiggere le streghe che si nutrino del dolore umano, la cosa sembrerebbe piatta, scontata e già vista e rivista. E si comincerebbe a dire che mi sto rimbambendo, se già non lo sono del tutto.

Ma attenzione!
Questo è il tema dell’anime, come in Bokurano il tema era “un gruppo di ragazzini viene scelto da una strana creatura volante per guidare un robot contro i robot alieni che vogliono distruggere la Terra”, o in Narutaru il tema poteva essere “una ragazzina trova una stranissima e dolce creatura, e si ritrova immersa in una dura lotta tra il bene e il male combattuta con creature mitologiche, i draghi”.
Due esempi scelti a caso? No.
Due esempi scelti per far capire a te, lettore, che qui c’è molto più di quello che si vede a una prima, rapida occhiata. E sotto la buccia di maghette, gatti parlanti, bontà e gemme… beh, abbiamo dolore, disperazione, sacrifici, spietatezza. Tutti ingredienti che mi piacciono e che, lo so bene, vi piacciono.

Ma torniamo a Madoka.

Madoka è una ragazzina di quattordici anni, capelli rosa e curriculum impeccabile. Figlia modello, allieva modello… solo che di notte fa un sogno strano, in cui una ragazza dai capelli neri combatte in volo contro un mostro assurdo. E un gatto le parla dicendole che lei, lei sola può cambiare tutto questo…
La ragazza del sogno se la ritrova a scuola la mattina dopo. E le fa dei discorsi strani.
Il gatto invece lo trova nel pomeriggio, mentre è in giro con l’amica Sayaka. Per la precisione lo salva, visto che la ragazza dai capelli neri –Homura– sta cercando di ucciderlo.
E poi le due conoscono Mami, che già da tempo è quello che è anche Homura, e che Kyubey (il gatto parlante) vorrebbe far diventare Madoka: una maga.

Si diventa maghe stipulando un contratto con Kyubey, che esaudirà un desiderio della ragazza trasformandola in cambio in maga.
E in quanto maga, la ragazza dovrà lottare per sconfiggere le streghe.
Già, le streghe… creature di disperazione e odio, che spuntano fuori e attirano gli umani, nutrendosi dei loro sentimenti negativi e spingendoli alla rovina.

Madoka, tra timori personali, shock per la morte di Mami contro una strega e avvertimenti di Homura, non stipula alcun contratto.
Cosa che invece fa Sayaka, decidendo di immolarsi per guarire il corpo del suo amato Kyosuke, giovane violinista rovinato da un incidente stradale. Madoka, a questo punto, continua comunque a stare nei pressi dell’amica, una sorta di Robin.

E mentre conosciamo un’altra maga, la cinica Kyoko, grazie a Homura intuiamo che ci sia qualcosa che non va, qualche segreto dietro Kyubey.
Perché recluta solo quattordicenni? Perché non vediamo maghe più anziane? Cosa sono le streghe, da dove vengono? Chi è Kyubey? E chi è Homura, realmente? Perché Kyubey e Homura sono così interessati a Madoka, cosa ha la ragazza di così importante?

Le risposte arriveranno. Oh, se arriveranno… e saranno dure, cattive, pesantissime.
Cominceranno ad arrivare quando si scoprirà che la trasformazione in maga ha un effetto collaterale mai anticipato da Kyubey: la ragazza viene trasformata nella soul gem, per garantirgli meno sensibilità al dolore e maggiore resistenza. Il corpo che indossa è un semplice costrutto mosso dalla gemma.
In pratica, vengono uccise e rianimate, per diventare maghe. Senza che la cosa sia spiegata prima, ovviamente, né dopo. Solo per caso lo scopriranno (tranne Homura, che pare sapere tutto).

A questo punto il tono dell’anime vira decisamente, spostandosi più sulla disperazione e lo sconforto quando prima c’erano riflessioni sull’eroismo e sul salvare le persone.

E quando si scopre la verità su Kyubey (anche se la verità sulle streghe era francamente intuibile) si rimane sconvolti.
Un po’ come quando si scopre la verità in Bokurano.

Poi c’è il lieto fine. Non il lieto fine mio, un vero lieto fine. Più o meno.

Immagino si potrebbe paragonare Madoka a un Bokurano al femminile, edulcorato e soft.
Piacevole, davvero piacevole.

23 giugno 2011 - Posted by | Puella Magi Madoka Magica

1 commento »

  1. Anche a noi è piaciuto molto questo anime! Per nulla scontato… la parte 3, La storia della ribellione, si mantiene all’altezza delle aspettative (anche se, come abbiamo detto sul nostro blog, verso la fine stroppiano un po’)

    Commento di herrjoemadamefreida | 12 luglio 2014


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