La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Falling skies – Live and learn / The armory


Primi due episodi della prima stagione di Falling Skies.

Ero a scuola quando sono arrivate le navi.
Erano molto grandi e hanno detto che non dovevamo attaccarli con armi nucleari perché forse volevano essere amici.
Ma non volevano essere amici. Per niente.
E poi c’è stata una luce fortissima che ha fermato le cose elettroniche. I computer… i satelliti.
Le auto. Le televisioni. Tutto.
Hanno fatto esplodere le basi dell’esercito, le navi, la Marina, i sottomarini e tutti i soldati sono morti.
Ora le mamme e i papà devono combattere.
E dopo hanno fatto esplodere tutte le capitali. New York, Washington DC, Parigi.
Tutte le città più grandi.
E poi sono arrivati. Ce n’erano milioni. Miliardi. Dappertutto.
Li chiamiamo “skitter” e “mech”.
Uccidono gli adulti e prendono i bambini.
Ti mettono delle specie di impianti. Li mettono sui bambini e li controllano.
Dicono che faccia molto male.
I miei genitori sono usciti a cercare aiuto un giorno.
Non ci sono più.
Sono morti.

Questa serie si basa su un’idea di Steven Spielberg, e prevedibilmente coinvolge gli alieni.
Ma i tempi sono cambiati.
Niente più E.T., gli alieni ora sono cazzuti e sopratutto forti della loro superiorità schiacciante e imbarazzante.

Sono arrivati, hanno distrutto le difese terrestri, hanno invaso la Terra.
Perché? Non si sa, nessuno è mai riuscito a domandarglielo.

Si sa solo che hanno le astronavi, sia quelle piccole che pattugliano i cieli, sia quelle enormi ancorate nelle città.
Si sa che ci sono gli skitters, alieni verdognoli e rettiloidi con sei gambe, e che dovrebbero essere gli alieni veri e propri. E ci sono i mech, robot che sparano simpatici raggi distruttivi.
Si sa che raccolgono i bambini -uccidendo gli adulti-, e che gli innestano sulla colonna vertebrale un qualcosa -una sorta di parassita?- che li controlla e li rende simili a zombies.

Ma l’umanità non è certo morta, e in questo scenario postapocalittico si muove l’esercito resistente di Manhattan, con i civili che protegge.
Uno scenario che richiama alla memoria la resistenza del futuro del gruppo di John Connor contro i Terminator e Skynet, o che mi fa pensare anche a un romanzo letto qualche settimana fa, Il passaggio.

Si sopravvive nascondendosi, effettuando spedizioni verso i vecchi magazzini dove si può ancora trovare del cibo. Si cerca di fingere di avere ancora una speranza.

Il protagonista della serie è Tom Mason, un ex-insegnante di storia che in questo nuovo mondo si è riciclato soldato.
Ha perso un figlio, Ben, che al momento della fuga era a casa di un amico. E ha perso la moglie.
Ma ha con sé il piccolo Matt e il figlio maggiore, Hal, che a bordo di una motocicletta fa parte degli scout del nuovo esercito assieme alla sua ragazza.

Tom guida un piccolo gruppo, una sorta di squadra speciale che solitamente va a cercare il cibo per tutta la truppa.
Truppa che, a causa dell’avanzare del nemico, si è ristretta a un manipolo di 100 soldati e 200 civili. Una truppa tra le tante in cui i sopravvissuti si sono divisi per sfuggire ai radar alieni.

E noi seguiamo questa truppa, sotto il comando del vecchio Weaver, dalla fuga alla ricerca di cibo, dalla scoperta che Ben è ancora vivo (e controllato dagli alieni) a una ricognizione in un’armeria che si traduce in un pericoloso incontro con una banda di fuorilegge.

Abbiamo alieni furbi e intelligenti, che tendono agguati e trappole, come dovessero stanare animali selvatici;
abbiamo un esercito che si sta indurendo sempre di più, e che comincia a manifestare tensioni verso i civili che lo seguono;
abbiamo Pope, il capo dei fuorilegge, che anela a discussioni intelligenti, si diverte nel nuovo mondo e sa come uccidere gli skiters;
abbiamo Margaret, che sta con i fuorilegge;
abbiamo la dottoressa Glass, pediatra trasformata in dottoressa generica sul campo e che sembra molto vicina a Tom;
abbiamo Lourdes, religiosa e pia, che pare nutrire mire su Hal.

Ma sopratutto abbiamo un popolo in fuga, sentimenti di vendetta e di rivalsa, un mare di interrogativi sulle motivazioni (e non solo, come il vecchio insegnante di biologia fa notare è strano che creature con sei gambe abbiano ideato robot a due gambe… qual’è il senso?).
Una buona introspezione, le emozioni di chi è senza speranza e di chi invece si aggrappa con forza all’idea che non tutto sia perduto sono rese molto bene.

Mi è piaciuto questo doppio episodio iniziale, di sicuro prenderà il posto di V come serie fantascientifica e magari potrebbe rivaleggiare con Battlestar Galactica, se continuerà su questi livelli. I nemici sembrano intriganti, e le dinamiche civili-militari sono tutte da scoprire!

22 giugno 2011 - Posted by | Falling Skies

3 commenti »

  1. Mah, a me è parso un po’ fiacco, ritmo lento e uccisioni stile prime puntate di Star Trek. Ma forse sono io che sono diventato di gusti splatterosi. 😉

    Commento di Valberici | 22 giugno 2011

  2. beh beh beh, come detto su FB aspetto il 5 Luglio per l’inizio della stagione italiana… questo Falling Skies promette bene, e Spielberg come produttore DOVREBBE essere una garanzia… l’importante secondo me è che non si riduca il tutto a sparatorie varie e scontri apocalittici, ma si crei un equilibrio tra trama, sviluppo dei personaggi e azione… d’altronde in questi ultimi anni la televisione ha dimostrato di saper sfruttare meglio la fantascienza e il fantastico rispetto al cinema (vedi Battlestar, Lost, Fringre, Dollhouse, The Lost Room e anche, perchè no, Chuck). PS: Spielberg ha abbandonato da tempo (riprendendolo solo per la mini TAKEN, non molto riuscita secondo me) il suo modello di alieno alla E:T.; o non ti ricordi chi ha girato il remake di La Guerra dei Mondi??? 🙂

    Commento di Rorschach | 24 giugno 2011

  3. Tra un paio di settimane, allora, voglio vedere che ne pensi anche te 😉

    Commento di tanabrus | 26 giugno 2011


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