La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Incipit – Il trono di spade


Arrivati ormai alla seconda metà della trasposizione televisiva del primo libro della serie A song of ice and fire di George Martin, e con l’evento epocale dell’uscita del quinto libro questo luglio, ho deciso di cominciare a rileggere la serie. Poco per volta, tanto non ho fretta di leggere A dance with dragons: un po’ perché so che passeranno anni prima del prossimo libro della saga, un po’ perché se mi ci fiondassi subito passerei buona parte del tempo a cercare di ricordare cosa era successo per condurre tale personaggio in tale situazione.
Voglio dire, ho letto di alcune situazioni iniziali di personaggi come Jon e Tyrion, e non ricordavo minimamente come ci fossero finiti.
Una rinfrescata mi pare obbligatoria.
Anche perché così potrò verificare meglio eventuali differenze con la serie tv, che comunque andando a memoria non mi sono sembrate enormi o problematiche.

Il prologo del libro, prima parte del primo libro americano, è la stessa scena che apre la serie televisiva.
Siamo oltre la Barriera, con Gared, Will e ser Waymar a caccia di bruti. E scopriamo molto tempo prima dei personaggi della saga che certi miti ritenuti ormai morti sono invece ben vivi…

Le tenebre stavano avanzando.
“Meglio rientrare”. Gered osservò i boschi attorno a loro farsi più oscuri. “I bruti sono morti”.
“Da quando hai paura ei morti?” C’era l’accenno di un sorriso sui lineamenti di ser Waymar Royce.
Gared non raccolse. Era un uomo in età, oltre i cinquanta, e di nobili ne aveva visti andare e venire molti. “Ciò che è morto resta morto” disse “e noi non dovremmo averci niente a che fare.”
“Che prova abbiamo che sono davvero morti?” chiese Royce a bassa voce.
“Will li ha visti. Come prova, a me basta.”
Will sapeva che prima o dopo l’avrebbero trascinato nella discussione. Aveva sperato che accadesse dopo, piuttosto che prima. “Mia madre diceva che i morti non parlano” s’intromise.
“Davvero, Will?” rispose Royce. “E’ la stessa cosa che mi diceva la mia balia. Mai credere a quello che si sente vicino alle tette di una donna. C’è sempre da imparare, perfino dai morti.”
La doresta piena d’ombre rimandò echi della voce di ser Waymar. Troppi echi, troppo forti e definiti.
“Ci aspetta una lunga cavalcata” insisté Gared. “Otto giorni, forse nove. E sta calando la notte.”
“Cala ogni giorno, quasi sempre a quest’ora.” Ser Waymar alzò uno sguardo privo d’interesse al cielo che imbruniva. “Qualche problema con il buio, Gared?”
Will vide le labbra di Gared stringersi e la rabbia repressa a stento invadere i suoi occhi. Gared aveva passato quarant’anni nei Guardiani della notte, la maggior parte della sua vita di ragazzo, tutta la sua vita di uomo, e non era abituato a essere preso con leggerezza. Ma questa volte nel vecchio guerriero c’era qualcosa di più dell’orgoglio ferito. Una tensione nervosa che arrivava pericolosamente vicino alla paura.
Will la percepiva, la sentiva. Forse perché lui stesso aveva paura.
Era di guarnigione sulla Barriera da quattro anni. La prima volta che l’avevano mandato sull’altro lato tutte le antiche, sinistre storie gli erano tornate alla mente come una valanga. Aveva sentito le viscere attorcigliarsi e il sangue andare in acqua. In seguito ne aveva riso. Era un veterano adesso, con centinaia di pattugliamenti alle spalle. Per lui non c’erano più terrori in agguato nella sterminata estensione verde scuro che quelli del Sud chiamavano la Foresta stregata.
O per lo meno, non c’erano stati terrori fino a quella notte. C’era qualcosa di diverso, quella notte, qualcosa che gli mandava brividi gelidi lungo la schiena: le tenebre, la loro densità. Erano fuori da nove giorni, e avevano cavalcato prima verso nord, poi verso nord-est, poi di nuovo verso nord, seguendo da vicino le tracce di una banda di bruti e allontanandosi sempre di più dalla Barriera. Ogni giorno era stato peggiore del precedente.
E quel giorno era il peggiore di tutti. Il vento gelido che soffiava da settentrione faceva oscillare e frusciare gli alberi della foresta come se fossero dotati di una loro vitalità interna. Per l’intera giornata Will non era stato in grado di scacciare la sensazione di essere osservato da occhi implacabili, paralizzanti, carichi d’odio. Anche Gared aveva avuto la stessa sensazione. E adesso Will aveva un’univa idea in mente: partire al galoppo sfrenato, tornare al più presto dietro la sicurezza della Barriera. Ma non era un’idea da condividere con il comandante.
Specialmente con un comandante come quello. 

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5 giugno 2011 - Posted by | Incipit, Martin George

5 commenti »

  1. A dance with dragons è l’ ultimo libro 😉

    Comunque la sto rileggendo anch’io e, come al solito, la parola scritta mi piace di più che le immagini 🙂

    Commento di Valberici | 5 giugno 2011

  2. Per l’appunto, non ho fretta di leggerlo. Avevo pensato di pre-ordinarlo su Amazon, poi ho cambiato idea. Leggerò poco a poco i libri precedenti, e quando sarò arrivato alla fine di A feast for crows mi prenderò A dance with dragons per leggerlo 😀

    Certo, la parola scritta dice molto di più. Abbiamo il passato che rivive, le emozioni dei personaggi, le sensazioni che provano durante i loro POV.
    Ma la rilettura mi sta confermando l’impressione iniziale di un ottimo prodotto televisivo, davvero fedele all’originale.

    Commento di tanabrus | 5 giugno 2011

  3. si, un buon prodotto…se mi faranno vedere i metalupi a grandezza “naturale” 😉

    Commento di Valberici | 5 giugno 2011

  4. ragazzi scusatemi io sto vedendo il telefilm…ma il primo libro edito in italia fino a che puntata arriva????
    diciamo che con il telefilm sono arrivato quando LORD S. viene decapitato ..
    quindi mi chiedevo se potevate aiutarmi a scegliere il volume da comprare dato che la parola scritta è sempre meglio 😀

    Commento di domee | 17 giugno 2011

  5. Il primo libro copre mi pare stagione precisa… termina con lo scontro tra Eddard Stark e Jamie Lannister, fuori dal bordello.

    Io ti consiglierei comunque di prendere il nuovo volumone pubblicato dalla Mondadori, che contiene i primi due libri originali (quattro italiani). Come prezzo conviene enormemente.

    Commento di tanabrus | 17 giugno 2011


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