La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Il passaggio


Autore: Justin Cronin
Editore: Mondadori
Prezzo: € 22,00
Pagine: 883

Trama

Nel cuore della foresta boliviana il professor Jonas Lear fa una scoperta destinata a cambiare per sempre il destino dell’umanità: un virus, trasmesso dai pipistrelli che, modificato, è in grado di rendere più forti gli esseri umani, preservandoli da malattie e invecchiamento. In una remota base militare in Colorado, il governo degli Stati Uniti inizia quindi degli esperimenti genetici top secret per studiare i prodigiosi effetti di questa scoperta. È il Progetto Noah, che utilizza come cavie umane dodici condannati a morte e una bambina. L’esperimento però non procede secondo le previsioni e accade ciò che non era neanche lontanamente immaginabile: i detenuti sottoposti alla sperimentazione – i virali – trasformatisi in creature mostruose e assetate di sangue, fuggono dalla base, seminando morte e distruzione. Da quel momento gli eventi precipitano e nessuno è più in grado di controllarli, nessun luogo è più sicuro e tutto ciò che rimane agli increduli sopravvissuti è la prospettiva di una lotta interminabile e di un futuro governato dalla paura del contagio, della morte e di un destino ancora peggiore. L’unica speranza è rappresentata da Amy, piccola superstite dell’esperimento che ha scatenato l’apocalisse: su di lei il virus ha avuto effetti particolari, trasformandola in una pedina fondamentale nella lotta contro i virali. Sarà l’agente dell’FBI Brad Wolgast a salvarla da una fine terribile e a iniziare con lei un’incredibile odissea per liberare il mondo dall’incubo in cui è precipitato.

Recensione

Non è affatto facile parlare di questo libro, perché al suo interno ci sono due-tre libri, abbastanza diversi tra loro.
Intanto va premesso che ho apprezzato moltissimo il fatto che diversi capitoli siano tratti da documenti dell’epoca, esposti in una futura conferenza riguardo agli avvenimenti trattati nel libro. E che in questo modo si siano evitati lunghi (e noiosi?) brani di passaggio.
Mi è piaciuto anche, all’inizio, come l’incipit sia stato fornito tramite le mail inviate dal professor Lear all’amico Paul, durante la missione in Bolivia da cui partirà tutto.

Tre libri, dicevo.

Il primo è pura fantascienza apocalittica: una scoperta straordinaria che potrebbe donare all’uomo una longevità senza precedenti -tale da far chiamare il progetto, per l’appunto, progetto Noah-; l’esercito che si intromette, e che trasforma tutto questo in una possibile arma contro i nemici; dodici condannati a morte, senza più legami con il mondo, presi come cavie per l’esperimento; qualcosa che va male (per usare un eufemismo… la frase corretta sarebbe chi gioca con ciò che è più antico di lui senza comprenderlo, finisce fregato alla grande, ho idea) e che peggiore in breve tempo.
Un’epidemia che si sparge nell’America (per quanto ne sappiamo, ma probabilmente tutto il mondo è così), un’epidemia di non morti. Vampiri.
Ma non i vampiri alla twilight o alla true blood, non ci sono i sentimenti umani, le doppie faccie, i tentativi di vivere normalmente o di nascondersi. Sono vampiri animaleschi. Hanno fame, e cacciano qualunque cosa abbia sangue nelle vene. Uomini e animali.
Sono fortissimi, sono quasi invulnerabili, sono rapidissimi. Stanno in alto, per poter saltare addosso alle vittime. Gli dà fastidio la luce solare, ma questo è quanto.
E l’umanità non può niente contro di loro, è spazzata via poco a poco come apprendiamo da qualche informazione scarsa.

Già, perché noi non seguiamo questo filone di morte, distruzione e apocalisse della civiltà umana.
Noi seguiamo Amy.
Una bambina di sei anni dalla storia familiare difficilissima, che l’ha resa molto strana e inquietante.
Una bambina che si ritrova abbandonata nel convento delle suore dove suor Lacey cerca di nasconderla. Una suora pazza, che sente le voci e che ha rimosso le violenze subite da bambina in Sierra Leone.
Una bambina inseguita dall’FBI per finire a fare la cavia del progetto Noah, dopo i dodici condannati a morte.
Una bambina che per un istante sembra avere qualcosa di assolutamente unico e strano, quando allo zoo fa quasi impazzire tutti gli animali presenti.
Una bambina che  cambierà la vita degli agenti Doyle e Wolgast, che alla fine tenteranno di salvarla.
Con Wolgast che la porterà in salvo fuggendo dalla base militare ormai distrutta e infestata dai virali, nascondendola e nascondendosi nelle montagne. Riducendo al minimo i loro e i nostri cotnatti con il mondo, limitato ai discorsi con un vecchio commerciante e a qualche articolo di giornale trovato per strada.

Il primo dei libri di questo libro si occupa di questo.
Come è finito il nostro mondo, e come è vissuta in tutto questo Amy.
La bambina infettata con il virus ma sopravvissutagli.
La bambina che teme la luce solare e non cresce, ma che non è un virale.

Si arriva poi al secondo libro.
Scopriamo qualcosa del fato dell’America. La secessione della California, la creazione di rifugi ben protetti e alimentati nei quali nascondere i bambini, un ultimo tentativo di salvare il futuro.
Un tentativo riuscito, essendo noi ora in una comunità di quasi cento persone, a quasi un secolo dallo scoppio dell’epidemia.
Questa seconda parte ci mostra la vita nel mondo dopo l’epidemia.
Una parte quasi fantasy, direi.
C’è la cittadella (villaggio, dai) fortificato, con mura spesse e robuste, passerelle per le guardie, bastioni per attaccare gli invasori, reti da gettargli addosso per bloccarli. Fari per illuminare le mura, indebolire gli avversari, vederli bene.
C’è il nido, il cuore del villaggio, una vecchia scuola elementare trasformata in residenza dei bambini dalla nascita all’età di otto anni, periodo in cui vivranno solo con gli altri bambini e la maestra, al sicuro e ignari del buio che c’è oltre le mura. A otto anni poi entreranno nel mondo, imparando la verità e cominciando a rendersi utili.
Ci sono i mestieri in cui si dividono tutti: le guardie, che proteggono il villaggio; gli agricoltori; i lavoratori pesanti, che si occupano della manovalanza; gli ingegneri, che tengono in vita il villaggio curando e mantenendo le grosse batterie che consentono di accumulare l’energia eolica per illuminare di notte le mura e tenere i virali lontani.
Lunghi viaggi a cavallo per arrivare nell’avamposto esterno, dove si trovano le pale eoliche.
Racconti di esplorazioni, dell’oceano lontano e irraggiungibile, di un cielo stellato che da un secolo non si vede più, visto che una notte senza fari vuol dire morte per mano dei virali.

E poi quando un virale ti prende, c’è una possibilità su dieci di diventare uno di loro, invece di morire.
Muore l’anima, il corpo rimane.
E spesso torna a casa, con i parenti che si ritrovano costretti a ucciderlo di nuovo.

Le Prime Famiglie, le lotte di potere nel Consiglio, gli amori e le gelosie.
Ci ritroviamo assieme a Peter la guardia gentile e sempre seconda rispetto al carismatico fratello Theo, a Lish la ragazza guardia abilissima e addestrata di persona dal misterioso colonnello, a Sara l’infermiera, a Michael l’ingegnere, a Mausami innamorata di Theo ma sposata con un uomo che ormai disprezza.
Con la centenaria zia che tiene la memoria del villaggio, dalla sua creazione al giorno d’oggi. E che sembra aspettare qualcuno…

E poi arriva Amy.
Sedicenne.
Prima salva dai virali Peter, durante una ricognizione effettuata in una biblioteca. Poi si presenta al villaggio, inseguita dai virali e causando un bel pandemonio che porterà a una decisione drastica, mentre l’influsso del misterioso Babcock si fa sempre più forte facendo impazzire la gente del villaggio e mutando le abitudini dei virali.

Il che conduce direttamente alla terza parte, al terzo libro.
Il viaggio.
Una quest intrapresa da un gruppo di abitanti del villaggio, in fuga per salvarsi e per salvare magari l’intero villaggio.
Un viaggio della speranza verso il Colorado, laddove tutto ebbe inizio con Amy ancora bambina.
Un’avventura pericolosissima, tra agguati dei virali, misteriose comunità umane asservite ai virali e usate come recinto di bestiame -il che mi sembra anche ovvio, visto che se i vampiri o chi per loro continuassero ad attaccare a testa bassa, alla fine morirebbero di fame… mi è piaciuto questo punto!-, un nuovo esercito in lotta contro i vampiri, una città umana.

Ovviamente, durante questo viaggio si verificheranno un paio di evoluzioni sentimentali, accadrà l’impossibile e si scoprirà un grosso segreto di un membro del gruppo.
E poi si arriverà a Amy, il suo grande scopo.
L’incontro shock con un’altra persona ancora viva. La rivelazione di cosa realmente è successo, di cosa sono i virali. L’arma per sconfiggerli.

Sono parecchio dibattuto.
Le prime due parti mi sono piaciute davvero molto, anche se parecchi accenni soprannaturali mi hanno lasciato oltremodo perplesso.
L’episodio dello zoo, tanto per dirne uno. L’irruzione di Lacey alla base. La Zia che sapeva dell’arrivo di Amy.
Ma i virali sono intriganti, i ricordi di Babcock che filtrano ovunque, il rapido declino della civiltà umana.
La terza parte invece mi è piaciuta meno. Sbrigativa, e sopratutto nel finale con molti più spunti religioso-soprannaturali tra riferimenti all’Arca di Noé, sieri miracolosi, predestinazioni.
Per non parlare dell’accenno finale su ciò che è in realtà Peter, che mi ha lasciato di stucco. Una frase totalmente gratuita e inaspettata, non anticipata da alcun episodio strano.

Stupito, sono andato a leggere altre recensioni su internet scoprendo che non ero stato io né la traduzione italiana. Era proprio il libro così, dal nulla tira fuori un accenno a un segreto di Peter mai fatto presagire in precedenza.
E ho scoperto che questo libro è il primo di una trilogia.
Ovviamente, la cosa non è indicata da nessuna parte.

Avevo apprezzato il finale aperto, ma il tarlo del segreto di Peter mi ha fatto -fortunatamente- indagare rendendomi così partecipe del fatto che tra un anno uscirà il secondo libro (I dodici, che narrerà presumibilmente degli scontri tra il gruppo di Amy e gli undici virali originari rimanenti). Per fortuna il libro è godibilissimo anche così (senza, lo ripeto, quel cavolo di accenno su Peter che lascia un orrendo senso di incompiuto), ma quando il libro (grande, grosso e caro) è il primo di una trilogia e l’editore non lo dice, la cosa mi fa veramente imbestialire.

Ah, già, quasi dimenticavo.
Il criptico titolo del libro trova un senso nel finale del libro, quando scopriamo che il passaggio cui si riferisce è l’ennesima cosa soprannaturale legata a Amy. Che non vi spiego altrimenti rovino la lettura.

Voto: 8/10

L’autore

Nato nel 1962 nel New England, Cronin insegna inglese alla Rice University in Texas (a Houston, dove vive con moglie e figli).
Ha anche insegnato scrittura creativa a Philadelphia, in passato.

Bibliografia

1990 – A short history of the long ball
2001 – Mary and O’Neil (Winner of The Stephen Crane Prize from Book of the Month Club)
2004 – The summer guest
2010 – Il passaggio

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3 giugno 2011 - Posted by | Cronin Justin

8 commenti »

  1. Sembra bello.
    Dalla tua descrizione si direbbe che il preambolo sia molto simile a quello di “Occhi bianchi sul pianeta terra” (ribattezzato “Io sono leggenda” per il remake).

    Commento di Francesca | 3 giugno 2011

  2. Ok, se prima avevo qualche dubbio (e a dire il vero, non ne avevo), ora sono sicurissima di volerlo leggere!

    Ma prima smaltisco un po’ dei libri sul comodino, altrimenti rischio mi crollino addosso…

    Commento di Camilla P. | 3 giugno 2011

  3. @ Francesca: immagino che tutti i libri di questo genere abbiano una causa scatenante simile… devo però ammettere di non aver letto Io sono leggenda, quindi non saprei dirti.

    @ Camilla: e ti capisco! Io per leggerlo ho aspettato tipo tre settimane dopo averlo comprato, mi sembra 😀

    Commento di tanabrus | 3 giugno 2011

  4. Ah, neppure io se è per quello, ho solo visto il film (non m’è piaciuto)…
    Comunque leggo ora su wikipedia che il romanzo è una cosa completamente diversa (a parte la premessa di fondo dei vampiri e del sopravvissuto), a quanto pare. C’è tutto un significato che nel film si perde, fino ad ora non avevo capito il significato del titolo. Adesso ha molto più senso. xD

    Commento di Francesca | 3 giugno 2011

  5. […] by imp.bianco on giugno 10th, 2011 at 16:17 Posted In: Senza categoria Dato che Tanabrus ne ha parlato bene, ho deciso di partecipare ad un giveaway, indetto dal blog aBookBite, per il […]

    Pingback di Castel Oricalco - Giveaway da aBookBite – Il Passaggio di Justin Cronin | 10 giugno 2011

  6. beh , lo metto tra i papabili, però effettivamente i virali, così come descritti da te, mi sembrano molto simili ai vampiri di Io sono leggenda di Matheson (che differiscono molto da quelli cinematografici)… però la trama ispira.

    Commento di Rorschach | 24 giugno 2011

  7. condivido in pieno il disorientamento sullla frase finale su peter.
    mi sono riletta dopo un po’ tutto (….. )il libro in cerca di quello che mi era sfuggito. lieta di sapere che non sono sola.
    lorenza.

    Commento di angua | 17 febbraio 2014

  8. Già, anche io ero rimasto di sasso. Poi cercando in rete avevo scoperto che era un sentimento comune, e che non avevo perso dei pezzi io per strada.

    Commento di tanabrus | 17 febbraio 2014


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