La torre di Tanabrus

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X-Men: Secondo Avvento (1-4)



Ad aprile è cominciata la nuova saga/crossover mutante.
Dopo la necrosi rappresentata da X-Necrosha la dirigenza tenta di dare una bella sterzata portando a termine con Secondo avvento molte trame cominciate al tempo di Messiah complex e magari anche prima, con la Decimation voluta da Scarlet al termine di House of M.

Le premesse sono interessanti, su questo non ci sono dubbi.
E il primo capitolo (di 7) della saga comincia in maniera molto interessante.
Cable e Hope sono finalmente arrivati nel presente. Un presente che saluta Hope al segno della continuità con i futuri che ha visto e vissuto: un cumulo di macerie. Arrivano infatti alla scuola di Xavier, ormai in rovina e abbandonata. Cosa è successo agli X-Men? Dove sono finiti? Sono ancora vivi? Chi li ha attaccati?
Ovviamente Cable non può sapere niente degli ultimi avvenimenti, punta solo a nascondersi fino a quando non avrà raccolto abbastanza informazioni.
Ma i due vengono subito attaccati dagli uomini di Hodge e dai Purificatori, che anticipano di molto gli X-Men.

X-Men che sono in crisi nera, ancora si leccano le ferite di Necrosha contando i feriti e i morti.
Ciclope punta ormai tutto su Hope, sul suo ruolo di Messia Mutante. E ha una fiducia incrollabile in lei e in suo figlio Nathan. Appena le Naiadi individuano la presenza di Cable a Salem Center, lui divide subito le squadre spedendole in svariate locazioni. Una squadra principale su Cable, formata da X-Men e X-Force; i Nuovi Mutanti in volo, pronti a fornire supporto; Namor e Rogue a difendere Utopia; lui e Emma a organizzare le cose.

Gli X-Men arrivano troppo tardi, con i due cronoviaggiatori in fuga dopo aver lasciato sul campo molti nemici eliminati. Del resto il tempo dei giochi e del “gli X-Men non uccidono” è finito da tempo, sopratutto per chi ha passato un quindici-sedici anni a viaggiare nel tempo braccato da un segugio che li voleva morti, affrontando attentati, stragi e distruzioni globali.
La squadra alpha si lancia all’inseguimento del loro autoveicolo, distruggendo i tre furgoni di Purificatori che li inseguivano ma perdendoli durante lo scontro.
E sopratutto, nel finale:
-Nightcrawler e gli altri X-Men assistono ai metodi usati da Wolverin e da X-23 nell’interrogare i Purificatori, con Kurt comprensibile shockato
-scopriamo la natura e l’entità del nemico: la sentinella Bastion, ora tecnorganica e supportata dal Consiglio umano: Steven Lang, Bolivar Trask, Graydon Creed, William Stryker e Cameron Hodge.

Un gran bel gruppo di villain, non c’è che dire, forti del supporto di centinaia, migliaia di soldati sotto di loro!

Numero 250 per Gli incredibili X-Men, festeggiato degnamente con il secondo capitolo del Secondo Avvento e una copertina a sei pagine.

Cominciamo comunque con una storiella su Hope, che ci mostra la lenta evoluzione della ragazza dalla sua infanzia al fianco di Cable (sulla serie orrenda del mutante abbiamo visto una piccolissima Hope e poi una Hope più grande, ma alcuni passaggi non sono ovviamente stati mostrati). La sua ricerca dell’approvazione di Cable, il suo diventare sempre più abile e autosufficiente, fino a soppiantare Cable quando questi è stanco e a giurare vendetta su Alfiere se lo ucciderà, con un sinistro riflesso a forma di fenice negli occhi e accenni a resurrezioni dalle ceneri…

E poi torniamo all’Avvento.
Siamo nel presente, e i due sono sempre in fuga. Ma finalmente sono in fuga in un posto civile, normale. E Hope per la prima volta si distrae, vede ciò che non ha mai avuto. Giochi, ninnoli, orpelli. Prodotti per la bellezza. Cose che un soldato come Cable non le avrà mai procurato, immagino, e che la lotta per la sopravvivenza non le avrà fatto neanche immaginare. Ma ora se le trova davanti, con la loro promessa di una vita normale.Nightcrawler prevedibilmente è infuriato con Scott per X-Force, dopo che Wolverine ha rivelato parte di ciò che lui, Laura e Angelo hanno fatto contro Bastion e i suoi, ma accetta di posticipare l’altrettanto prevedibile frattura a quando avranno portato in salvo Hope.

Cable è in un hotel, e ha appena scoperto dove si trovano i mutanti, a S. Francisco.
Ma i purificatori hanno circondato l’hotel, arrivando a lui prima degli X-Men. Di nuovo.
La cosa lo convince del fatto che ci sia una talpa tra i mutanti, e mentre infuria la battaglia -i purificatori hanno un’ottima strategia, e riescono a eliminare dai giochi sia Illyana (catturata da un qualche mostro tentacoloso uscito dai suoi dischi) che Nightcrawler (stordito dai concussori)- i due se ne scappano, decidendo di cambiare strategia, tornando alle tecniche di sopravvivenza usate negli ultimi quindici o sedici anni.

Nel frattempo gli X-Men sconfiggono gli uomini di Stryker, con Arcangelo che libera il campo con le sue piume e decapitando il reverendo, per l’orrore crescente di Kurt.
E i Nuovi Mutanti si accingono a un’impresa disperata, lanciandosi contro l’esercito di Hodge per impedire che arrivi in soccorso del reverendo… sopravviveranno? Karma pare già messa male, e lo stesso Ciclope sembra pronto a sacrificare molti suoi uomini per salvare la Messia sulla quale ha scommesso il futuro della specie mutante.

Per certi versi, le mosse in pubblico di X-Force e l’atteggiamento di Scott e Cannonball verso i Nuovi Mutanti mi hanno ricordato una delle perle mutanti di tutti i tempi a mio avviso, per pathos e sensazioni che mi ha suscitato: Generation Next.
Non oso sperare di assistere a una saga drammatica come quella, ma se riuscissimo ad andarci vicini mi reputerei già molto soddisfatto.

In chiusura, un racconto di Jubilee che sembra non riuscire a trovare un suo posto da umana, e che ovviamente si sente ancora una mutante. Pur se senza poteri.

Terzo capitolo della saga.
E le cose si mettono di merda.
L’impressione di trovarci di fronte a qualcosa di drammatico e di difficilmente cancellabile si rafforza.

Cominciamo subito con lo scontro tra Hodge e i New Mutants, con Karma cui Hodge ha amputato allegramente una gamba, come mostra in una scena cruda dove usa il corpo martoriato della ragazza per frenare l’impeto del volo di Cannonball. Il gruppo verrà salvato solo da Cypher, che interpretando i segni della battaglia -non che servisse il suo potere- convince Warlock a scendere in campo assorbendo la linfa vitale dei nemici, Hodge compreso.

Rogue è stata mandata dagli X-Men grazie a Ariel, e sfruttando la sua connessione con Hope guida Nightcrawler in una serie di balzi verso la coppia in fuga, seguiti più lentamente dal resto del gruppo.

E poi la situazione precipita.

Pierce fa la sua mossa, e in qualche modo distrugge Cerebra.
Gli uomini di Bastion attaccano i due furgoni degli X-Men con un caccia. L’automezzo su cui viaggiavano Logan, Laura e Ariel viene colpito e fatto esplodere.

I due artigliati ne escono feriti ma vivi, grazie al loro fattore di guarigione. Ariel invece è morta tra le fiamme, l’ultima immagine che ne abbiamo è quella del suo volto terrorizzato che vede il misile avvicinarsi dal retrovisore.
E ci rimane un Logan che comincia a incupirsi.

Dopo la perdita di Ariel, gli X-Men raggiungono comunque Cable e Hope. Sgominano gli avversari e, avvisato Cable di come il nemico potrebbe rintracciarli grazie al virus tecnorganico, Hope viene affidata a Nightcrawler perché la porti a Utopia. E a Rogue, con i poteri assorbiti da Wolverine, Angelo, Colosso e Psylocke, perché la protegga. Gli altri intanto, insieme a Cable, faranno da esche per il nemico.

Ma Bastion pare saperne una più del diavolo. Intuisce, prevede o nota i movimenti del trio e si teleporta per intercettarli. Lo scontro tra lui, Kurt e Rogue è durissimo, ma la sentinella del futuro è troppo forte. Alla fine Kurt riesce a salvare Hope e a portarla a Utopia con un ultimo, disperato balzo. Lasciandosi dietro una Rogue ferita. E morendo lui stesso durante il balzo, dato che per frapporsi tra Bastion e la ragazza si è preso un braccio della sentinella attraverso il cuore, braccio che si è portato con sé fino alla spiaggia di Utopia.

Kurt Wagner morto.
Nightcrawler.
La seconda generazione degli X-Men. Il meno umano per aspetto, da sempre il più umano nell’animo.
Il sacerdote. Un animo pio e religioso in un corpo demoniaco.
Acrobata, pirata, rubacuori, fuorilegge, protettore dei più deboli.
Eroe.

Un evento totalmente inaspettato, che mi ha lasciato di sasso.

I funerali, fatti in tutta fretta per paura di nuovi attacchi.
Bestia che rientra per i funerali e per aiutare, e che accusa Scott di tutto quello che sta succedendo.
Wolverine che è abbastanza folle per la perdita, e non esita ad attaccare Scott per le sue decisioni. E Hope, causa della morte dell’amico. Spero che tu valga la pena di tutto questo.

E anche X-Factor finisce nel mirino di Bastion, con una squadra speciale messa sulle loro tracce per eliminarli.
Un piano ben congegnato, ma la mossa di Madrox di far prendere i soldi a Longshot mi fa pensare che sappiano già cosa li aspetta. Non credo minimamente alla strage mostrata nel finale.
Così come non penso che Mordo, Forzuto e Monet siano già ko….

I piani di Bastion stanno andando a gonfie vele, anche se per il momento li ignoriamo.
Hanno tolto di mezzo i teleporti degli X-Men -e in apertura di albo eliminano anche uno Svanitore che tentava di scappare da questa guerra-, tutti gli X-Men sono su Utopia e Pierce fa la sua mossa ingannando Danger, allontanandosi dalla prigione e distruggendo tutti i mezzi di trasporto del gruppo.
Viene eliminato, ma intanto i mutanti sono bloccati sull’isola.

Tutti tranne l’X-Club, partito a indagare sulle torri di cui Cypher pare avere tanta paura. Torri che sembrano essere delle trappole, anche se i tre invece di morire si ritrovano catapultati in un futuro cupo, un futuro distrutto da Hope.
Francamente lo scenario era apparso da subito eccessivo e assurdo -sopratutto essendo a metà della saga- e non mi ha convinto, avevo subodorato quanto poi è successo: la rivelazione che il tutto era solo una messinscena per far ricreare alla dottoressa Rao il vaccino mutante.
Nemesis e Jeffries ci cascano, la Rao no per fortuna e fa in modo di procurare una via di fuga per la squadra.

Ma ormai i giochi sono fatti, e le torri svelano il loro segreto: da queste si crea una sfera energetica enorme, che racchiude Utopia, San Francisco, Colma, Oakland, San Rafael. Una sfera impenetrabile, senza vie di fuga, che racchiude quasi tutti i mutanti rimasti al mondo.

E mentre X-Club e supereroi tentano di forzare la sfera dall’esterno, all’interno gli X-Men si incaricano di tenere l’ordine pubblico e di scoprire cosa stia accadendo.
E mentre indagano, nel cuore della sfera trovano il nemico. Un esercito di Nimrod, le sentinelle iperevolute e letali di cui fa parte lo stesso Bastion. Nemici più che formidabili già quando si tratta di unità singole, in gruppo la loro potenza distruttiva deve essere qualcosa di assurdo.
Prevedo diverse altre morti, prima che le cose migliorino.

Comunque a ora la saga sta procedendo spedita con una buona qualità delle storie, per fortuna.

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23 maggio 2011 - Posted by | comics, X-Men

5 commenti »

  1. Hai notato anche tu una cosa che mi ha fatto storcere un bel pò il naso? So che sembra una cavolata ma… Quanti anni ha Cable?
    Cioè prima che partisse con Hope pensavo stesse sui 45-50, ora va per i 70… Come cavolo fa ad essere ancora così scattante? Chissà se prima o poi ce lo spiegheranno… Ti dirò che era uno dei miei personaggi preferiti, ci si son messi d’impegno per distruggerlo

    Commento di Munky | 24 maggio 2011

  2. Oddio, sui 70 mi pare esagerato… di sicuro per lui sono passati un 15-16 anni aggiuntivi rispetto a prima, avendoli vissuti in fuga per il tempo con una Hope divenuta adolescente da neonata quale era.
    Gli darei più una sessantina di anni.

    Vero, è fin troppo scattante per la sua età. Ma considera che è nato e cresciuto con addestramento militare, e gli arti tecnorganici non penso invecchino.

    Comunque dai, se ti lamenti di Cable pensa a cosa hanno fatto con il povero Alfiere…

    Commento di tanabrus | 24 maggio 2011

  3. Vabbè Alfiere mi aspetto che prima o poi torni coi capelli lunghi e la divisa blu dicendo “ahh ho incontrato il mio clone malvagio impazzito”
    Comunque il problema non è da poco: le parti tecnorganiche non invecchiano certo, però il resto del corpo si: come tiene a bada il virus da vecchio? Mah a me sembra sia stata una scelta comunque sbagliata quella di affidare hope a cable. Sarebbe stato molto più interessante un Wolverine (non fosse che è impegnato in mille altre cose, lui si che avrebbe bisogno di qualche clone. Ti dirò che stanno proprio esagerando in tal senso) almeno evitavano il problema dell’invecchiamento. Forse però mi faccio troppe s(a)ghe mentali; è che un claremont un errore del genere non l’avrebbe fatto, non curarsi dell’età di un personaggio così importante come Cable. E manco un Lobdell.
    Oltretutto l’addestramento militare è okay, ma gli anni passati a mangiare rifiuti non sono certo sani:D

    Commento di Munky | 25 maggio 2011

  4. ciao ragazzi ho iniziato da poco a leggere xmen e mi è stato consigliato di iniziare dal secondo avvento. quali serie potrei leggere per capire bene cosa è successo prima con cable e hope? grz

    Commento di korze | 22 giugno 2011

  5. Ti vuoi fare del male? 😦
    La serie di avventure di Cable e Hope a spasso per il tempo inseguiti da Alfiere è tra le cose più brutte scritte sui mutanti negli ultimi anni… piuttosto procurati “Messiah Complex” (anche questo diviso tra Gli Incredibili X-Men e X-Men Deluxe), che mostra la nascita di Hope e la guerra che si scatena per averla.

    Poi, magari, per capire come mai è così importante Hope potresti tentare la maxisaga House of M (la mutante Scarlet impazzisce e crea una realtà alternativa in cui i mutanti sono la specie dominante) e, subito alla fine della saga, la mini mutante “Decimation” che trasforma i mutanti da “futuro dell’umanità” a “specie in via di estinzione”.

    Commento di tanabrus | 22 giugno 2011


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