La torre di Tanabrus

Did you miss me?

I dimenticati


Prima che il gallo canti, sparategli


Un bel numero, per una quadrilogia che mi ha francamente stupito in positivo.
Parlando terra-terra, i Sacrificabili arrivano nella Gerusalemme di 2000 anni fa per scoprire grazie a Gesù come sconfiggere la Morte. E nel rintracciarlo intralceranno il corso della storia, cambiandolo in maniera imprevedibile!

Intanto Chat Morris e la comparsa nera stanno proteggendo la ritirata dei compagni affrontando un gruppo di avversari temibili, i Dimenticati.
Individui che un tempo erano Sacrificabili ma che poi ne erano usciti. E che ora sono pronti a combattere i loro vecchi compagni per ottenere il premio promesso loro dalla Morte: la rinascita.
Un gruppo esilarante, composto da Steppan Dranjavic, il brutale leader (per gli amici, Isabella); Grande Jim, con le gambe snodabili e molti accessori, compreso il suo padroncino ormai alle medie; Bel pupone, un sadico esperto di arti marziali, Godzinga, un uomo in un costume di gomma che distrugge case di cartone e modellini di mezzi di trasporto. E terrorizza milioni di giapponesi.

Uno scontro all’ultimo sangue, che verrà risolto con una geniale trovata di Chat, nel momento in cui nomina la comparsa sottraendola al suo ruolo e dandole un nome, uno scopo e la possibilità di agire.

A Gerusalemme intanto la critica feroce si spreca (così come le battute esilaranti, certo).

“Non è lui.”
“Non è Gesù?!”
“No… non dico che non sia Gesù… non è come il mio Gesù! Insomma, guardalo!… Il mio è biondo con gli occhi azzurri!… Quello pare un arabo! Guarda che naso! E poi il mio sta lì. Sulla sua croce. In silenzio. Ci facciamo le nostre preghiere la sera, e poi vado nel mio lettuccio, al caldo, pieno di santità. Quello là parla un sacco, e vuole che tu faccia questo, e vuole che tu faccia quello, e in verità ti dico qui, e in verità ti dico là… Oooh! Calma, eh? Anche noi cristiani abbiamo una vita, eh? Già vado alla messa la domenica, ed è un’oretta buona!… e se a volte viene il vescovo in visita e tu non lo sai, ti trovi in un trappolone cantato di un’ora e quaranta! No, dico… un’ora e quaranta! A me pare abbastanza! O no? O devo amare gli altri come me stesso? Non lo so, eh?!

Un numero davvero piacevole.
Divertente e riflessivo, come è giusto che sia. Come abbiamo imparato ad amare il Ratto di Leo.

Il prossimo numero dovrebbe vedere la conclusione della saga, nella Battaglia a Gerusalemme.
(Dico dovrebbe perché è una quadrilogia, ma con Ortolani non si sa mai…)

Annunci

20 maggio 2011 - Posted by | Rat-Man

3 commenti »

  1. Le avventure di Ratman sono sempre esilaranti 🙂

    Commento di M.T. | 20 maggio 2011

  2. Devo ancora prenderlo, ma promette bene, come sempre.

    Commento di Rorschach | 24 giugno 2011

  3. Questa saga sta venendo davvero bene, Ror! Ne parlavo giusto nei giorni scorsi con degli amici, siamo al livello delle saghe migliori.

    Commento di tanabrus | 26 giugno 2011


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: