La torre di Tanabrus

Did you miss me?

La città dei clown


Autore: Will Elliott
Editore: Mondadori
Prezzo: € 17,00
Pagine: 364

Trama

Il mondo in cui viviamo è un circo crudele popolato da pagliacci senza cuore, senza legge, senza pietà: noi. 
Questa è la storia terribile e selvaggia di Jamie, un ragazzo australiano sui vent’anni come tanti. Un lavoro piuttosto schifoso, di quattrini ne girano pochi, una casa in condivisione con coetanei che assomiglia pericolosamente a una stalla. Fin qui roba poco originale, tanto per intenderci. Ma un giorno Jamie è costretto con metodi assai sbrigativi a diventare un clown per il Pilo Family Circus, un’impresa familiare molto poco ortodossa che ha piantato i suoi tendoni in una specie di universo parallelo tra Brisbane, gli USA e l’Inferno. E va detto che è un posto in cui c’è veramente poco da divertirsi, visto che il circo è popolato da acrobati efferati, pagliacci sadici e mostri e mostriciattoli psicotici di diversa estrazione: si tratta insomma di un luogo dove lo spettacolo si confonde con la vita quotidiana in una spirale di violenze terribili e dove vengono perpetrate atrocità di ogni genere. Al centro di questa trama affascinante e crudele, c’è la figura di JJ, l’alter ego pagliaccesco in cui si trasforma Jamie non appena si dipinge di bianco, che si rivela forse la peggior carogna del gruppo e che per giunta ha un solo obiettivo: far fuori Jamie una volta per tutte. 
E’ una storia horror basata sul fascino ambiguo e malefico che emana la figura del clown? E’ un’investigazione sul cuore oscuro e schizofrenico che batte all’interno di ciascuno di noi? E’ la metafora spietata di una società in cui spettacolo, lotta per la sopravvivenza, carrierismo e disperazione da individuale si fondono per creare quel reality show da incubo che è la nostra esistenza quotidiana? 
E’ una pagliacciata, di sicuro.

Recensione

La prima cosa da dire, è che la quarta di copertina non è molto utile.
O almeno, a me aveva instillato aspettative di un certo tipo, che sono state poi disattese. Ma non perché il libro si sia rivelato brutto, semplicemente perché quella trama mi aveva fatto pensare a un certo tipo di libro, un certo tipo di storia. Diversa da quella che ho letto.

Mi aspettavo un JJ che nel Circo diventava un boss, uno psicopatico a tutto tondo, temuto e odiato.
Mi aspettavo viaggi metafisici all’Inferno e ritorno, tra varie località della terra.
Distruzioni e cataclismi.

E invece.

E invece abbiamo una gran bella storia, una trama che torna alla perfezione. E che sono diverse da quelle che mi aspettavo dopo la quarta di copertina.

In principio abbiamo Jamie.
Ragazzo comune, forse un po’ sfigatello. Lavora in un club per ricconi, un lavoro umile. Non ha una ragazza, non ha prospettive per il futuro. Vive con un gruppo di mezzi drogati in una casa in affitto, ridotta ormai a una sorta di porcile.
La sua vita cambia quando incappa nei clown, una notte che gli si ferma la macchina lungo la strada.
Vede questi clown stranissimi, pericolosi gli dice l’istinto. Li vede e si nasconde, li segue. E quando se ne vanno, raccoglie una bustina che gli è caduta, una bustina che pensa piena di chissà quale nuova droga.

E alla fine, praticamente per errore, lui e un suo coinquilino finiscono per ingerire quella strana sostanza nella bustina.
Un fatto che li renderà i bersagli dei clown.

I clown compaiono ovunque, inarrestabili, disinibiti. Distruggono, minacciano, sfasciano, bruciano.
Sono forze della natura inarrestabili, e vogliono sangue. Il loro sangue.
A meno che non superino un provino, non dimostrino cosa sanno fare.

Ed ecco che Jamie, dopo aver saputo del fallimento dell’amico e aver trovato la sua camera ricoperta di sangue, finge un attentato e corre nudo per la strada affollata, sperando che questo basti a salvargli la vita.
Basterà, ma gli cambierà la vita per sempre.

Infatti sarà portato nel Circo, in un luogo al di fuori della Terra.
Un luogo permeato di magia, dove ignari visitatori vengono ammaliati, affascinati e privati dell’anima. Anima che viene in parte devoluta ai circensi, sotto forma di polvere dei desideri, in parte data ai padroni.
Un luogo immortale e privo di moralità, dove i clown sono i più efferati di tutti grazie anche alla tinta che, una volta messa sul volto, capovolge la loro personalità tirandone fuori i lati peggiori.

E il mansueto Jamie diventa JJ. Un gran figlio di puttana, un bastardo notevole. Ma contemporaneamente un cagasotto, un idiota. Un tipico bullo, capace di prendersela con i nani -la bassa manovalanza, priva di poteri- per tutto il tempo e finanche di ucciderli per lanciare messaggi al suo alter ego, e di scappare in lacrime quando incappa negli odiati acrobati, il gruppo aggraziato e muscoloso rivale dei clown. Una persona che si ritiene superiore agli altri clown, ma che si finge quello che in realtà è -un fifone codardo- per essere lasciato in pace.

Gli altri clown sono interessantissimi, a partire dal violento ma tutto sommato leale capogruppo -fin troppo umano, magari- con i suoi pantaloni magici dai quali può estrarre di tutto al giovane clown masochista, compagno di avventure di JJ; dai gemelli completamente pazzi -uno non parla, pare autistico e ama una pianta, l’altro si inceppa con i discorsi e difende a spada tratta il fratello sempre e a prescindere- al vecchio clown ribelle, che farà da cicerone al nuovo arrivato e stringerà amicizia con Jamie, tentando di aiutarlo a non soccombere alla personalità di JJ.

Un Circo popolato da moltissimi bei personaggi, con una storia affascinante e un finale davvero ben fatto: delle anime dannate e forse immortali possono anelare la libertà, la loro condizione passata? E se possono, possono avere qualche speranza di sfuggire al Circo e ai suoi terribili padroni?
Un Circo comunque meno stronzo di come sembrasse dalla quarta di copertina, più vivibile.
Il che non è certo un male, sarebbe stato assurdo altrimenti, ma ripeto, la quarta di copertina trae in inganno.

Mi è piaciuto!

Voto: 7/10

L’autore

Will Elliott è nato nel ’79 in Australia e scrive libri horror.
Vive a Brisbane, stranamente -Brisbane è il luogo in cui vive il protagonista di questo libro- e ha abbandonato gli studi in legge quando gli hanno diagnosticato la schizofrenia.

Bibliografia

2006 – La città dei clown (ABC Fiction Award, Aurealis Award, Australian shadows award, Ditmar Award, Sidney Morning Herald’s “Best young novelist award” 2007.
2009 – Strange places

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12 maggio 2011 - Posted by | Elliott Will

3 commenti »

  1. Bene bene, mi ispira davvero molto 🙂 la recensione che hai fatto tu è decisamente più intrigante della quarta di copertina!

    Commento di Camilla P. | 12 maggio 2011

  2. La copertina è un po’ ingannevole, per quanto comunque mi fosse piaciuta anche quella 🙂

    Commento di tanabrus | 12 maggio 2011

  3. Bella recensione! Questo libro mi incuriosisce molto, credo proprio che lo metterò in wish list

    Commento di Daisy Dery | 12 maggio 2011


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