La torre di Tanabrus

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L’angolo del cacciatore di libri (19-2011)


Eccoci arrivati al consueto appuntamento domenicale con L’angolo del cacciatore di libri.
Ovvero, i libri di cui ho scoperto l’esistenza nell’ultima settimana e che mi hanno affascinato. Oppure libri di cui solo in questi giorni ho letto recensioni tali da farmeli giudicare interessanti, e meritevoli di finire nella neverending queue… chissà quali di questi titoli alla fine riuscirò a leggere!

Dula di Marte, di Joe Haldeman.
In uscita per Urania.

 Ricordate il classico Una famiglia marziana? Ebbene, Carmen Dula è l’eroina di Joe Haldeman che più da vicino richiama Podkayne, l’adolescente di Robert A. Heinlein. Arrivata su Marte insieme alla famiglia, Carmen fa prima una serie di scoperte di rito: il sesso e la repressione incarnata dalla durissima responsabile della colonia. Poi arrivano gli Altri. Nessuno sa chi siano, da quale stella vengano né che cosa vogliano nel sistema solare. Si sa soltanto che sono gli ambasciatori di una razza ancora più misteriosa, tanto da far temere che la scoperta di due forme di vita intelligente non sia affatto una liberazione. Al contrario.

Gli umanoidi, di Jack Williamson.
Altra uscita Urania, sembra richiamare Asimov.

“Gli umanoidi sono un nuovo tipo di robot inventati su un pianeta lontano, i quali, in un futuro in cui l’uomo ha colonizzato le stelle, hanno gradualmente eliminato la guerra dalla galassia. Seguendo la direttiva ‘servire, obbedire e proteggere l’uomo dal male’, una benevola invasione di queste macchine ha salvato dalla distruzione il mondo di Clay Forester, ha preso le consegne del pianeta e si è sostituita all’uomo in ogni lavoro manuale. Ma il primo contatto con il nuovo modo di vivere pare suggerire che, dietro la facciata benevola, si nasconda uno scopo allarmante: spegnere subdolamente ogni forma di iniziativa umana. Che cosa sono dunque gli umanoidi? Soltanto delle utili macchine, oppure – come ritengono Forester e i suoi compagni – il più subdolo nemico incontrato dall’umanità? 

Il passaggio, di Justin Cronin.
Ne avevo già sentito parlare in passato, ma non mi aveva convinto.
Dopo aver letto questa recensione di Moray Place 12, però, ho dovuto cambiare drasticamente la mia opinione.
Lo voglio leggere assolutamente!

Nel cuore della foresta boliviana il professor Jonas Lear fa una scoperta destinata a cambiare per sempre il destino dell’umanità: un virus, trasmesso dai pipistrelli che, modificato, è in grado di rendere più forti gli esseri umani, preservandoli da malattie e invecchiamento. In una remota base militare in Colorado, il governo degli Stati Uniti inizia quindi degli esperimenti genetici top secret per studiare i prodigiosi effetti di questa scoperta. È il Progetto Noah, che utilizza come cavie umane dodici condannati a morte e una bambina. L’esperimento però non procede secondo le previsioni e accade ciò che non era neanche lontanamente immaginabile: i detenuti sottoposti alla sperimentazione – i virali – trasformatisi in creature mostruose e assetate di sangue, fuggono dalla base, seminando morte e distruzione. Da quel momento gli eventi precipitano e nessuno è più in grado di controllarli, nessun luogo è più sicuro e tutto ciò che rimane agli increduli sopravvissuti è la prospettiva di una lotta interminabile e di un futuro governato dalla paura del contagio, della morte e di un destino ancora peggiore. L’unica speranza è rappresentata da Amy, piccola superstite dell’esperimento che ha scatenato l’apocalisse: su di lei il virus ha avuto effetti particolari, trasformandola in una pedina fondamentale nella lotta contro i virali. Sarà l’agente dell’FBI Brad Wolgast a salvarla da una fine terribile e a iniziare con lei un’incredibile odissea per liberare il mondo dall’incubo in cui è precipitato.

La mano sinistra di Dio, di Paul Hoffman.
Prima parte di  una trilogia, se non ricordo male, questo libro è uscito diverso tempo fa.
Lo segnalo ora, però, perché  grazie a The lunatic girl ho scoperto che verrà pubblicato in edizione economica TEA. A questo punto potrei provarlo…

Non lasciatevi ingannare. Si chiama Santuario dei Redentori, quello in cima a Shotover Scarp, ma è un luogo che non dà nessun rifugio e offre ben poca redenzione. Anzitutto è circondato, a perdita d’occhio, da un’arida boscaglia, è avvolto da una perenne coltre di fuliggine ed è così grande che è facilissimo perdersi, proprio come ci si perderebbe in una landa desolata. Poi ci vivono più di diecimila ragazzi, tormentati dalla fame e dal gelo, costretti a pregare e a fare penitenza, stremati da punizioni brutali e da un addestramento sfibrante. E tutto perché i Redentori hanno un disperato bisogno di soldati da mandare in guerra contro gli Antagonisti, contro coloro che non credono in nessun Dio. Una guerra che dura ormai da due secoli. Questa è stata la vita di Cale da quando, dieci anni prima, è stato strappato alla sua famiglia e condotto nel Santuario. Adesso Cale di anni ne ha quattordici: il suo passato è stato cancellato, il suo presente è un inferno e il suo futuro è la morte sul campo di battaglia. La stessa fine di tutti i suoi compagni. Però Cale non è come gli altri. Non si lamenta, non rimpiange, non protesta. Il suo sguardo è freddo e spietato, il suo cuore è calmo e risoluto, la sua mente è lucida e determinata. Perché Cale ha un piano. Deve fuggire. Ma non si può sfuggire al destino. Infatti, dopo aver abbandonato il Santuario, Cale si ritroverà in un mondo ancora più crudele e pericoloso. Un mondo in cui bisogna combattere con le armi e con l’astuzia.

Streghe all’estero, di Terry Pratchett.
Al momento i libri che mi sono piaciuti di più di Mondodisco sono stati quelli relativi a Morte e alle Streghe. Molto probabile quindi che questo libro -anche questo in economica TEA, e anche questo trovato grazie a The lunatic girl,  mi possa piacere.

C’era una volta una fata madrina di nome Desiderata che aveva un cuore d’oro, una mente saggia e una scarsissima capacità di fare piani a lungo termine. Così, quando Morte venne per lei, si trovò a dover lasciare la sua figlioccia nelle mani di un’altra – molto ma molto meno buona e saggia – fata madrina sostituta… Così adesso spetta alle tre streghe Magrat Garlick, Nonna Weatherwax e Tata Ogg il compito di saltare sulle loro scope (almeno quelle su cui non bisogna prendere la rincorsa per farle decollare) e dirigersi verso la lontana Genua, per fare in modo che una povera servetta strapazzata dalle sorellastre non sposi il principe dopo il gran ballo di corte. Il compito, pur sembrando abbastanza semplice (in fin dei conti milioni di ragazze non sposano principi) si rivelerà decisamente più complesso del dovuto. Già, perché viaggio, nani, vampiri e lupi mannan a parte, pare proprio che le servette debbano sposare i principi. Tutto ruota intorno a questo. E non si può combattere contro un lieto fine. Almeno fino ad oggi…

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8 maggio 2011 - Posted by | Cronin Justin, Haldeman Joe, Hoffman Paul, L'angolo del cacciatore di libri, Pratchett Terry, Williamson Jack

2 commenti »

  1. Ho visto Il passaggio in libreria diverse volte e non convinceva neppure me, ma poiché ne parlano tutti bene… CURIOSA IO!!! ^^

    Buona nuova settimana.

    Commento di Dilhani Heemba | 9 maggio 2011

  2. Buona settimana anche a te!
    Probabilmente Il passaggio sarà il prossimo libro che leggerò, tenendomi da parte per quando avrò un poco più di tempo l’ottavo volume della Ruota del tempo 😀

    Commento di tanabrus | 10 maggio 2011


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