La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The impossible astronaut


E’ arrivata la Pasqua, e con la Pasqua è cominciata ufficialmente la sesta stagione di Doctor Who.
Una stagione che parte col piede sull’acceleratore, l’undicesimo dottore Matt Smith non sembra intenzionato a lasciarci del tempo per respirare lentamente e goderci lo spettacolo di episodi calmi e tranquilli.

Se la sua prima stagione era stata vissuta interamente con la spada di Damocle della crepa sulla testa fin dal primo episodio, questa seconda stagione comincia con un episodio doppio. E con la morte del Dottore.
Roba che solitamente vediamo nei finali di stagione!

Strani inviti numerati, in delle belle buste color blu Tardis, fanno convogliare in Utah Amy Pond, Rory e River Song. A convocarli è stato il Dottore, che si presenta con tanto di limo e di cappello da cowboy.
Sembra ci sia qualcosa di grosso sotto, quando raduna gli amici le cose vanno sempre male. E il picnic che tiene acuisce questa impressione… e infatti di lì a poco dal lago emerge un astronauta. Il dottore va a parlarci da solo, intimando a tutti gli altri di stare indietro. I due si conoscono.
E il dottore viene ucciso. Definitivamente, visto che viene colpito anche durante la rigenerazione.

Sbuca un altro invitato, Canton Everett Delaware III, che saluta tutti consegnandogli una tanica di benzina, la richiesta che gli aveva fatto avere il Dottore. E li lascia dicendogli che lui non li rivedrà, ma loro lo rivedranno.
Cronoviaggiatore?

No, saranno tutti gli altri a viaggiare nel tempo.
Infatti, sconvolti e in lutto per la perdita, stanno ancora cercando di mettere insieme i pezzi del puzzle -cosa c’entra il 1969? Cosa c’entra lo spazio? E chi ha ricevuto il primo invito?- quando incappano nel Dottore.
Un Dottore più giovane di due secoli di quello morto davanti ai loro occhi. Un Dottore che dovranno convincere a viaggiare nel tempo alla cieca, senza potergli dare spiegazioni a meno di scatenare paradossi temporali letali per l’intero universo. Un Dottore che li porterà alla Casa Bianca nel 1969, quando il presidente Dixon sarà a colloquio con Canton Everett Delaware III per farlo indagare su una misteriosa chiamata che riceve tutte le sere sulla linea diretta. Una richiesta d’aiuto da parte di una misteriosa bambina.

Mentre il Dottore comincia a indagare con Canton, Amy si imbatte più volte in un misterioso alieno dal volto privo di bocca ma ugualmente capace di parlare, in grado di emettere potenti scariche elettriche. E che ha un grandissimo potere, quello di venire dimenticato all’istante quando non viene visto.

Amy riuscirà a  ricordare il messaggio dell’inquietante alieno per il Dottore? E avrà ferito il misterioso spaceman?
Chi sono gli alieni, e cosa vogliono dal Dottore?
E sopratutto… qualsiasi cosa facciano, riusciranno a salvare il Dottore? Penso di si, perché se così non fosse avremmo assistito alla morte futura del Doctor Who… ma ha l’aspetto dell’undicesimo. Quindi non ci sarebbe un dodicesimo dottore, e Matt sarebbe l’ultimo attore della serie.

Prende sempre più piede la relazione tra il Dottore e River Song, una relazione che le parole di lei contribuiscono a rendere sempre più simile alla relazione al centro del libro La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo.
Sarà interessente vedere a cosa porterà tutto questo.
Come sarà interessante capire come siamo arrivati a questo punto, e come il tutto si ricollega all’elemento rimasto insoluto nella stagione precedente: chi aveva fatto schiantare il Tardis, prendendone il controllo?

Un ottimo avvio di stagione!

26 aprile 2011 - Posted by | Doctor Who, Serie tv

1 commento »

  1. […] Secondo episodio della sesta stagione di Doctor Who. Seconda parte del doppio episodio di inizio stagione, cominciato a Pasqua con The impossible astronaut. […]

    Pingback di Day of the moon « La torre di Tanabrus | 1 maggio 2011


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