La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Perle dal web (2-2011)


Eccoci anche questa settimana alla rubrica del martedì, dove segnalerò articoli interessati scovati nell’ultima settimana in rete. Una mia personale rassegna di articoli presi da blog amici o nei quali sono comunque incappato casualmente in rete.

Perché certi post meritano di essere fatti circolare!

Nicola prosegue nella pubblicazione di un’interessantissima serie di post dedicati alla tragedia che si è svolta e che continua a svolgersi in Giappone. Una serie di post mirati a raccontarci cosa realmente succede, e come realmente vivono i giapponesi questa situazione. Il punto di vista di un appassionato del Giappone, che ci si è spesso recato e che è in contatto con persone che in Giappone ci sono nate e ci vivono.
Qui parla della crisi energetica, dei black out a Tokyo, del razionamento dell’energia. Mostrandoci come i Giapponesi vadano oltre al razionamento imposto, per amore della patria e per aiutare la nazione a risollevarsi, usando addirittura meno energia di quella che gli viene concessa. Paragoni con una situazione energetica simile capitata nell’anime Evangelion, subito notati e acuiti dai fan nipponici; manifesti per incentivare il risparmio energetico; come mai non può essere diretta a Tokyo l’energia di altre, lontane centrali.
Una serie di post interessantissimi, da una persona bene informata sulla situazione giapponese.

Il 5 aprile 2011 è morto, all’età di 54 anni, Scott Columbus, batterista americano.
Il terzo batterista dei Manowar, dopo l’iniziale Karl Kennedy che lasciò quasi subito per essere sostituito da Donnie Hamzik durato a sua volta solo per un cd, prima di cedere il posto a Scott.
Scott Columbus suonerà la batteria dei Manowar dal 1983 al 2008, con una pausa dal 1991 al 1995 (anni durante i quali abbandonerà per motivi di salute del figlio, e dietro al gruppo si siederà Rhino). Nel 2008 al suo posto arriverà il batterista cui aveva tolto il posto nell’83, Hamzik. Ulteriori notizie qui.

Scott è stato il membro più longevo della band dopo due dei membri originari del gruppo, Eric Adams e Joey DeMaio. Il batterista storico dei Manowar. Un altro pezzo di storia che se ne va.

Addio Scott.

Un paio di settimane fa, in America è cominciata questa nuova serie.
Mi sono guardato i primi episodi, e a parte il fatto che Arthur mi fa defecare e che invece Merlin mi intriga abbastanza, devo di concordare con il commento che ne ha fatto Rosey
Solo, aggiungerei che nella serie si assiste a un tripudio di capezzoli oltre ogni ragionevole motivazione. Capisco la società maschilista e le donne oggetto, ma quando si incontra una sconosciuta sulla spiaggia che senso ha che lei si metta a parlare proprio nella posizione adatta affinché la telecamera invada la tunica e mostri il seno nella sua maestosa fierezza? Non me ne lamento, ci mancherebbe altro, ma è tutto talmente gratuito da fare schifo.
Per ora gli concedo qualche beneficio del dubbio, non so se proseguirò a lungo la visione della serie…

Segnalo poi un’interessante intervista (in inglese) a Steven Erikson (The Malazan  book of the fallen) comparsa sul blog di Pat

Su fantasyplanet, Claudio Cordella ha scritto un interessante articolo sulla sci-fi militare, partendo dalle origini con Heinlein e la sua fanteria spaziale e arrivando al realismo di Gundam, analizzato per bene.
Un gran bell’articolo.

12 aprile 2011 - Posted by | Camelot, Erikson Steven, Gundam, Manowar, Perle dal web

3 commenti »

  1. Grazie! L’articolo su Gundam mi era proprio sfuggito…mentre mi lascerò sfuggire volentieri Camelot *_^

    Commento di Daisy Dery | 12 aprile 2011

  2. “Camelot”? La risposta americana alla serie britannica “Merlin”…?
    Come siamo messi quanto a fedeltà alla storia originale?

    Commento di Francesca | 12 aprile 2011

  3. Merlin l’ho seguito poco (lo scorso anno lo guardavo a pranzo ogni tanto), ma direi che Camelot è più realistico.

    Camelot è una rocca veramente medioevale invasa dalle erbacce, con un minimo di faccia tosta chiunque entra ovunque (controlli ferrei? Ma dove? E come farebbero mai?), eserciti molto piccoli, magia per niente appariscente. La stessa Morgana usa la magia e le persone, certo, ma in quanto donna è vista spesso come oggetto -il che visto il periodo è molto realistico- e pena non poco per portare avanti i propri piani, a causa di ciò.

    Commento di tanabrus | 12 aprile 2011


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