La torre di Tanabrus

Did you miss me?

1° aprile 2011


Inutile tentare di fare i simpaticoni, oggi.
Tutti saranno consapevoli dopo due minuti di internet della data odierna, e nessuno cadrà in scherzi grossolani e pesci assortiti. Non ci provo nemmeno a imbastire una bufala talmente grossa da essere credibile.

Ma non ho recensioni a portata di mano, non ho avuto il tempo di farne.
Non ho rubriche del venerdì.
Avrei giusto una nerdata da proporre, alla facciaccia di Nugent, ma perderebbe simpatia se venisse accostata alla burle del primo d’aprile.

Quindi mi limiterò a una serie di informazioni reperite nei giorni scorsi, e che reputo interessanti.

Il 26 marzo è morto Paul Baran.
In pochi lo conosceranno, e di sicuro i telegiornali non avranno dato risalto alla cosa, schiacciati dalla guerra in Libia, la rivoluzione di turno cui dare i cinque minuti di notorietà e il fango politichese nostrano.
Ma se siamo qui, ora, è merito di quest uomo.
E con qui intendo proprio qui, sul web.
Vi inviterei a visitare la sua pagina sulla wikipedia, ma devo mandarvi sulla pagina inglese dato che quella italiana è scandalosamente piatta.
Baran, ingegnere di origini polacche, è passato alla storia come il padre della commutazione di pacchetto. Ciò che sta alla base di internet anche oggi, la filosofia del frammentare i messaggi che dovranno circolare sulla rete in più pacchetti, e di far andare ogni pacchetto per conto suo assicurando così una grandissima probabilità di sopravvivenza a danni, crisi e quant altro.
Grazie Paul!

Dopo L’acchiapparatti (di Tilos) è in arrivo Il burattinaio, il nuovo libro di Barbi.
In uscita intorno ai prossimi Comics, più o meno.
Sul suo sito, Francesco ha pubblicato una sorta di “quarta di copertina” e un breve estratto del libro. Avendo a che fare con l’Acchiapparatti, pubblicare il tutto il primo d’aprile sembra in un qualche modo giusto…

Quarta di copertina

L’Oracolo, sopravvissuto sette volte al Tocco della Luce, ha predetto la caduta del regno di Olm. L’Arconte Ossor, uno dei pochi che ancora credono nel potere del chiaroveggente, torna a consultarlo e si convince che l’imminente catastrofe sia in qualche modo legata alla scomparsa del mostro di Giloc, precipitato cinque anni prima sul fondo di un crepaccio nelle lontane Terre di Confine.
Un manipolo di Guardiani dell’Equilibrio, inquisitori incaricati di condannare ogni forma di magia, parte da Olm per far luce sulla vicenda. È il loro capo, l’Indice, a sovrintendere alle operazioni per la riesumazione del mostro e a condurre le indagini circa la comparsa di un presunto stregone. Schiavo della spinavera e spietato, raccoglie voci e dicerie, interroga e tortura i paesani per scoprire l’identità e la dimora di colui che cerca. Fiuta e segue le tracce dell’acchiapparatti di nome Zaccaria fino a Ombroreggia, dove lo cattura e lo rinchiude in un gabbiotto di ferro per condurlo a Olm.
Ma Zaccaria ospita in sé un terribile segreto. Ci sono giorni in cui il gobbo parla attraverso di lui. Ci sono giorni in cui è un terzo ad abitarlo…
Molti altri saranno trascinati nel viaggio attraverso e oltre le Terre di Confine, verso Olm: Gamara, il cacciatore di taglie accecato dalla sete di vendetta; i due bambini Steben e Nodo, incatenati sul carro del raccogli-orfani; il colosso, in cammino dietro di loro; la strega strabica, la prostituta e la ragazza, unite nel disperato tentativo di salvarsi e di salvare Zaccaria.
Tutti protagonisti, tutti ignari di essere pedine nelle mani del burattinaio.
Non è un caso che il mostro in decomposizione, nascosto su una chiatta, venga condotto via fiume nella stessa direzione.
Il burattinaio aspetta da lungo tempo. Ha concepito un piano diabolico.

Breve estratto

«Proprio qui dovevo rifinire.» L’uomo si passò una mano sul volto, tirò su un bel catarro e sputò verso lo strapiombo. «Per Belzebù, di tutti i posti dove potevo capitare vado a ricapitare proprio dove sono crepato!» Si grattò la testa, cercò di trovare una posizione più comoda per gli arti inferiori. «Per giunta prigioniero! Prigioniero in una gabbia striminzita a venti piedi da terra… e prigioniero nel corpo tutto strano di quest’altro.» Infilò i piedi tra le sbarre, allungò le gambe e le lasciò penzolare nel vuoto.
«Be’, che ha di male il nostro corpo?»
La bocca che aveva appena parlato si spalancò in un’espressione di sorpresa.
«Per Belzebù, ci sei anche tu?»
«Noi? Sì, sì, noi ci siamo.»
«Ma… Ma quando ci sono io, non ci sei tu… Non era mai successo che…»
«Se qualcosa accade, c’è sempre una prima volta. Anche se è l’unica. In quel caso è la prima e unica. Sì, la prima e unica volta.»
«Lasciami parlare, accidenti a te!»
«Speriamo che non sia l’unica, stavolta… Ah, già, è bello poter parlare di nuovo con te.» L’uomo si abbracciò.
«Ma che accidenti fai! E io che credevo tu fossi meno rintronato.» La pelle della faccia si corrugò.
Poi si distese. «No, no, non siamo rintronati. Siamo in contatto con le nostre emozioni. Sì, in contatto.»
«Ma se sei tale e quale. Uno…» Il volto divenne paonazzo, poi si rilassò di nuovo.
«Non ti zittiremmo così, se fossimo tali e quali. No, no. Zaccaria è cambiato. Sì, ha fatto molta strada.»

 

Mi piace già, questo libro!

E’ uscito nei giorni scorsi il nuovo cd degli Amon Amarth, dal titolo Surtur Rising.
Per qualche giorno è stato anche disponibile in streaming, me lo sono ascoltato e devo dire che mi è piaciuto.

 

 

The world is yours, ultima fatica dei Motorhead, è uscito invece più di un mese fa.
Inizialmente volevo parlarne, poi però ho scoperto che non avrei avuto granché da dire al riguardo. E non perché sia brutto, no. Ma perché francamente non ha granché di nuovo.
Mi piace, come mi piacciono le sonorità dei Motorhead. Sia quelle degli inizi che quelle più recenti, con Lemmy diventato sempre più bluesman, non potendo più fare lo scatenato per ovvi motivi anagrafici.
Un disco abbastanza lento, introspettivo, sempre con la giusta dose di incazzatura, di desiderio di ribellarsi, di malinconia. Niente di nuovo, niente di innovativo, niente di sorprendente.
Solo della buona musica Motorhead, gentile concessione del grandissimo Lemmy.
A me basta.

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1 aprile 2011 - Posted by | Altro, Amon Amarth, Barbi Francesco, Motorhead

4 commenti »

  1. Occavolo…allora quando mi hanno detto che oggi si poteva scaricare l’ebook dell’ ultima fatica di Martin non era vero…ma come ho fatto a cascarci…. 😆

    Commento di Valberici | 1 aprile 2011

  2. Per consolarti della delusione, Val, ecco una bomba nerd.

    Apri il dos, e entra in telnet su towel.blinkenlights.nl

    E poi goditi la visione di Guerre Stellari in caratteri ASCII!!!! E’ stupendo!

    Commento di tanabrus | 1 aprile 2011

  3. Anche io aspetto il libro di Barbi (alla fine “L’acchiapparatti”, che inizialmente non mi convinceva, poi mi ha veramente colpita!).

    P.S. ciao Paul Baran, e grazie!

    Commento di Camilla P. | 1 aprile 2011

  4. Apro cosa? Che è ‘sto dos, se magna? 😆

    Comunque usando una “bourne again shell” ho visto…spettacolare! 🙂

    Commento di Valberici | 1 aprile 2011


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