La torre di Tanabrus

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Pretty Little Liars – 1° stagione


Finita la prima, lunga stagione di Pretty Little Liars (di cui avevo già parlato in parte qua), con già in vista la seconda stagione che sembra comincerà a giugno.
Tempo di bilanci, insomma.

La storia è lineare.
Quattro amiche che si ritrovano a distanza di  un anno da un tragico evento che aveva fatto separare questo gruppo affiatatissimo.
L’evento in questione era stato la scomparsa di Alison, il fulcro del gruppo, la ragazza che praticamente aveva creato e teneva in piedi quel gruppo di amiche.
Dopo un anno le quattro si ritrovano, e sembrano poter tornare a vivere tranquillamente. Ma dopo il ritrovamento del cadavere dell’amica, le quattro vengono bersagliate dagli sms minatori e denigratori di un\una misterioso\a A, che pare sapere tutto di loro. Cose che solo Alison poteva sapere, il che manda comprensibilmente in crisi le amiche.

Principalmente la trama consiste nei tentativi del gruppetto di scoprire chi sia A che, nel frattempo, passerà il tempo a ordire simpatiche trame per minacciare le amiche e smascherarne poco a poco alcuni segreti.

Perchè tutti, qui, hanno i loro segreti. Ovviamente.
E A li conosce tutti.

Proprio questo fa pensare per buona parte del tempo che A possa essere in realtà proprio Alison, dato che la ragazzina era una bastarda di prima categoria abituata alla diffamazione, ai ricatti e perfida quanto una dozzina di vipere.
Il classico tipetto che si metterebbe volentieri sotto con la macchina per sbaglio, passandoci sopra tre o quattro volte. Cosa che in effetti alla fine pare essere successa, dato che la morta dovrebbe (il condizionale è d’obbligo, qui le certezze sono pochissime) essere morta e rimanere morta.

Le quattro amiche si improvvisano detective della domenica, dato che dopo le prime volte che vengono ridicolizzate non imparano la lezione e continuano a ripetere i loro soliti errori.
E a vivere le loro vite con gli allegri segreti che le caratterizzano, dando altra materia ad A su cui lavorare.

Già, le quattro amiche… abbiamo Spencer, ricchissima e con il vizio di sedurre i ragazzi della sorella maggiore -seduzione inspiegabile, aggiungerei, viste le due sorelle- personalità forte  passata alla storia come l’unica creatura che la mai troppo morta Alison avesse percepito come una minaccia alla propria autorità indiscussa nella cittadina. Spencer che passerà il tempo tra campi da tennis, invidia verso la sorella, compiti e un paio di ragazzi… ma vive in funzione della sorella. Complessata è dire poco.

Hanna è il fiore all’occhiello di Alison, che aveva preso la ragazza abbondantemente sovrappeso, l’aveva costretta a una dieta ferrea e l’aveva trasformata in una delle ragazze in della scuola, mezza cleptomane e sempre a rischio ricaduta nel vortice del cibo. Ora sembra la classica cheerleader, con l’amica ultra ricca e ultra fashion… ci penserà la finanza creativa della madre a mettere del pepe nella sua vita, portandola a interrogarsi sulla sua relazione con il ragazzo atletico benvisto dalla madre e a conoscere un paio di individui ben lontani dagli standard che tutti si aspetterebbero da lei. A ovviamente sfrutterà queste cose per divertirsi alle sue spalle.
Alla fine direi che è il personaggio che mi sta più simpatico, tra le quattro bitches.

Aria di primo impulso mi era stata simpatica: mezza intellettualoide, abbigliamento quasi dark, una relazione clandestina col giovane insegnante di letteratura. Poi è diventata d’un monotono pesantissimo. Sempre intrappolata nella sua dimensione di studentessa che ha una storia col professore -e con la madre che insegna a scuola, tanto per aggiungere pepe-, praticamente non esce mai da questo sentiero. E non si capisce come tutta la scuola non sappia della loro storia, vista la sua imbranataggine.
La speranza è sempre che il prof la scarichi, o che qualcuno li fotografi e sparga le foto per tutta la scuola.

Emily è innocua. Non ha grossi segreti, a parte il suo essere lesbica che però viene a galla ben presto.
Un padre militare, origini indiane. Più che altro, diventa assurdo il fatto che ovunque vada finisca col trovare altre ragazze della sua età e lesbiche. Visto che non si tratta di una città enorme, e che sembra che non sia la patria dell’amore omosessuale, probabilmente la ragazza deve avere una capacità soprannaturale di attirare gente come lei. Mai un rifiuto, mai un abbaglio.
Tranne che con Alison, ovviamente, la sua prima cotta e la sua prima risata in faccia.
Però dai, è impossibile questa percentuale…

 

Poi, certo, abbiamo i personaggi di contorno.
Il professor Ezra, che non si capisce cosa lo tenga legato alla noiosa Aria visto che poi quando si sentono arditi arrivano a darsi qualche bacio; Toby, accusato dell’incidente che è costato la vista alla sorellastra e per il quale ha passato un anno in riformatorio… il classico bad guy, almeno a detta di tutti. Ovvio invece che sia un bonaccione vittima delle circostanze, circostanze bionde di nome Alison.
E poi Jenna, la sua sorella divenuta cieca in seguito all’incidente provocato da Alison e di cui si è preso la colpa Toby. Una presenza inquietante che gela sempre l’atmosfera quando si avvicina, col suo bastone e gli occhiale da sole e il rapporto strettissimo al fratellastro.
Mona, l’amica ricca e fashion di Hanna.
E i tanti ragazzi che vanno e vengono, lasciando tutti nell’aria il sospetto “e se fosse lui A?”, così come lo stesso sospetto rimane sopra le figure di Jenna, di Mona, di Melissa… tutti potrebbero essere A, volessimo puntare al complotto potremmo anche pensare a una molteplicità di A che mirano a distruggere mentalmente le amiche stronze di quella sadica di A.

 

Insomma, una cagata trash.
Però continua a procurare abbastanza assuefazione, continuo a guardarne tutte le puntate intrigato dagli abissi di bastardaggine di Alison, dalla creatività di A e dall’idiozia delle bitches. Che ancora non hanno imparato a usare i loro cellulari per fare foto o video, evidentemente.
Sarebbero ma da prendere a sberle…

Chi sarà A?
Ezra mollerà Aria, o almeno verrà sorpreso e cacciato con infamia?
Hanna riuscirà ad avere un ragazzo senza che avvengano casini? E come si sistemerà la situazione finanziaria della madre?
Dove andrà Emily? E quante altre lesbiche troverà?
Interneranno finalmente Spencer? Si capirà che cavolo è successo nel season finale?
Prezzemolo in divisa avrà un qualche senso o servirà solo a depistare? La macchina con i due spasimanti di Hanna che fine ha fatto? Chi ha causato l’incidente?

Guarderò anche la seconda stagione, anche se non so perché. Affascinante questa contraddizione.
Di sicuro non leggerò i libri, a quanto mi è stato riferito il primo libro copre giusto una manciata di episodi…

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28 marzo 2011 - Posted by | Pretty little liars, Serie tv

4 commenti »

  1. Magari i libri sono meglio della serie, chi lo sa.

    Comuque questa storia mi ricorda un film che ho visto, con queste 4 (mi pare) del liceo che a distanza di anni si ritrovano e organizzano uno scherzo ai danni della 5° amica, che è diventata poliziotta.
    Quando erano al liceo avevano fatto una recita dove ognuna di loro moriva in qualche modo (una avvelenata, l’altra a pezzi in un secchio, la protagonista morsa da una tarantola etc.), e loro pensano di inscenare un delitto inventando uno che le minaccia e riproducendo quegli omicidi.
    Senonché una delle donne muore per davvero.
    Ad una delle ragazze – ormai donne – prende la fifa e decide di dire la verità, ma finisce avvelenata dalle mandorle cui è allergica, non si sa se per sbaglio o se l’ha fatto apposta (però non muore).
    Alla fine la colpevole è una delle amiche in questione che aveva i complessi di inferiorità nei confronti della poliziotta e voleva inscenare un delitto a cui lei non avrebbe trovato soluzione, perché lei che era la colpevole si sarebbe uccisa fingendosi una delle vittime del killer.

    Commento di Francesca | 28 marzo 2011

  2. Anche io lo guardo e… anche io non so dirmi perchè. Non so, forse ho solo bisogno di qualcosa con cui rilassarmi, sta di fatto che PLL funziona e spesso mi fa ridacchiare, oltre a darmi un ottimo argomento di conversazione (con una mia cara amica, spettatrice anche lei) quando abbiamo bisogno di tirarci su il morale 🙂

    Commento di Camilla P. | 28 marzo 2011

  3. Oddio Francesca, la tipa del film era davvero un genio… uccidersi fingendo che l’avessero uccisa per mandare in crisi l’amica poliziotta! Awesome! 😀

    @ Camilla: per me c’è qualcosa che induce dipendenza, magari messaggi subliminali nella trasmissione 😛

    Commento di tanabrus | 28 marzo 2011

  4. Probabile, non mi meraviglierebbe più di tanto XD

    Commento di Camilla P. | 29 marzo 2011


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