La torre di Tanabrus

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La riconquista di Mompracem


Autore: Emilio Salgari
Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: € 19,90
Pagine: 2208
Pagine di questo libro: 181

Con questo libro inizia il secondo ciclo di Sandokan, preannunciato dai tanti sospiri dei libri precedenti ogni volta che veniva nominata l’antica roccia di Mompracem.
Ormai le due Tigri sono accasate, hanno un trono e una nazione da governare. Ma i loro cuori romantici anelano l’avventura e il rischio, l’azzardo. E sono irresistibilmente attratti dall’isolotto di Mompracem, simbolo di ciò che sono stati in passato e luogo dove hanno lasciato il cuore.

E così partono alla riconquista di Mompracem, nel frattempo ceduta da inglesi e olandesi al sultano del Varauni, terra confinante al lago di Kini Balù, patria di Sandokan.
Yanez arriva a dar manforte all’amico portandosi dietro qualche indiano, e partorisce un piano cervellotico e francamente assurdo.
Ottima cosa l’assoldare una trentina di prahos, una vera flotta al servizio delle antiche Tigri di Mompracem. Ottimo anche l’assaltare uno yacht inglese che sta portando a Varauni il nuovo ambasciatore, così da prendergli i documenti e far passare Yanez come ambasciatore.
Le idiozie cominciano con il lasciare liberi su alcune scialuppe i passeggeri e i marinai dello yacht: piuttosto mettili sotto custodia, ma non lasciarli liberi di arrivare a Varauni, spargere sospetti sulla tua reale identità e tentare continui attentati alla tua persona!
Le idiozie poi continuano con Yanez che, ormai conquistato il sultano, lo porta in giro sul suo yacht pieno zeppo di suoi pirati malesi e dayachi. E invece di rapirlo, lo riporta a Varauni.
Perché?
Boh, la cosa non si riesce a capire.
Vuole fare una complicata e fantasiosa manovra coordinata, facendo calare dai monti le truppe di Sandokan e attaccando al contempo dal mare con i suoi pirati, con Yanez pronto al fianco del Sultano a rapirlo.
Un dispendio di energie e di vite umane assurdo, quando nei primi giorni a Varauni avrebbe potuto tranquillamente rapirlo in più di un’occasione.

E quando, dopo infiniti tranelli, riescono a mettere a ferro e a fuoco il Varauni, a sconfiggere le flotte inglesi e olandesi e a portare a Mompracem il sultano e il vero ambasciatore, ormai prigionieri, il tutto sarà servito solo a convincere il sultano e l’ambasciatore a firmare il documento che sancisce il passaggio di Mompracem a Sandokan.

Ridicolo piano, buono solo a mettere in mostra la faccia tosta e l’amore per il rischio inutile di Yanez.
Francamente un brutto libro, proprio per l’assenza più totale di senso logico.

Voto: 4/10

L’autore

Nato a Salzano nel 1862, il suo sogno era di diventare Capitano di Marina e navigare in località esotiche e lontane.
Invece non sfondò mai in ambito marinaresco, e la sua esperienza nautica si limitò a tre mesi di servizio a bordo della nave Italia Una, nell’Adriatico.
Ugualmente, si fregiò del titolo di Capitano e si spacciò per un provetto navigante quando cominciò a scrivere i suoi libri, le informazioni per i quali reperì invece esclusivamente in biblioteca.

A vent’anni scrisse il primo racconto, pubblicato su un settimanale milanese in quattro puntate, I selvaggi della Paupasia.
L’anno dopo cominciò a pubblicare a puntate sul giornale veronese La nuova Arena il suo primo romanzo, La tigre della Malesia.
Venne addirittura insignito da Umberto I del titolo di Cavaliere della Corona d’Italia, nel 1897, con più di trenta opere all’attivo.

Nel 1911 la moglie Ida Peruzzi, attrice di teatro sposata 19 anni prima, viene rinchiusa in manicomio dopo otto anni di costose cure mediche. Nello stesso anno, lo scrittore si suicida, lasciando una lettera di accuse contro gli editori colpevoli di essersi arricchiti a sue spese tenendolo in condizioni di miseria.

A tutt’oggi non si sa di preciso quante opere abbia firmato l’autore veronese, tra opere scritte sotto pseudonimi fantasiosi per aggirare i contratti di esclusiva e opere postume pubblicate a suo nome per sfruttarne la popolarità, dovremmo comunque essere sopra le cento, intorno alle duecento contando anche i racconti.

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25 marzo 2011 - Posted by | Salgari Emilio

3 commenti »

  1. Si lo so che col libro non c’entra nulla però… dai un occhiata qui:

    http://www.georgerrmartin.com/if-update.html

    12 luglio.

    Commento di Munky | 25 marzo 2011

  2. Ormai finché non vedo, non credo.
    Anche perché Martin ancora il libro non lo ha consegnato… non dubito che pur di darlo via gli editori si fideranno di quello che ha scritto mandandolo pari pari in stampa, bisogna vedere se in nemmeno due mesi l’autore riuscirà a separarsi dal tomo. O se continuerà con il modus operandi solito, quello del “scrivo un capitolo, e ne cancello un altro”.

    Ci spero, ma non ho più la forza di crederci 😀

    Commento di tanabrus | 25 marzo 2011

  3. Esasperazione si, manco io ci credo finchè non lo vedo. In italiano poi…
    Certo però se è vero, io temo cosa sarà The Winds of Winter…

    Commento di Munky | 26 marzo 2011


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