La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Incipit – Sanctuary: Le colpe dei padri



La storia di Cassini non mi ha preso. Certo, finalmente capiamo qualcosa di questa benedetta Sanctuary, ma l’ho trovata… vuota.
Una fabbrica dove lavorano creature magiche tenute in semischiavitù? Spiacente, provengo dalla lettura di La figlia del drago d’acciaio, dove questa condizione viene mostrata in maniera eccellente. Qui si intravede qualche nome, un nano da compagnia e giusto le streghe che tengono a bada i draghi per la fornace. Non coinvolge.
E a livello di trama, appena la storia narrata arriva al clou si capisce il finale.
Ora tocca a Franco Clun con il suo Le colpe dei padri

Pare interessante. Un condannato, probabilmente assieme a tanti altri. Un condananto che per la capacità di raccontare storie ottiene una sorta di status privilegiato, come se fosse l’unico a poter liberare dalle miserie gli altri condannati, grazie ai suoi racconti, e uesti appositamente lo aiutano, lo agevolano. Tentano di farlo sopravvivere più a lungo, dato che senza di lui vivrebbero peggio.
Ma è realmente così? Il fatto che fosse restio a comportarsi così, inizialmente, fa quasi pensare a un altro significato di questo “raccontare le storie”, più magico e più pericoloso… vedremo!

12 Ottobre

“Scrittore, cosa ci stampi questa sera?”
E’ quello che faccio per sopravvivere: raccontare storie, stampare romanzi, come dicono qui. In cambio mi danno da mangiare, mi vestono e lavoro meno. I romanzieri di solito riescono a sopravvivere più a lungo. Quando mi hanno rinchiuso a Borgobasso pensavo che non avrei mai raccontato romanzi per un po’ di zuppa, ma a un uomo affamato si possono perdonare molte, moltissime cose. Mi ripeto che è l’unico modo per chi è destinato a morire di essere trasportato in modi perduti da tempo, in abitudini altrui, dimenticate, preziose e inutili.
In realtà lo faccio perché costretto, e per sopravvivere.

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9 marzo 2011 - Posted by | Clun Franco, Incipit

1 commento »

  1. Io ho letto questa antologia un po’ di tempo fa: diciamo che sono pochi i racconti che mi hanno davvero colpito, gli altri non mi hanno detto molto. Non vedo l’ora di leggere il tuo giudizio!

    Commento di Marika/Yuko86 | 9 marzo 2011


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