La torre di Tanabrus

Did you miss me?

I draghi di Babele


Autore: Michael Swanwick
Editore: Mondadori
Prezzo: € 7,50
Pagine: 638
Pagine di questo libro: 352

 

La trama

All’alba, il cielo è solcato da draghi biomeccanici, che si stanno dirigendo verso le artiglierie di Avalon per bombardarle. Will, invece di nascondersi come gli altri abitanti del suo villaggio, decide di assistere allo spettacolo. All’improvviso, un basilisco attacca l’ultimo drago della formazione. Dopo qualche giorno quel drago, uscito dal bosco, riesce a recarsi sino al villaggio. É stato quasi distrutto e ora è ridotto a una carcassa gravemente danneggiata. Nonostante ciò, potendo ancora distruggere il villaggio, si autoproclama re. Il drago necessita poi di un assistente e Will viene scelto per questo ruolo.

 

Recensione

Rispetto al primo libro, La figlia del drago di fuoco, l’apertura di questo volume è molto meno travolgente.
Niente fabbriche piene di fatati e di bambini in schiavitù, niente soprusi, niente violenza e disperazione, niente magia che sgorga poco a poco, sublimandosi nelle letture notturne della protagonista al chiaro di luna.
No, questo libro è più prettamente fantasy rispetto al precedente.
Abbiamo un piccolo villaggio, sempre nel mondo fatato, nel Faerie. Un villaggio quindi abitato da creature fatate, protetto da incantesimi, dotato di una sua veridica e di una Baba Yaga. Un villaggio protetto da una vecchia strega trasormatasi in pietra per poter vegliare sulla sua gente. Il villaggio dovev vive Will, il protagonista. Un mezzo mortale, un sangue misto, così come Jane.
La sua vita però è sconvolta dalla guerra: la guerra che anni prima gli aveva ucciso i genitori, e che adesso si ripresenta sotto forma di un plotone di draghi che passano sul villaggio, diretti verso la frontiera. Uno di loro, attaccato da un basilisco, precipita nei boschi… e giorni dopo si presenta al villaggio. E’ ferito e debole, ma abbastanza forte da distruggere tutti i suoi abitanti. E quindi ne diviene il padrone, il tiranno.
Will viene scelto dal drago come suo portavoce, vivendo dentro di lui e poco a poco ritrovandosi con il drago dentro di sé.

E qui comincia la storia vera e propria.

Il lento cambiamento che il drago opera in Will, visto da tutti ormai come il collaborazionista, il galoppino del drago, il nemico.  Il rapporto con l’amico, la sua maturazione, la sua liberazione, il suo esilio.
E l’arrivo della guerra: la fuga, l’incontro con la piccola Esme eternamente bambina e incapace di ricordare le persone quando non le vedeva più per qualche tempo, l’arrivo nel campo profughi e la scoperta di altre verità su Esme e su se stesso, grazie alla profezia di un nano suicida e collaborazionista.
E quando i burocrati dell’esercito cercano di distruggerlo, quando sgomberano il campo mandando tutti a Babele, matura la sua decisione: distruggerà Babele, la fonte di ogni suo male.

Ma Babele è più di quanto si aspettasse.
E’ la città moderna nella quale si muove anche Jane -e che un paio di volte incrociamo-, è la città dove Will viene arruolato in un esercito sotterraneo e misterioso, e dove Will impara a conoscere il potere degli elfi.
La città dove Will si innamora di una sfrontata amazzone, e dove Nat lo plasma per renderlo un truffatore e per renderlo in grado di sopravvivere.

Una città dove niente è ciò che sembra, tra Poteri elfici che tramano per prendere il potere, quartieri di fantasmi governati da fantasmi, polizie politiche in grado di viaggiare nel tempo, titani incatenati in grado di sfornare profezie, palazzi senza fine e senza senso, creature immortali e onnipotenti che lavorano come guardiani della biblioteca… una città dove anche Nat, Esme e Will si scopriranno legati in più modi di quanti Will non pensasse possibile.

Un bel libro, a differenza del precedente qui la trama è più delineata, in ogni momento si sa come mai il protagonista si trova in un certo punto e cosa vuole ottenere (anche se in alcuni momenti si rischia di perdere di vista lo scopo, va detto). E l’ambientazione la fa meno da padrona, qui è solo -per l’appunto- un’ambientazione invece di essere il fulcro del libro. Cosa che di per sé è un bene, ma come effetto secondario ha che l’ambientazione risulta quasi sbiadita. E’ la stessa ambientazione, la stessa città, lo stesso tempo dell’altro libro… però qui vediamo tutto da una facciata diversa. Dalla facciata delle periferie, dai sobborghi, e poi dal centro stesso del potere.

Il problema di questo libro però, oltre al fatto che la trama risulta forse meno attraente della semplice ambientazione mostrata nel primo libro, è per quanto mi riguarda che le profezie (fatte prima dal nano e poi dalla titana) non servono a niente.
A che serve profetizzare apocalissi, morti e distruzioni se poi non succede niente? Se tutto quello che succede accade in una visione di ciò che potrebbe essere?
Ho capito cosa voleva essere il tutto, ma l’intervento finale di Esme non sembra così risolutore come magari era nelle intenzioni dell’autore. La scena non ha la carica epifanica che avrebbe dovuto avere.

Dopo aver letto due libri, posso dire che Swanwick crea splendide ambientazioni, ha una fantasia enorme e scrive bene.
Le trame però spesso risultano quasi oppresse dal peso delle ambientazioni, almeno per quanto ho potuto vedere in queste due storie… e sopratutto, non sa scrivere i finali.

 

Voto: 6/10

L’autore


Michael Swanwick è nato nel 1950, e dagli anni ’80 scrive fantascienza.
I suoi libri includono la fantascienza pura e la fantascienza assurda, come i due romanzi raccolti in questo volume, o come nel caso di viaggi nel tempo che involvono dinosauri, o la ricerca di un burocrate in un mondo magico sull’orla del cambiamento globale dovuto alla marea che arriva ogni cinquanta anni.

Bibliografia

Il tempo dei mutanti (1984)
L’intrigo Wetware (1987)
Domani il mondo cambierà (1991, Premio Nebula)
La figlia del drago di ferro (1993)
Jack Faust (1997)
Ossa della Terra  (2002)
I draghi di Babele (2008, Premio Alex)

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1 marzo 2011 - Posted by | Swanwick Michael

2 commenti »

  1. Ossa della Terra era un buon romanzo, l’unico di lui che lessi.
    Confermi che come scrittore ha fatto altro di buono, dunque?

    Commento di devero | 4 marzo 2011

  2. Si, diciamo che per il prezzo questo libro per me merita. Ottima ambientazione, anche se la trama non è molto solida.

    Commento di tanabrus | 5 marzo 2011


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