La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Avelion – Il sigillo dell’equilibrio


Autore: Alessia Mainardi
Editore: autoprodotto
Prezzo: € 12,00
Pagine: 289

Questo volume finale della trilogia di Avelion si mantiene sui livelli del secondo volume, concludendo bene una buona storia. Dopo l’inizio stentato del primo libro le cose sono migliorate parecchio, gli altri libri erano su un buon livello.

La storia, così come in Il figlio del fuoco, ha un buon ritmo e cattura pienamente l’attenzione. Riel è sempre il personaggio meglio caratterizzato, e anche Kalad gode di un buon trattamento.
Sarebbe buono anche il trattamento riservato al principe elfo Halmar, non fosse che è stato gestito male il passaggio da un carattere all’altro… va bene il desiderio di cambiare e lo shock subito, ma è innaturale un mutamento così repentino.

Fermo restando che complessivamente la storia mi ha preso, tanto da farmi leggere quasi tutto il libro tra il venerdì sera e il sabato mattina, saltano agli occhi alcune pecche, relative sia al libro che alla trilogia nel complesso. Ulteriori punti sui quali dovrà maturare lo stile dell’autrice, comunque già enormemente migliorata a mio avviso rispetto al primo libro della saga.

L’evoluzione psicologica dei personaggi.
A parte Riel, che è la protagonista, gli altri personaggi ricevono alcuni sprazzi di gloria finendo brevemente sotto i riflettori prima di tornare in secondo piano. E sopratutto, eventuali traumi e mutazioni del loro carattere vengono trattati molto di sfuggita, viene accennato un momento di turbamento mentale e poi si arriva a vedere il prodotto finito, la persona ormai mutata e con un carattere nuovo di zecca, o comunque con nuovi elementi.
Riconosco che sia difficile farlo avendo così tanti personaggi, ma il fatto che abbia avvertito una certa superficialità nell’introspezione dei personaggi rimane.

I maghi.
Tralasciamo che praticamente tutti i maghi tranne uno cadono sotto il dominio mentale dell’Arcimago, per quanto sia elfo del crepuscolo mi pare assurdo che solo Dolek se ne sia accorto.
Ma c’è la particolarità di Merk, apprendista dodicenne, che riesce a liberare il Priore e a beffare a lungo l’Arcimago; c’è l’Arcimago che non fa controllare l’unico prigioniero della torre; c’è il Fosso che a quanto pare nessuno sapeva neanche esistesse, sotto la Torre; c’è il modo in cui è stato sconfitto l’Arcimago, che doveva essere ben più potente del Signore della Natura ed è invece stato sconfitto in maniera ridicola.
Doveva essere un grande nemico, invece si è rivelato una macchietta capace giusto di massacrare qualche bambino.
E racchiudeva in sé i difetti tipici dell’Oscuro Signore che vuole Dominare il Mondo: eccesso di sicurezza, racconto della propria storia e dei propri piani ai prigionieri…

I Norreni.
Diciamocela tutta: apprezzo l’introduzione di barbari nordici e di pirati pressoché in ogni storia.
Ma qui francamente non ho visto alcuna utilità nel loro inserimento.
Il viaggio fino a Venia poteva essere fatto comunque grazie a Freriel o al drago, e nella battaglia finale sono arrivati tardi. E sono pochi.
L’unica possibile loro utilità sarebbe stata la difesa di Venia, ma qui mi travolge il dubbio su quanto abbia potuto fare la differenza un gruppo di pirati contro una massa di nani e di umani magicamente modificati… una forza di resistenza composta da poche decine di pirati? Non scherziamo, se fossero riusciti a tenere la zona portuale sarebbe stato già molto. Quindi non ne vedo l’utilità, a meno che non abbiano senso per qualche storia futura.

Il finale.
Lascia tante, troppe domande in sospeso.
Va bene il voler lasciare il finale aperto, spiegando che questo è solo l’inizio e che per riportare l’Equilibrio occorrerà fare molto di più, tra la gente. Giustissimo.
Ma viene lasciata a metà l’evoluzione di Anlia, che sta ancora cercando di comprendere le emozioni verso il principe, verso le amiche e verso se stessa; la storia tra Kalad e Freriel; il principe elfo divenuto così amico dei pirati norreni e corso al salvataggio delle amiche senza nemmeno mai venir mostrato alla fine; il fato della fiamma generata da Drevanna; il futuro di Selema, che era così certa di avere un ruolo nella battaglia finale; l’incontro tra le Felines, promesso per molte pagine e mai avvenuto.
No, troppe cose promesse e poi disattese, come se ci fosse nell’aria un nuovo libro. Ma la trilogia è finita, e con questa almeno dovevano trovare un accenno di conclusione anche le sottotrame aperte durante questo viaggio.
Magari finire con un epilogo avanti nel tempo, quando la fiamma di Dravenna viene messa dentro un corpo…

Poi, vabbè, il fatto che non ci sia un lieto fine come lo intendo io mi è un po’ dispiaciuto, certo, ma quello è gusto personale.

Ci tengo a precisare che comunque il libro mi è piaciuto, così come la trilogia. Ma mi pare giusto sottolineare i punti a mio avviso deboli della storia (anzi, del libro finale) per dare i miei due cents per l’eventuale maturazione professionale dell’autrice, nel caso leggesse questa recensione.

Voto: 6/10

25 novembre 2010 - Posted by | Mainardi Alessia

1 commento »

  1. Mmm…io ancora non l’ho letto, attendo fiduciosa questo e altri futuri lavori. se è cresciuta tanto nel corso di questa trilogia potrebbe fare altri salti di qualità in lavori estranei ad Avelion. Vedremo!

    Commento di giulia | 26 novembre 2010


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: