La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Bokurano 1


Di Bokurano avevo già parlato più di un anno fa, quando lo avevo letto sull’ormai defunto OneManga.
Torno a parlarne ora che è stata ripresa la pubblicazione in Italia, e ho tra le mani 6 volumi su 11 complessivi (i cinque restanti devono ancora uscire), approfittandone per rileggere la storia.

In questo primo volume abbiamo due archi narrativi completi, e l’inizio del terzo.
Gli archi narrativi sono uno per ogni personaggio, in linea di massima. Uno per ogni pilota.

Kokopelli

Il primo arco ci presenta i personaggi e la situazione.
Abbiamo quindici ragazzi e ragazze di prima media (più la sorellina di uno di loro, che è in quarta elementare) a un campo scuola estivo di biologia marina. Il narratore sembra essere uno del gruppo, il punto di vista è il loro in prima persona.
Esplorando una grotta, si ritrovano in una misteriosa stanza piena di computer e incontratno Kokopelli, un altrettanto misterioso uomo che gli chiede se vogliono partecipare a un grande gioco: difendere la Terra dall’attacco di quindici diversi robot alieni, guidando a loro volta un potentissimo robot.
E’ estate, sono a una scuola estiva, si annoiano… perché no?
Accettano tutti, ponendo la mano su una sorta di foglio bianco. Tutti tranne la piccola Kana, cui il fratello proibisce di giocare.
Poi si ritrovano di nuovo sulla spiaggia, come avessero semplicemente sognato.
Ma quando in acqua spunta un robot, sanno di essere nel gioco. E tra loro compare Koemushi, un inquietante pupazzetto volante e parlante, che dice di essere lì per dargli informazioni e guidarli… ma non risponde ad alcuna domanda, si limita a teletrasportarli nella cabina di comando.
Dove Kokopelli mostrerà loro la potenza del robot distruggendo il primo robot avversario.
Poi si ritrovano tutti nuovamente a terra, sconvolti ed emozionati.
Con le ultime parole di Kokopelli ancora nelle orecchie: Ragazzi… mi…
Mi
cosa? Mi dispiace? Cosa c’è dietro Koemushi e il robot?

Takashi Waku

Waku è uno dei ragazzi più esuberanti del gruppo. Una sorta di leader, quello divertente e spiritoso.
Giocava a calcio, un tempo, e a buoni livelli. Poi aveva smesso, ancora non capiva perché avesse cominciato a giocare e perché avesse poi smesso, cosa ne pensasse in realtà.
Questo arco è narrato dal punto di vista di Waku, ci mostra i suoi pensieri, la sua storia. I suoi sogni e le sue paure.
Tutto molto brevemente, è di soli due episodi… in futuro gli archi si faranno invece sempre più lunghi.
Comunque, è Waku che viene scelto da Koemushi per pilotare il robot, cui i ragazzi danno il nome di Zearth.
Dopo le iniziali difficoltà, sconfigge il robot avversario.
E poi, per una pacca amichevole sulla spalla datagli dall’amico Ushiro, cade da Zearth in acqua. Da un robot altissimo.
Verrà ritrovato morto dopo tre giorni, ormai irriconiscibile.
Un lutto che segna profondamente tutti i ragazzini -ovvio, sono solo ragazzetti di prima media!- e sopratutto Ushiro, che diventa violento e irascibile specialmente con la sorellina.
La vacanza finisce, tutti rientrano a casa.
Ma Waku è ancora nei loro pensieri, così come il robot. Mancano ancora altri 13 avversari.

Masaru Kodada

Kodama è il secondo ragazzo a essere scelto come pilota.
Anche questa volta, viviamo la cosa dal suo punto di vista.
Scopriamo la sua vita, conosciamo il padre ricco e arrogante, che si finge stupido e maleducato per poter meglio maltrattare chi gli è inferiore. Un padre che i suoi fratelli odiano ma che lui adora, lui che vorrebbe diventare come il padre. Uno degli eletti, una persona superiore.
E ora si ritrova a guidare Zearth, in piena città. Non si cura dei danni che il suo semplice esistere, il suo muoversi procura a case e persone.
Poche centinaia di vittime, per salvarne milioni.
Parole assurde e spaventose, in bocca a un undicenne.
Certo che penso agli altri, ma vengono comunque dopo di me.
E poi succede. La sua sconsideratezza, il suo essere pronto a combattere in pieno centro. Il nemico lo fa cadere.
E Zearth cade a terra, schiacciando proprio la macchina sulla quale viaggiava suo padre. L’invincibile, l’elite, la persona superiore.
Un mondo di certezze che si sgretola, all’interno di Kodama.

Il primo volume non dice un granché, non sembra niente di eccezionale o di innovativo.
Ma già dal prossimo, se non ricordo male, tutto cambierà. La posta in gioco diventerà veramente alta, e l’atmosfera diventerà pesante, dolorosa, commovente.
Ogni arco di storie diventerà una mattonata scagliata nello stomaco.
Adoro questa serie di Mohiro Kitoh, autore anche di Narutaru, e dimostrerò quando arriverò a parlare degli ultimi volumi della storia che rispetto a Narutaru questa serie durissima e sconvolgente è pervasa di speranza.
(Certo, il fatto che sia precedente a Narutaru dove invece la speranza esiste all’inizio e diventa qualcosa di inesistente nel finale, fa riflettere su come sia evoluto il pensiero dell’autore…)

31 ottobre 2010 - Posted by | Bokurano, Manga

5 commenti »

  1. …no, dai, del tuo delirio sulla speranza in Bokurano (s)parlavamo con Nanako tre sere fa! StraLOL!

    Commento di Azusa | 31 ottobre 2010

  2. Le coincidenze! 😀
    Se vuoi vedo di procurarti Bokurano ai Comics, ne ho viste diverse copie dall’editore 😉

    (Comunque non è un delirio, è realmente pieno zeppo di speranza, devi ammetterlo! Altrimenti tutti si sarebbero comportati un certo ragazzo, invece di fare ciò che fanno… Narutaru è totalmente diverso, comincia con la protagonista radiosa, energica, solare, piena di amore, ottimismo e speranza. E poco a poco tutto questo viene lavato via, finché non resta che il vuoto. E a quel punto finisca pure il mondo, non c’è nulla ormai degno di essere salvato.
    Sono agli antipodi le due opere…)

    Commento di tanabrus | 31 ottobre 2010

  3. Per citare Nanako, il filo di speranza di Bokurano è giusto quello che serve a fare un cappio per impiccartici.
    Vedi tu se posso avere il fegato di leggere Narutaru: voglio dire, mi taglio le vene, ottengo lo stesso effetto e soffro meno.
    (Grazie dell’offerta, ma nel caso volessi farmi del male lo recupererò a serie conclusa: chissà perchè non mi fido degli editori italiani…)

    Commento di Azusa | 1 novembre 2010

  4. Sei prevenuta, ecco. E ti ostini nel non voler ammettere quanto sia enorme la speranza che trasuda dalle pagine di questo manga… cioè, più fiducia nel bene che c’è nel mondo che arrivare a morire tranquillamente per esso, cosa si può volere?

    Commento di tanabrus | 1 novembre 2010

  5. Dici la speranza che qualcuno sia così fesso da arrivare a morire per il mondo, dici? Che poi, scusa, altro che tranquillamente!
    Sono stati INCASTRATI!

    Commento di Azusa | 2 novembre 2010


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