La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Inception


Non vado spesso al cinema, solitamente giusto per film imperdibili come 300, Watchmen, V per vendetta, la saga in calando degli X-Men, i Batman… si, sono un appassionato del cinema d’autore. Autore fumettistico, ma sempre autore è.
Questa volta invece sono andato a vedere un film abbastanza diverso dal solito, la presenza come regista di  Nolan ha avuto la meglio sulla presenza come attore del bolso Di Caprio (del quale ho scoperto l’altra sera inquietanti simmetrie con il commesso della mia fumetteria).

Sono uscito contento. Molto contento.

Più o meno, uscendo dal cinema, mi sembra di aver pensato al film appena visto come un qualcosa di simile a un miscuglio di Matrix, Donnie Darko, Memento. E mi ha fatto pensare anche al libro Black, letto qualche tempo fa.

Ciò che vediamo intorno a noi, è reale? O è un sogno?
Come distinguere la realtà dal sogno, quando si è in grado di entrare coscientemente nel mondo dei sogni?
Se sappiamo che da un sogno si può sfuggire solo con la propria morte onirica, si troverà il coraggio di fuggire dal sogno, senza avere la certezza che sia realmente un sogno e non la realtà?

Un tema affascinante, che ricorda molto i succitati Black e Matrix.
Un tema sul quale mi ero trovato a riflettere parecchio, negli scorsi mesi… come si può avere la certezza che ciò che ci circonda è reale? Come si può sapere con assoluta sicurezza che tutto questo non è un sogno, il mio sogno? Un sogno che è nato quando mi sono addormentato, e in cui sto vivendo una vita intera fino a quando morendo non mi sveglierò? E che succederebbe in questo al sogno, alla mia morte? L’Apocalisse, l’armageddon…
O ancora peggio, se tutto ciò che mi circonda fosse il sogno di un’altra persona? E io fossi una coscienza autoformatasi all’interno del sogno, o addirittura un semplice costrutto creato da questa psiche divina… un bel loop nel quale perdersi, che purtroppo non porta a nulla.
E che ha anche poco a che fare con il film, ma sono i pensieri che mi sono tornati in mente guardandolo.

Perché in Inception abbiamo un mondo in cui è stata trovata la tecnologia necessaria a far entrare delle persone nei sogni altrui. Persone addestrate al mondo del sogno, persone in grado di modificare i sogni per estirpare informazioni (illegalmente) ai dormienti.
Il protagonista è uno di questi. Uno dei migliori, almeno fino a quando qualcosa è cambiato nella sua vita e l’ha segnato profondamente, tanto profondamente da farlo diventare una minaccia per i suoi compagni.

E ciò nonostante quando intravede la possibilità di essere salvato, di poter tornare a casa, raduna un gruppo di sognatori per una missione quasi impossibile: instillare un’idea nella mente di un ragazzo.
Per fare questo, dopo attenti studi ed elaborati piani, il gruppo dovrà entrare nei sogni del ragazzo, e farlo precipitare in una matrioska di sogni fino a fargli perdere completamente il contatto con la realtà (a lui, a noi spettatori, a un certo punto anche al protagonista). Sogni dentro sogni dentro sogni dentro sogni. Livelli di profondità, sogni leggeri e sogni talmente pesanti da divorare anni di vita sognata in pochi minuti.
Sogni dove si sogna di sognare.

C’è il messaggio della potenza delle idee, certo.
C’è il messaggio di cosa può fare il senso di colpa, c’è addirittura la sua personificazione.

Ci sono personaggi pressoché inutili da tanto che sono stereotipati, ma non importa. Anche se abbiamo lo straniero autista, il furbo briccone coi baffetti alla Yanez e lo pseudo-inglese con manico di scopa su per il deretano (tipo Osservatore di Buffy), non importa. Perché queste cose passano in secondo piano rispetto all’atmosfera che si respira.

Onirica, anche senza bisogno di clamorosi effetti speciali. Giusto un paio, in scene che ricordano tantissimo Matrix.
Ma l’atmosfera sconfigge anche queste sensazioni.

L’atmosfera del sogno, del sognare il sogno, del sognare di sognare il sogno.
Il pensiero, come un tarlo fisso, per buona parte del film: cosa è reale? cosa è sogno?
Il dubbio su cosa sia successo a Mal, se sia viva o morta, se la Mal nel mondo onirico sia vera.
Se Mal aveva ragione o torto.

E giustamente Nolan non ci dà alcuna risposta, alla fine.
Realtà o sogno? Vita o morte? Ragione o torto?
Può essere tutto, arrivati alla battuta finale. A noi il compito di scervellarci, di ripensare a trottole, totem e realisticità di certe situazioni, per tentare di capire cosa sia successo a Cobb.

Un film che fa pensare, che rischia di estraniare dalla realtà, che a seguirne il filo logico rischia di farti perderte in qualche loop.
Un tipo di film che mi piace, se non si fosse capito.

Consigliato!

8 ottobre 2010 - Posted by | Film, Inception

7 commenti »

  1. Bella recensione, lo vedrò appena possibile!

    Commento di Aislinn | 8 ottobre 2010

  2. A parte che mi sento in dovere di difendere Di Caprio come capacità di recitazione anche se mi è antipatico, complimenti per la recensione.

    Commento di bruno | 8 ottobre 2010

  3. Vadoa vederlo in settimana…dopo STEP UP 3 😛

    Commento di giulia | 9 ottobre 2010

  4. ma il libro “Black” sapresti dirmi di chi è?

    Commento di Anonimo | 12 ottobre 2010

  5. Di Ted Dekker
    https://torreditanabrus.wordpress.com/category/dekker-ted/

    Commento di tanabrus | 12 ottobre 2010

  6. grazie!

    Commento di Anonimo | 12 ottobre 2010

  7. Visto. Piaciuto. Apprezzato. Ragionato. Anche se preferisco The Prestige. 😀

    X-Bye

    Spoiler

    E’ confermato che torna alla realtà alla fine 😛 Almeno così dice Caine, da quel che ho letto è stato categorico. Lui ha girato solo scene nella realtà.

    XD

    Commento di imp.bianco | 14 novembre 2010


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