La torre di Tanabrus

Did you miss me?

L’angolo del cacciatore di libri


Inauguro un nuovo angolo, dopo quello dedicato agli oggetti nerdici.
Questa volta dedicato ai libri interessanti di cui trovo notizia su internet: libri nuovi, libri lavati con Perlana, libri vecchi… testi più o meno sconosciuti, almeno per quanto mi riguarda, riguardo i quali ho trovato recensioni o commenti che mi hanno incuriositi al punto da farmi inserire questi titoli nella prestigiosa neverending queue che vive frammentata tra un file di testo, la wishlist di Anobii, la wishlist di IBS e la mia memoria.

Cominciamo, allora.


Room (di Emma Donoghue)

L’ho scoperto grazie a Liviu Suciu, e pare un libro molto originale e potenzialmente molto disturbante.

E’ il compleanno di Jack, e lui è entusiasta di compiere 5 anni.
Jack vive con la Mamma nella Stanza, che ha una porta chiusa e della luce solare, e misura 11 piedi per 11 piedi. Ama guardare la TV, e i personaggi dei cartoni animati che lui chiama amici, ma sa che niente di ciò che vede sullo schermo è reale – solo lui, Mamma e le cose nella Stanza.

10 libri nella stanza, e tante cose da esplorare per il piccolo protagonista, la cui voce guida il lettore e gli fa scoprire poco a poco la vera situazione della Stanza.
Una prima parte che Liviu definisce normalità nella stranezza, e una seconda parte che invece diventa stranezza nella normalità e che mi fa intuire il piccolo Jack capisca che qualcosa non torna.

Pare interessante come libro.

Cold Kiss (di John Rector)

Scoperto pochi giorni fa grazie a Mihir Wanchoo, e parla di una coppia che cerca di andarsene in auto dal Minnesota per rifarsi una vita. Durante una pausa in un café, incontrano un uomo all’apparenza molto malato che gli offre 500 dollari per farsi dare un passaggio fino a Omaha. I due accettano, ma si trovano costretti a fermarsi in un motel. E qui la trama prende il via realmente…

Tutto quello che Nate e Sara vogliono è una nuova vita in una nuova città, lontano dal crimine e dalla povertà della loro vecchia vita. Così, dopo essere stati avvicinati in un autogrill da un uomo che gli ha offerto $500 per un passaggio verso Omaha, si chiedono se la loro fortuna stia finalmente cambiando. Inizialmente sembrano soldi facli, ma in poche ore l’uomo è morto.

Ora, costretti a fermarsi per una tempesta e intrappolati in un fatiscente motel sul ciglio di una strada deserta, Nata e Sara cominciano a scoprire i segreti dell’uomo. Chi era, come è morto, e sopratutto perché portava nella valigia due milioni di dollari. Prima di rendersene conto, Nate e Sara si ritrovano a lottare per le loro vite, e alla fine ognuno di loro dovrà decidere quanto in là sarà pronto a spingersi per sopravvivere.

Non è propriamente il mio genere, ma sembra interessante come storia.

Il sentiero di legno e sangue (di Luca Tarenzi)

Segnalato sul suo blog pochi giorni fa da Bruno, sembrerebbe una riproposizione in chiave new weird di Pinocchio.

Apre gli occhi nel cuore di un’immensa conchiglia. Ha un corpo di legno articolato e ingranaggi, e il cadavere del suo costruttore giace accanto a lui. Non ha un nome, non ha memoria, ma appena nato ha già mostruosi nemici che lo braccano e una missione che non ha chiesto né desiderato: diventare umano. Attorno a lui c’è un mondo che un’antica catastrofe ha trasformato nel sogno delirante di un folle, alle sue calcagna due Incubi, la Maschera e la Bestia, e davanti a lui un sentiero costellato di mutazioni, tribù selvagge, divinità del caos e giganti marini che lo condurrà verso un destino molto più incerto di quanto i suoi creatori avessero mai potuto prevedere.

Il libro, edito da Asengard, è disponibile come e-book (un plauso alla casa editrice, che ha già cominciato a giocare col digitale!) e ho scoperto che era stato segnalato anche da Francesco Dimitri. Visto che l’ultimo libro che ho letto e che era segnalato da Dimitri mi è piaciuto enormemente, sono ancora più convinto di dover provare a leggere Tarenzi.

Gens Arcana (di Cecilia Randall)

Di questa autrice non ho mai letto nulla,  Hyperversum non mi ha mai ispirato come trama.
Il nuovo libro in uscita il 19 ottobre -scoperto da Alessandra–  però sembra intrigante. Intrigante e rischioso, visto che è ambientato nella Firenze del 1478, quindi ci sarà da vedere come è stato gestito il periodo storico dalla Randall.
Ma trama, periodo storico e ambientazione Toscana mi attirano non poco, penso proprio che questo libro lo prenderò.

Firenze, 1478.
Valiano de’ Nieri discende da una delle più antiche e autorevoli famiglie di Arcani, uomini e donne dotati della facoltà di invocare la quinta essentia, il quinto elemento della natura, capace di combinarsi con gli altri quattro – aria, acqua, terra e fuoco – e di controllarne la forza.
In pochi al mondo conoscono l’esistenza di tali dinastie millenarie. La Chiesa e i governi secolari la tengono nascosta persino alle loro gerarchie inferiori e si servono degli Arcani, ricambiandone i servigi con onori e ricchezze mentre ne sorvegliano attentamente l’operato. Il potere arcano è immenso, si tramanda attraverso il lignaggio del sangue e può sovvertire l’ordine del mondo: per questo la stessa Inquisizione ne protegge il segreto nel più spietato dei modi. Valiano era nato per essere un capo tra gli Arcani, ma ha rifiutato il suo dono e la primogenitura, ha lasciato tutto per inseguire il sogno di una vita normale, lavorando come apprendista liutaio. Quando però suo padre Bonconte muore in circostanze misteriose e l’amato fratello Angelo viene preso in ostaggio da chi invece avrebbe dovuto proteggerlo, Valiano non può più sottrarsi al suo destino. Il cugino Folco de’ Nieri sta scalando il potere all’interno della famiglia e, pur di realizzare la sua ambizione e liberarsi di qualunque controllo, è pronto a sfruttare una conoscenza proibita e potenzialmente devastante. Folco ha inoltre alleati temibili: creature possenti, nel cui corpo ricoperto da sinistri segni di morte convivono, imprigionati, un’anima umana e un elementale della natura.
Solo Valiano può fermarlo, ma per riuscirci dovrà fare appello a tutto il suo coraggio, riscoprire uno a uno poteri e segreti rifiutati per anni, fronteggiare nemici e amici indimenticabili: dal mercenario Manente da Erto alla scaltra Selvaggia, dall’inquisitore Corso da Viterbo a mastro Johannes, che tra i primi si cimenta nell’arte della stampa…

Quello che veramente ami (di Riccardo Arena)

Anche questo è un libro che non rientra tipicamente nei generi che leggo. Ma mi sembra abbastanza interessante, se capitasse il giusto stato d’animo immagino potrei leggermelo.
Siamo negli anni di piombo, abbiamo il classico ventenne camerata, figlio di un fascista ferito in guerra, che si innamora della classica figlia di un industriale, lei invece attivista comunista.
La storia tra i due, osteggiata dai loro amici perché implica una relazione col nemico. E la lenta consapevolezza, a quanto ho capito, che stavano lottando come degli idioti per idee ormai superate.

Ne ha parlato Sara

Milano, 1977: nel campo di battaglia creato dall’odio politico, nel pieno della contestazione di sinistra, Enrico detto il Tunisi, siciliano emigrato e fascista fino al midollo, con un padre torturato dai fantasmi degli orrori visti durante la guerra, incontra Monica, vicina all’area dell’Autonomia dura e pura.
Tra rugby, politica, botte, morti, feriti e pistolettate in piazza, agli albori dello spontaneismo armato di estrema destra e mentre monta l’onda del terrorismo rosso, sarà amore vero quanto tormentato. L’incontro tra i giovani degli Anni di piombo e gli uomini che combatterono la Seconda Guerra Mondiale è invece il confronto tra due generazioni mandate al massacro e bruciate in nome di ideali di cui conoscevano ben poco.

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7 ottobre 2010 - Posted by | Arena Riccardo, Donoghue Emma, L'angolo del cacciatore di libri, Randall Cecilia, Rector John, Tarenzi Luca

2 commenti »

  1. Sono assolutamente d’accordo su Gens Arcana, adoro i fantasy con ambientazione storica. L’unica cosa che mi lascia perplesso è la copertina che potrebbe far pensare a una storia troppo sentimentale con gnocconi che spuntano a destra e manca.

    Commento di iri | 7 ottobre 2010

  2. Io di Cecilia Randall (al secolo l’italianissima Cecilia Randazzo ;)) ho letto il primo Hyperversum.
    Devo dire che nel corso delle prime 50 pagine sono stato moooolto tentato di abbandonarlo, tanto suonava stucchevole e artefatto; per fortuna così non è stato, perché andando avanti ho scoperto un buon romanzo pseudo-storico.

    Commento di Darak | 7 ottobre 2010


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