La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Wit’ch fire


Autore: James Clemens
Editore: Del Rey
Prezzo: € 7.36
Pagine: 448

Sono abbastanza combattuto sul giudizio da dare a questo libro.
Ci sono cose belle e cose meno belle, tutte ben mescolate tra loro in questo che è il primo volume di una saga.

Proprio l’essere il primo volume di una trilogia tiene il lettore nell’incertezza più totale di come finirà il libro, dato che -a parte la sopravvivenza ovvia della protagonista- tutto può succedere, a un terzo del libro.
E questo è un bene, almeno l’attenzione è rimasta alta.
In generale comunque questo primo libro è  riassumibile nel classico si crea il party.
Niente di più, niente di meno, in quanto alla trama.

Ma scendiamo un attimo più nel dettaglio.

L’inizio della storia è abbastanza fuorviante: prima abbiamo un breve capitolo che spiega come tutto ciò che leggeremo è in realtà un libro bandito e censurato, reso disponibile agli studiosi solo per evitare che venga diffuso tramite una sorta di mercato nero. Si fa comunque presente che le cose scritte nel libro sono tutte baggianate, e che se le legge qualcuno non istruito in merito rischia la prigionia e financo la morte.
Poi segue il primo capitolo del libro cui si riferiva il capitolo iniziale, dove l’autore del libro introduce il lettore agli eventi di cui leggerà nel suo resoconto, nella sua testimonianza orale di ciò che è accaduto realmente.

E a questo punto inizia il nostro libro.

L’ambientazione è interessante: mezzo millennio fa il continente nel quale ci troviamo è stato conquistato dalle oscure armete di Gul’gotha, guidate dall’Oscuro Signore noto come Cuore Nero. Questi invasori utilizzavano la magia nera e portavano con sé i mostri delle loro terre natali (luoghi che, da come vengono descritti, sembrano l’isola della morte dei Saint Seya), e senza troppa fatica sconfissero rapidamente gli eserciti locali, anche perché la loro magia venne improvvisamente a sparire, lasciandoli indifesi.
Così adesso l’Oscuro Signore sta dominando tutto. Un po’ come in Mistborn, ed è anche lui apparentemente immortale.
Ha luogotenenti mostruosi, e arcimaghi oscuri disseminati nel territorio. Ha indottrinato per bene le popolazioni, che ora vedono il proprio passato come popolato da riti sanguinari e culti pagani, un passato incivile scomparso con l’arrivo dei civili conquistatori.

Però sopravvive qualcuno che ricorda come sono andate realmente le cose.
Er’ril of Standi, spadaccino, testimone dell’ultimo tentativo di resistenza contro gli invasori quando tre maghi si sono sacrificati per creare il libro del sangue, un misterioso artefatto che in futuro servirà per far rifiorire la speranza.
Ed Er’ril si è ritrovato immortale, incapace di invecchiare, a vagare per le terre ormai conquistate dai nemici.

Ora, dopo mezzo millennio, gli ingranaggi cominciano a muoversi.
La giovane contadina Elena scopre incredibili poteri dentro di sè, e purtroppo per lei anche un arcimago nota la cosa, e capisce che lei è la persona attesa da secoli, attesa e temuta sia da chi dovrebbe salvare sia dall’Oscuro Signore.
Cerca di catturarla, invece riesce solo a uccidere tutta la sua famiglia e a farla incontrare con un gruppo variegato di protettori, ognuno con le proprie motivazioni, ognuno spinto da profezie o di cui comunque era stata profetizzata la venuta.

Er’ril, certo, ma anche una sorta di driade, un paio di mutaforma, un ogre, un massiccio uomo delle montagne, un elfo. Tutti poco a poco legati a questa ragazza, a questa poveretta che si scopre essere una strega, discendente della strega di secoli addietro, di cui ancora adesso si raccontano storie orrende.
Ma era davvero così orrenda, o la storia è stata modificata dagli uomini, gelosi che una donna avesse ottenuto una magia più potente della loro? E cosa significa l’avvento di Elena, che le profezie alternativamente vedono come speranza di salvezza o presagio di distruzione totale?

Le cose buone del libro sono che si respira una buona dose di epicità, e che certi personaggi sono ben delineati, coerenti con sé stessi.
In particolar modo i personaggi umani.
La storia poi è abbastanza interessante, il partire da una situazione così devastata non è comunissimo e quindi c’è la possibilità di esplorare diverse strade.

Ci sono però dei punti negativi.
Lasciamo stare la questione di certi nomi, che l’autore decide di utilizzare tali e quali all’inglese ma buttandoci dentro un apostrofo. Wit’ch, Og’re, El’vin… dopo la seconda volta, diventa ridicolo e noioso. Irritante.
Poi abbiamo il fatto che quando passiamo per la prima volta all’ogre e ai mutaforma, il passaggio avviene di punto in bianco, dopo una buona parte di libro, e senza alcun senso apparente. La cosa è stata abbastanza disturbante, anche perché si cercava ancora di venire a patti con i personaggi presentati fino ad allora, e ci troviamo con altre tre creature sul groppone. Creature peraltro aliene, di difficile inquadramento.
C’è il fatto che tutti finiscono nella stessa foresta, e che diverse di quelle razze che arrivano lì sono credute mitologiche o estinte dagli umani. Malgrado siano a nemmeno un giorno di cammino da lì. Bah.
E sopratutto…

Posso capire che il mezzo-ogre conosca il linguaggio umano. Ok.
Posso capire che pure i mutaforma e l’elfo lo conoscano.
Ma che come questa gente si incontra, subito stringa amicizia e prenda a vagare insieme no, non lo concepisco. E non lo accetto.
Mi va bene che l’ogre, spinto dalla sua Pietra, viaggi con i mutaforma (contenti di avere un tale guardiano).
Mi va bene che la driade voglia proteggere Elena, ha la profezia, che Er’ril la protegga, per quanto dibattuto, e che l’uomo delle montagne sia spinto dall’onore e dal fatto di voler stare vicino allo spadaccino per via dell’ennesima profezia.
Ma che quando l’ogre incontra driade e montanaro, i due decidano di partire insieme alla ricerca dei suoi amici no.
Così come la preoccupazione dell’ogre per la driade è fuori luogo, non ce li vedo gli ogre a fare i gentili con le loro femmine.
Che l’elfo si metta in marcia nel sottosuolo con i due, invece di riprendersi la fonte di luce, mi pare una sciocchezza.
Che tutti si comportino da amiconi, che si fidino del prigioniero, che si affidino subito agli altri… ma scherziamo?

E poi altre due cose.

La prima: da come si parla dei mostruosi luogotenenti dell’Oscuro, sembra di capire che pochissimi di loro sono morti in combattimento, mezzo millennio prima. Bene, il montanaro ne fa fuori uno, e in seguito altri due. Tre fatti fuori da una persona sola. Aiutata dalla magia di alcuni compagni, certo, ma la magia -anche se poca- c’era anche allora. E quindi, che cavolo di combattenti erano cinque secoli fa?
La seconda: lo scontro finale è ridicolo. Cioè, a un certo punto sembrava di vedere la scena di un rpg, con i due mostri da una parte e i tre buoni dall’altra, ognuno in un cilindro colorato con la propria magia elementale. L’elfo circondato da vento e fulmini, magari con gli occhi spiritati alla Tempesta; la driade in posizione di difesa, mimata dal grande olmo alle sue spalle, circondata da un’aura verde luminosa; il massiccio montanaro, granitico, roccioso, circondato da un marrone scuro, come la terra e la roccia. E i nemici avvolti in aure oscure.
No, dai, quando è stato letteralmente descritto uno scontro in questa condizione mi sono messo a ridere…

In definitiva, la storia potrebbe essere interessante, e la fine del libro lascia aperti molti dubbi su come potrà proseguire, vista la rivelazione che viene fatta.
Ma ci sono molte… ingenuità. La scena dello scontro finale, per esempio, o le caratterizzazioni dei personaggi non umani (che sono troppo… umani).
Il fatto comunque che questo fosse il suo primo libro fa sperare in un suo miglioramento andando avanti con l’opera, per ora comunque non penso di continuare la lettura della saga.

Voto: 5/10

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4 ottobre 2010 - Posted by | Clemens James | , , , , , , ,

2 commenti »

  1. già ne ho le tasche piene di saghe…figurate se ne inizio una che parte con un 5!

    Commento di giulia | 4 ottobre 2010

  2. Il senso della recensione è anche questo, vedere dove NON spendere soldi inutilmente 😉
    Comunque avevo preso il libro come free e-book su Suvudu… non lo conoscevo nemmeno, prima di leggerlo.

    Commento di tanabrus | 4 ottobre 2010


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