La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Black


Autore: Ted Dekker
Editore: Fanucci
Prezzo: € 16.00
Pagine: 446

Questo libro è stata una piacevole sorpresa.
Piacevole perché mi è piaciuto, e una sorpresa perché malgrado l’avessi visto esposto perfino nei supermercati, non ne avevo minimamente sentito parlare, se non sul blog di Yuko.
E proprio su quel blog mi era sorta la curiosità per questo titolo.

Il protagonista del libro è Tom Hunter (nome abbastanza simile a quello dell’autore… buffo, no?), un bravo ragazzo con una brutta vita. Figlio di un cappellano militare americano, cresciuto nel sud-est asiatico per via del lavoro del padre e abituato fin da piccolo a tentare di passare inosservato, di sopravvivere giorno per giorno in mezzo a gente che lo avrebbe pestato volentieri. Tornato in America, ha abbandonato l’università per aiutare prima la madre in crisi per il divorzio, e poi la sorella in ristrettezze economiche.
Solo che il metodo col quale le ha aiutate non è proprio legale né molto furbo, a psoteriori. Così si ritrova braccato da alcuni tipi poco raccomandabili che gli sparano in testa.

Fine della storia.

O almeno, lo sarebbe se non accadesse un fatto stranissimo: quando Tom perde conoscenza, si risveglia altrove. Una foresta buia, cupa e minacciosa, che esala morte. Un suolo ricoperto di roccie taglienti.
E una popolazione fatta di pipistrelli neri grandissimi e di mosche assassine.
La fuga è inutile, e in quel mondo estraneo che però gli pare quasi di riconoscere, fa in tempo giusto a tentare di scappare e a essere dilaniato a morte.
Se non fosse che riesce ad arrivare ad un ponte bianco, sorvegliato da pipistrelli bianchi. Oltre il ponte, una foresta colorata, risplendente di colori vivissimi e magici. Acqua che dona energie e cura ogni ferita. Villaggi di persone come lui, gente semplice che vive in un mondo innocente e perfetto, fatto di amore e fede.

Già, la fede. Perchè in quella foresta colorata vive Elyon, una sorta di Dio, che tutti ama e da tutti è amato.
Tranne che i malvagi pipistrelli neri oltre il fiume, certo.

In breve, ogni volta che Tom si addormenterà in un mondo, si sveglierà nell’altro. Inizialmente sarà anche giustamente scombussolato: entrambi i mondi sono così reali… quale dei due è la verità? Dove è il mondo reale, e dove il sogno?
Discernere i due diventa sempre più difficile, tanto più che le informazioni che raccoglie nel mondo di Elyon -un mondo che scopre essere il futuro della Terra, distrutta da un’arma batteriologica- si rivelano veritiere.

Comincia così una corsa contro il tempo per cercare di avvisare il mondo del pericolo rappresentato da quell’arma, ma chi mai crederebbe a un signor nessuno che blatera di attacchi batteriologici e di apocalissi viste in sogno?
E nel frattempo, i legami tra i due mondi si fanno sempre più stretti. Le abilità acquisite da una parte si ripercuotono sull’altra, quando viene ferito a Bangkok sopravvive miracolosamente grazie all’acqua di Elyon, le mosse acrobatiche che apprende di là riesce a riprodurle nel nostro mondo, e a una velocità tale da sembrare inumano.
E quando trova l’amore di là, riflesso quasi ironicamente di qua, si è quasi tentati di credere a un lieto fine per il primo libro di questa trilogia.

Un lieto fine che però si scontra con il parallelismo che fin dal principio colpisce il lettore, tra il mondo di Elyon e l’Eden.
Abbiamo un Dio dell’amore, contrapposto a una creatura malvagia; abbiamo il Dio che accetta la presenza del male per lasciare all’uomo la libertà di scelta; abbiamo un’umanità innocente e ignara, e abbiamo una proibizione categorica, qualcosa da non ingerire. Abbiamo il diavolo tentatore, la tentazione della conoscenza, del non vuole che tu lo faccia perché vuole tutto questo solo per sè.
Abbiamo un’umanità che sembra ciò che sarebbe potuta essere fosse rimasta nell’Eden.

Ma non può esistere un Eden senza caduta, un Paradiso senza la rovina.
E la rovina sarà tremenda…

Le due storie parallele sono interessanti.
Prima abbiamo solo la caccia al virus, grazie alle informazioni rinvenute nell’altro mondo. Poi, poco a poco, l’altro mondo si fa sempre più interessante, con un simpatico paradosso temporale, i quesiti di Elyon che fanno pensare a un suo coinvolgimento in tutta la vicenda, i sospetti su chi sia realmente il cattivo.
E quando le cose si fanno pesanti -e lo diventano in entrambi i mondi, proseguendo con il parallelismo tra le due vite, le due realtà, le due storie- diventa quasi più interessante il mondo di là che quello di qua, nel quale ormai abbiamo capito cosa aspettarci.
Senza contare  la domanda che da un certo punto in poi assilla il lettore, senza che sia mai fornita una risposta: se Tom morisse in un mondo, che succederebbe nell’altro?

Il finale è eccellente, e punta dritto al secondo volume della trilogia, Red, di cui abbiamo alla fine del libro un piccolo assaggio, il primo capitolo (e, proseguendo i parallelismi biblici, mi sa molto di Israeliti dei primi anni, quando si trovavano a lottare contro i vicini… quello, e un po’ più di fantasy. In attesa di tornare di qua e scoprire cosa è successo).

In definitiva, il libro mi è piaciuto.
Ben scritto, si lascia leggere velocemente e non ha grandi tempi morti, tenendo così abbastanza incollati alle pagine dall’inizio alla fine.
Peccato sia totalmente inconclusivo, e che a parte il protagonista -che comunque non brilla di chissà quale caratterizzazione- gli altri personaggi non siano granché caratterizzati.

Voto: 7/10

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23 settembre 2010 - Posted by | Dekker Ted | , , , , , ,

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