La torre di Tanabrus

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Nuovi manga


Autunno, tempo di nuove pubblicazioni.
Provando i primi capitoli sulle scan online, ho deciso di cominciare a seguire tre nuovi manga (in attesa di capire se fidarmi o meno della nuova ristampa Panini di City Hunter).

Psyren uscirà a ottobre per la Star Comics.
E’ una storia di fantascienza, il primo arco di storie sembra promettere bene.
In pratica, in Giappone si vocifera di una sorta di setta segreta, irrintracciabile e misteriosissima. Questa setta sembra coinvolta in numerosi casi di omicidi e di sparizioni, e l’unico indizio al riguardo è che tutte le persone coinvolte sembrano possedere una carta telefonica rossa con la scritta PSYREN.
Il protagonista si ritrova invischiato in questa situazione quando una sua compagna di scuola scompare misteriosamente, dicendogli prima di sparire “salvami”. Si mette alla sua ricerca, cominciando a indagare… ma si ritrova con una di quelle tessere, attirato in una cabina telefonica dove una voce al telefono gli fa una sfilza di domande. Un test, mentre sopra la cabina gli pare di distinguere una sagoma stranissima.
In breve tempo si scopre braccato da alcuni loschi individui che mirano alla sua tessera PSYREN (è stata messa una taglia enorme su questa setta, e tutti i peggiori individui del Giappone la vogliono ottenere) ma proprio quando le cose sembrano mettersi male… si ritrova catapultato altrove. Un mondo devastato e desolato, una sorta di mondo alla Ken Shiro. Dove ci sono mostri, ci sono pochi umani (tra cui la sua amica, febbricitante e armata di spada) e l’unico modo per tornare alla vita reale è quello di trovare il punto di uscita. E’ come un livello di un videogioco, ma mortalmente reale e popolato da creature letali.
Un mondo che è in realtà il Giappone del futuro, un mondo dal quale, una volta entrati, non sembra sarà molto facile uscirne definitivamente.
Sembra un titolo interessante, mi è piaciuta la prima storia.

Until death do us part invece sarà pubblicato da J-POP.
Finchè morte non ci separi… la frase tipica dei riti matrimoniali, in questo caso è la frase che pronuncia la protagonista dodicenne quando cerca di fare un patto con il misterioso Mamoru, uno spadaccino cieco che grazie a delle innovazioni tecnologiche riesce a intravedere qualcosa ed è dotato di armi inarrestabili. Il patto è che lui le salvi la vita, visto che è inseguita da miriadi di brutti ceffi stile Yakuza che la vogliono riportare all’associazione Ex-Solid dove verranno sfruttate le sue qualità precognitive, le stesse che l’hanno spinta a gettarsi da un’auto in corsa per cercare salvezza in Mamoru. La durata del patto è “finché morte non ci separi, perché senza di te morirò”. E Mamoru accetta di proteggerla, coinvolgendo la sua associazione che punta a migliorarlo tecnologicamente per farlo diventare una sorta di Punitore, un vendicatore dei criminali, al soldo dei parenti delle loro vittime.
Abbastanza cupo, protagonisti che dopo quattro capitoli rimangono misteriosi. Mi è piaciuto molto.

Samurai Deeper Kyo non è un titolo nuovo, ma fino a ora l’avevo snobbato.
E’ cominciato ad agosto, quindi è quasi nuovo. Della Panini.
Parla di Kyo, un aspirante chimico che gira per il Giappone. Bonario, perennemente arrapato, gentile e pacifico. Si porta dietro una lunghissima spada, e assomiglia immensamente a un famigerato ricercato, un samurai dagli occhi rossi demoniaci che si dice abbia ucciso più di mille persone.
Ed è proprio lui, in parte… infatti dentro di lui risiede un altro Kyo (seconda personalità? Demone? Influenza della spada che si porta dietro?), violento, sanguinario, imbattibile, privo di inibizioni o di compassione.
Kyo ha uno scopo (che al terzo capitolo non ho ancora scoperto), così come ha uno scopo l’affascinante cacciatrice di taglie che finisce a vagare con lui, in attesa di una pssibilità di mettere le mani sulla taglia clamorosa che pende sulla testa del suo alter ego.
E’ un manga più leggero degli altri due, divertente. Ma la doppia personalità di Kyo lo rende anche abbastanza interessante, si ha voglia di continuare a leggerlo.

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20 settembre 2010 - Posted by | Manga, Psyren, Samurai Deeper Kyo, Until death do us part | , , , , , , ,

2 commenti »

  1. Letti i primi due volumi di SDK…
    Il primo volume è stato divertente e piacevole, soprattutto grazie all’assurdissimo protagonista che è un vero spasso quando è in modalità Kyoshiro… xD
    Già al secondo però ho cominciato ad avvertire un’aria come… di ripetitività… ^^” I due viaggiano, incontrano i tizi bisognosi d’aiuto, si scontrano con i cattivoni, momento alla “che orrore, sacrifica il suo stesso fratello/compagno/sottoposto/così via” e parte Kyo dagli occhi rossi al contrattacco. ^^”
    La sacerdotessa liberamente ispirata ad un personaggio storico già la odio… >__>
    Aggiungo che non apprezzo granché il modo “surreale” di disegnare i personaggi: bambini piccolissimi, nemici dall’aspetto grottesco e disumano e così via… ^^”
    Insomma, il primo volume m’è piaciuto, ma il secondo già l’ho trovato noioso. Mi chiedo se sia il caso di comprare il terzo…

    Commento di Francesca | 21 settembre 2010

  2. Lo immaginavo, che la trama delle storie fosse quella… come manga mi sa molto di Trigun, ecco. Con la differenza che qui il “Demone” è una doppia personalità, di là il braccio (e l’essere perseguitato, ovvio)

    Commento di tanabrus | 21 settembre 2010


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