La torre di Tanabrus

Did you miss me?

L’intrepida Tiffany e i Piccoli Uomini Liberi


Autore: Terry Pratchett
Editore: Mondadori
Prezzo: € 15,00
Pagine: 309

Penso sia il più bel libro di Pratchett che io abbia letto.

E’ un libro per ragazzi, pieno di fantasia e magia, ma condito anche con gli elementi ironici tipici di questo autore, e qui esaltati enormemente grazie al tipo di romanzo.
Voglio dire, se ti ritrovi in un classico libro del mondo disco e leggi le genialate sulla Morte o sulla scuola di Magia o sugli Dei, ti ci diverti enormemente ma rientrano perfettamente nello stile del libro. Te le godi meno.

Quando invece leggi la storia della piccola Tiffany, nove anni, figlia di pastori in un paese di pastori, gente dura e materiale, con poco spazio per i divertimenti e le fantasticherie… bene, se abbiamo questa bambina che ama leggere e imparare, fare il formaggio; questa bambina costretta a badare al fratellino piagnone perché è la più piccola in casa… ecco, mettiamo che questa bambina decida che da grande farà la strega. Perché ha letto le fiabe, lei, e odia i moralismi che vi si nascondono dietro. Odia gli venga imposto cosa fare e come pensare. E a dirla tutta, i bambini che arrivano e mangiano la casa della strega sono dei criminali, non delle vittime.
Così abbiamo una piccola aspirante strega, che di punto in bianco si ritrova immersa in qualcosa di molto più grande di lei.

Cominciano a comparire dei mostri usciti dalle fiabe. Mostri acquatici e cavalieri senza testa, oltre a dei piccoli uomini con la pelle blu, i capelli rossicci e vestiti con dei kilt.
Poi incontra una strega vera, giunta per controllare cosa sta accadendo nel paese del gesso, e le viene affidato un rospo parlante.

E infine scompare il suo fratello, rapito a quanto pare dalla Regina, la creatura che governa il mondo delle fate.
Così Tiffany parte al salvataggio del fratellino, armata di una padella e del vecchio libro dei rimedi medici della defunta nonna. Al suo fianco ci sarà il clan dei Nac Mac Feegle, gli autonominatisi Piccoli Uomini Liberi. Uno sciame di minuscole e fortissime creaturine scozzesi, pelle blu, capelli e barbe rossiccie, kilt, topomuse, spade e ascie. Rissaioli, ubriaconi, mezzi pazzi, ladri per vocazione.
Espulsi dal regno delle fate per ubriachezza molesta.

Ed ecco, proprio i Feegle portano nel libro la maggior parte dell’ironia che fa sbellicare dalle risate .
Con il loro linguaggio, il loro terrore della scrittura, i loro metodi per educare gli animali. La loro unica paura, che è probabilmente la trovata più spassosa dell’intero libro.

In pratica, questo libro è una fiaba. Come Il prodigioso Maurice e i suoi geniali roditori, ma mi è piaciuta ancora di più.
Della fiaba ha gli insegnamenti, dati però alla maniera di Pratchett.
Un po’ fiaba, un po’ Roal Dahl, anche un po’ Bone quando si parla della vita dei pastori del Gesso.

Un gran bel libro!

Voto: 8/10

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14 settembre 2010 - Posted by | Pratchett Terry | , , , ,

2 commenti »

  1. Anche questo riletto da poco in originale. Merita. Ti consiglio anche il seguito, A Hat Full of Sky, anche se i Nac Mac Feegle lì compaiono meno.

    Commento di CMT | 14 settembre 2010

  2. Il seguito… me lo segno!
    Grazie 😉

    Commento di tanabrus | 14 settembre 2010


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