La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Terry Brooks


Come ho già avuto modo di dire in passato, il primo libro fantasy che ho letto è stato La spada di Shannara, il primo libro di Terry Brooks.
Da allora ne sono passati di anni, e per quanto mi riguarda ho ampliato leggermente gli orizzonti letterari.

La prima volta che ho letto La spada di Shannara sono rimasto folgorato. Un mondo fantasy, con nani, elfi, gnomi, troll, maghi druidi, aveva preso il via a partire dalla fine del nostro mondo! E poi l’amicizia tra Shea, il fratellastro Flick e l’impetuoso Menion Leah, l’eroismo tragico dei fratelli elfi, la battaglia apparentemente senza speranza degli umani. E la Cripta dei Re, la sapienza centellinata di Allanon, l’assassino e il troll che aiutano Shea nel finale. Per me era tutto nuovo, tutto luccicante. Un universo di possibilità che mi si schiudeva davanti agli occhi.

In seguito ho preso i due libri successivi.


Le pietre magiche di Shannara mi avevano trascinato assieme al figlio di Shea nel reame degli elfi, ad assistere alla morte e rinascita dell’Albero che manteneva il Divieto e teneva confinati in un’altra dimensione i demoni. La strage degli Eletti, la corsa contro il tempo, i villaggi degli gnomi guaritori, la zingara che decide di aiutarli, il baratro delle streghe. La magia di questo mondo continuava a stregarmi.


La canzone magica di Shannara.
La storia dei fratelli, eredi di Shea Ohmsford. La loro tragedia, l’effetto che l’utilizzo delle pietre aveva avuto sui parenti e sopratutto su di loro. La magia del loro canto, delle loro parole. L’oscurità che li cercava per plagiarli. L’incontro con i Boh, che al pari dei Leah e degli Ohmsford diventeranno comprimari fissi nelle storie ambientate in questo mondo.

Tre libri che mi avevano catturato totalmente, un mondo che si veniva delineando sempre meglio, sempre più dettagliato.

Poi ho letto Tolkien. E ho capito che il libro da cui era nata la saga di Shannara era giusto un bignami del tomo Tolkeniano. Ci sono rimasto male, parecchio male.
La placida valle dove vivevano Shea e Flick era solo una parodia umanizzata della Contea; Allanon prendeva il posto di Gandalf; c’era sempre il regno umano deviato, con u pazzo che vedeva complotti ovunque e ne impediva la corretta difesa; i Messaggeri del Teschio erano imitazioni dei Nazgul. Mancavano la lirica e la poesia di Tolkien, sostituite dalla strizzata d’occhio alla fantascienza con le origini di quel mondo.

Comunque, malgrado la delusione per il primo libro, gli altri mi erano piaciuti.
Così sono passato alla quadrilogia degli Eredi.


Gli eredi di Shannara, Il druido di Shannara, La regina degli elfi di Shannara, I talismani di Shannara.
Siamo adesso parecchio tempo dopo la prima trilogia, 300 anni nel futuro. 300 anni durante i quali la Federazione umana ha preso il dominio quasi completo del mondo, gli elfi sono scomparsi, i nani sono schiavizzati. Tutto molto realistico, direi.
Par e Coll Ohmsford vagano per le terre narrando le storie del passato (e della loro famiglia), sfidando le leggi della federazione e utilizzando la loro magia. Ma quando vengono cacciati dalla federazione e inseguiti dai misteriosi Ombrati, è il vecchio Cogline a salvarli. E a portare un messaggio da parte dell’ombra di Allanon. L’ombra ha radunato i suoi tre eredi spirituali al Perno dell’Ade, e affida loro tre compiti impossibili.
Par dovrà ritrovare la Spada di Shannara, Walker Boh dovrà riportare l’ormai scomparsa Paranor nelle Quattro Terre  e Wren Elessedil dovrà trovare gli elfi e riportarli nelle loro vecchie terre.
Riescono tutti nei loro intenti, anche se Par scoprirà di non poter usare la spada -destinata invece al fratello-, il riluttante Walker si ritroverà trasformato nell’ultimo druido e Wren diventerà Regina degli Elfi scoprendo anche la verità sugli ombrati: sono elfi corrotti, che nel tentativo di recuperare la loro antica magia sono stati deviati diventando creature demoniache.
E ovviamente alla fine elfi e ribelli affronteranno gli eserciti della corrotta federazione mentre il gruppo di eredi e i loro alleati affronteranno direttamente gli Ombrati per sconfiggerli una volta per tutte.
Una gran bella saga, senza alcun dubbio.

Poi è cominciato il declino di Shannara.

Il viaggio della Jerle Shannara ha tentato di portare nuova linfa introducendo navi volanti e un misterioso luogo pieno di cimeli del passato, ma il risultato non è stato molto convincente.
Anche meno convincente è stata la trilogia Il druido supremo di Shannara, con i tentativi del nuovo druido supremo -incontrato alla fine della trilogia precedente- di riportare agli antichi fasti Paranor, addestrando una nuova generazione di druidi. Ma finendo schiacciata dalle macchinazioni politiche, al punto da finire spedita oltre il Divieto dai suoi stessi allievi. L’unico possibile interesse di questa saga è dato dall’esplorazione del Divieto.

Due trilogie che non potevano minimamente essere paragonate a quelle vecchie.
Per tirarmi su il morale da queste delusioni ho preso altri libri di Brooks.

La Trilogia del demone (o Trilogia del Verbo e del Vuoto) non parla di Shannara ma è situata ai giorni nostri, quindi prima che il nostro mondo si trasformasse in quello fantasy che avevo imparato a consocere.
Creature divine e mitologiche, Cavalieri del Verbo in lotta contro i Demoni per proteggere l’umanità, l’arrivo di una creatura destinata a cambiare tutto… ma in bene o in male?
Una bella trilogia, scritta prima delle ultime due trilogie su Shannara e che quindi aveva rafforzato i miei timori sulla crisi di Brooks.

Divertente, piacevole e interessante è stata anche la lettura della saga di Landover, completamente scollegata da Shannara. Un regno magico in vendita per gente molto ricca e molto in crisi, un consigliere trasformato in cane, un mago maldestro, un drago minaccioso, una strega malvagia, nobili desiderosi di prendere il potere, un complotto per esotrcere soldi ai benestanti di un’altra dimensione. Una serie divertente e diversa dal solito (cosa strana per Brooks).

In tempi recenti invece Brooks è tornato al mondo di Shannara, anzi, al mondo prima di Shannara.
La genesi di Shannara, trilogia che aveva voluto scrivere per molti anni e per ottenere la quale aveva dovuto prima scrivere le due ultime trilogie di Shannara. Non so se sia vero o solo una leggenda metropolitana, fatto sta che questa trilogia a metà strada tra la saga del Demone e il mondo di Shannara è meglio delle ultime trilogie di Shannara.
Non è ai livelli della trilogia iniziale o della quadrilogia, ma è comunque accettabile.
Vediamo gli ultimi giorni di vita del mondo come lo conosciamo. Un mondo infestato dai demoni, con sempre più umani rinchiusi in campi di concentramento per il divertimento di queste creature.
I Cavalieri del Verbo sono pochi, le loro lotte sembrano sempre più insignificanti nell’ordine globale delle cose. Ma due di loro hanno dei compiti fondamentali.
Uno deve trovare, proteggere e guidare Falco, la creatura protetta dai Cavalieri nella saga del Demone. L’altra deve guidare l’esodo degli Elfi. I due gruppi dovranno unirsi per salvare l’umanità dalla fine del mondo… comunque di questi libri ho già parlato.

E adesso ci sono i nuovi libri.
La principessa di Landover, uscito lo scorso anno, di cui però non so niente.
E The bearer of the black staff, primo libro di una nuova saga pre-Shannara. Che a quanto sembra seguirà la trama classicissima di Brooks, in quanto a personaggi e avvenimenti. Per quanto la saga della Genesi fosse decente, non so se continuerò ancora a leggere queste saghe.
Ci sono affezionato, visto che ho cominciato con loro, ma ormai dubito riescano a dirmi qualcosa…

Comunque, plagio a parte, le prime due saghe di Shannara per me sono buone, e meritano.

Annunci

25 agosto 2010 - Posted by | Brooks Terry | , ,

5 commenti »

  1. ciaoo, sono tornata^^

    Commento di Francesca | 25 agosto 2010

  2. Anche per me ‘La spada di Shannara’ è stato il primo fantasy e quella prima trilogia l’ho amata e la amo ancora, pur riconoscendo, ora, alcuni difetti.
    Non sono ancora riuscito ad inoltrarmi nella seconda tetralogia perché all’epoca trovavo ‘Gli eredi di Shannara’ piuttosto ripetitivo… vedremo se riprenderò mai in mano qualche lavoro di Brooks.

    Commento di Vocedelsilenzio | 25 agosto 2010

  3. @ Francesca: Anche io, sono rientrato un paio di ore fa dalla Sardegna 😀

    Commento di tanabrus | 26 agosto 2010

  4. @ Vds: Eh, purtroppo Brooks non ha mai variato troppo nei libri di Shannara, e seguono sempre lo stesso canovaccio trito e ritrito 😦

    Commento di tanabrus | 26 agosto 2010

  5. Ho iniziato a leggere Brooks partendo dalla saga degli Eredi: davvero ben scritta e avvincente. Personaggi ben caratterizzati e una storia di fondo molto buona. Come lo è stata quella delle Pietre (il suo miglior romanzo) e la Canzone.
    Le serie del Viaggio e del Druido Supremo hanno una buona idea di fondo, ma non sviluppata a dovere, i personaggi hanno perso la forza di quelli presenti nei primi libri.
    Il Regno di Landover è valido, ma dopo il terzo romanzo comincia a perdere la spinta.
    Il ciclo del Verbo e del Vuoto è interessante e non è leggenda metropolitana che la Genesi è il punto di raccordo tra questo mondo e quello di Shannara: strepitoso i Figli di Armageddon fino a metà, quando compaiono gli elfi. Il modo in cui è stata sfruttata la convergenza è frettolosa e si poteva fare molto meglio.

    Commento di M.T. | 27 agosto 2010


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: