La torre di Tanabrus

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Gli incredibili X-Men #241


Venti anni di X-Men targati Star-Mita-Panini… auguri!!!
Speravo di festeggiarli con le nuove storie ambientate su Utopia, invece mi sono dovuto parzialmente ricredere.

Sono perplesso sul sommario di questo ventennale… lo so che è difficile avere grandi storie per queste ricorrenze locali, ma forse qualcosa si poteva fare, magari rinviando di un mese la saga di Utopia per farla terminare in questo numero.
Invece no, l’unica pietanza tenuta da parte per l’occasione è stato Un salto nel passato, una storia di Uncanny X-Men che mostra la missione di Bestia e del suo X-club. Quella missione per la quale aveva interrotto la famosa chiacchierata chiarifcatrice con Emma e Ciclope, prima di Utopia.
In cosa consisteva questa missione? Nella ricerca dei campioni di sangue dei genitori del primo “nuovo” mutante. Ovvero, il primo mutante dell’ondata che ha portato i mutanti da essere “uno ogni tanto” (come ad esempio l’egiziano En-Sabah-Nur, o il Re delle Ombre) a essere sempre di più, con un incremento esponenziale della popolazione superior. E guarda caso, il primo mutante è proprio un membro del club, Nemesis.
Così il club al gran completo, più Angelo e Psylocke, viaggia indietro nel tempo per prelevare questi benedetti campioni di sangue dai genitori di Bradley.
Mettiamo subito le cose in chiaro: la storia è totalmente assurda. Perché se pure la sostanza sia valida, il fatto che già nei primi anni del ‘900 il Club Infernale progettasse enormi Sentinelle per uccidere gli homo superior e che anzi fosse merito suo la non proliferazione dei mutanti… beh, è una buffonata enorme.
Che salvo solo perchè interpreto l’itnera storia come un divertissement, vista l’ambientazione sfacciatamente steampunk. I genitori di Nemesis erano un perfetto scienziato geniale e onesto alla Nikola Tesla e una donna avventurosa e audace. Steampunk. Lui immerso in strani marchingegni, la casa piena di tubi e valvole; lei con occhiali da aviatrice, pistola al fianco, corsetto di pelle. Splendidi, semplicemente splendidi.
La Sentinella del Club, alla fine, ricordava il mostro finale di Wild wild west, e questo è tutto un dire.
La mazzata finale a ogni minima intenzione di serietà comunque viene fornita dalla scoperta finale che le fiale di sangue sono state sepolte proprio dove, nel presente, si è posizionato l’enorme Celestiale che da diverso tempo rimane parcheggiato nei dintorni di S. Francisco.
Cioè… capisco che non ti azzardi a far muovere il Celestiale per prendere una cosa sepolta lì sotto, e magari posso forse capire che tu non voglia scavare sotto i suoi piedi per non risvegliarlo… ma se hai messo a punto finalmente una macchina del tempo a tempo, e l’hai già usata per mandare X-Force nel futuro, per mandare X-Club nel passato e Bradley da solo nel passato…  usarla per andare indietro di una trentina di anni e spostare le fiale in un altro punto dove le potrai recuperare senza problemi? Troppo difficile per un gruppo di scienziati e menti geniali liberamente assortite? Bah.
Comunque ho adorato i personaggi steampunk.

L’altra storia decente è la prima, Devil at the crossroads (1 of 4) qui liberamente tradotto in Il crocevia dei demoni. Il titolo mi pare abbastanza sbagliato, in italiano, visto che qui l’attenzione sembra sarà puntata su un particolare diavolaccio che probabilmente si troverà costretto a fare una scelta importante.
Il diavolaccio in questione è Emplate, che non si vedeva in giro da parecchio tempo dopo che aveva imperversato a lungo sulle pagine di Generation X (a proposito, sembra che riguardo a GenX bolla qualcosa in pentola, in America). Effettivamente, uno come lui dopo l’M-Day deve aver patito la fame in modo assurdo. Infatti ora sta cercando la sua scorta di cibo eterna, Penance. La cerca alla scuola, ma scopre che la scuola è demolita e dei poveri operai stanno smantellando il tutto.
La cerca su Utopia, ma scopre che non c’è e si scontra anche con gli X-Men.
A questo punto però decide di sfamarsi lì, già che c’è. Gli X-Men invece dovranno trovare il modo di tenere fuori qualcuno in grado di scivolare tra le dimensioni. Una sorta di corsa contro il tempo, vista la concentrazione di energie mutanti sull’isola artificiale.
Pare interessante, anche se i disegni non mi fanno impazzire

In chiusura d’albo, ritornano Cable e Hope. Non posso certo dire di esserne contento.
Le cose comunque finalmente si smuovono un minimo dal canovaccio tipico “Cable e Hope saltano in avanti, Alfiere li segue, Cable lo picchia, Cable e Hope saltano in avanti…”
Questa volta infatti Hope fa le bizze e finisce con l’allontanarsi da Cable durante un salto. Lui si ferma subito, ma ormai lei è due anni nel passato e lui non ha modo di viaggiare indietro nel tempo.
Così abbiamo Hope da sola, a nove anni, e si dimostrerà abbastanza sveglia da sopravvivere e trovare un amico (per quanto, visto il finale di episodio?);
Cable che ormai è senza telecinesi e sta soccombendo di brutto al virus, come quando l’Alto Evoluzionario aveva tolto i poteri a tutti i mutanti della terra;
Alfiere deciso ad approfittarne, dopo aver saputo la notizia, e pronto anche a radere al suolo l’intera zona pur di eliminarla.
Meno peggio di altre volte, ma sempre abbastanza noioso.

Mi aspettavo molto di più dal ventennale, inutile nasconderlo.

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26 luglio 2010 - Posted by | comics, X-Men | , , , , , , , , ,

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