La torre di Tanabrus

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I dolori della giovane Night Shade


La Night Shade Books è una giovane casa editrice americana, che ultimamente pare aver sfornato diversi libri molto apprezzati. Ovviamente in ambito fantastico.

Ma negli ultimi mesi era sorto un putiferio in rete, scatenato da due suoi autori: Liz Williamss e Brendan Halpin.

La prima, autrice di una quindicina di libri negli ultimi dieci anni tre dei quali nominati per il Philip K. Dick Award, si era lamentata dell’impossibilità di avere contatti con la casa editrice, dopo aver sentito che non erano più interessati a pubblicare altri suoi libri. Aveva cercato di sentirli per avere spiegazioni, per sapere se il nuovo libro invece sarebbe stato pubblicato o meno, se doveva includere anche quello nel futuro contratto con un altro editore che si era già presentato… ma niente. Nessuna risposta né per telefono né per mail né via live journal. Venivano addotti di continuo problemi con i computer, malgrado il loro blog fosse costantemente aggiornato.
Inoltre, le era stato segnalato da alcuni lettori l’impossibilità di acquistare i suoi libri, perfino contattando lo stesso editore.
E a quanto pare, non era solo lei ad avere avuto questo trattamento di riguardo, la cosa sembra essere abbastanza comune.

Il secondo invece è l’autore -sotto lo pseudonimo di  Seamus Cooper, di The mall of Cthulhu, libro di cui sta preparando anche un seguito. Lui non ha avuto problemi con le versioni cartacee del libro, il problema è sorto quando l’editore ha messo in vendita la versione digitale del libro senza detenerne i diritti.
Gli avevano fatto un’offerta per i diritti digitali, ma non lo hanno mai pagato.
Gli ha fatto presente che il loro e-book non era autorizzato, hanno detto che si era trattato di un incidente ma non lo hanno ritirato dal commercio.
Cooper allora ha messo a disposizione sul suo blog la versione digitale gratuita del libro, sperando di togliergli clienti e sperando che chi -leggendo la versione digitale- avesse apprezzato il libro, poi avrebbe pensato all’acquisto della copia per Kindle (questa venduta da lui personalmente, legalissima quindi).
Aveva anche avuto diversi problemi per i pagamenti delle royalties.

Inutile dire che queste due testimonianze avevano scatenato un passaparola in rete, rischiando di travolgere la casa editrice. Il picco si è avuto un paio di settimane fa, quando la notizia è stata rimbalzata su quasi tutti i blog che si occupano dell’argomento.

E finalmente la Night Shade ha rilasciato un comunicato stampa.

Fondamentalmente, ammettono tutti gli errori attribuiti loro dai due autori, senza tentare difese improbabili. L’unica difesa che adducono è che sono stati travolti dal loro stesso successo.
Non pensavano di riuscire ad avere un’espansione così grande e così repentina, in breve tempo sono passati da pochi libri all’anno (che richiedono quindi ben poca organizzazione e schematizzazione, una gestione molto alla mano) a centocinquanta libri in stampa.
Il giro di affari si è enormemente allargato, l’impianto organizzativo dell’azienda è rimasto indietro, arrancando nel tentativo di tenere il passo con le maggiori richieste.
E da qui è venuto fuori tutto il caos.
Richieste che pensavano altri avessero preso in consegna, timore di comunicare brutte notizie, tentennamenti, contratti fatti a mano che, col moltiplicarsi degli autori, sono sfuggiti loro di mano.

Hanno cominciato a riparare ai loro errori, assumendo nuovo personale per controllare i contratti, sistemando le questioni monetarie e comunicando con gli autori.

Certo che fa sorridere la storia della casa editrice travolta dal successo, incapace di gestirsi all’aumentare dei soldi. Parecchio amatoriale come gestione, direi… se sono stati sinceri e questa è la vera causa dei problemi, speriamo sia tutto risolto: tutti i blog che ho letto concordano nel parlare bene dei prodotti di questo editore, sarebbe un peccato si rovinasse per incapacità.
D’altro canto, questa storia mi fa pensare che il mestiere dello scrittore sia durissimo sul lato dei contratti… penso all’autrice che non sapeva se poteva vendere i libri a un editore e non riusciva a parlare con questa casa editrice, o l’autore che si è visto fregato i diritti dell’e-book. Non sapevo fosse così difficile trovare gente onesta e capace con cui confrontarsi…

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17 luglio 2010 - Posted by | Altro, e-book | ,

1 commento »

  1. Non vorrei dare troppo per scontate le cose, ma mi sembra impossibile fare “in buona fede” una svista come quella di vendere un libro di cui non si hanno i diritti e continuare a farlo dopo aver ricevuto un avviso.
    Mi sembra più ragionevole credere che… ci hanno provato.

    Commento di bruno | 17 luglio 2010


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