La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Kick ass

Autore: Mark Millar
Disegnatore: John Romita Jr
Editore: Panini Comics
Prezzo: € 11,00

Mi ero tenuto alla larga da Kick ass, spaventato dall’inesistente sinossi che avevo letto sulle checklist. Qualcosa del tipo “Mark Millar spacca! Rivoluziona tutto! E ci fanno subito pure un film, su questo fumetto!!”.
Ora, se la sinossi è solo lode dell’autore e accenno alla trasposizione cinematografica dell’opera mi sorge legittimo il sospetto che il tutto abbia di poco. Che non ci sia niente da dire.

Poi vado a scoprire, dopo averlo letto, che quello era in realtà solo l’inizio di una sinossi ben più lunga, che poi raccontava anche qualcosa della storia. Peccato che a cose normali fosse possibile leggere solo la versione tagliata. Bah.

Comunque, me lo sono preso e letto.
E si, devo dire che merita. E’ un misto di Tarantino, Punitore e Fight Club a mio avviso. Mescolati con elementi prettamente supereroistici.

Abbiamo Dave Lizewski, un liceale come tanti. Non è il figo atletico, ma nemmeno lo sfigato o il secchione. Non è il futuro eroe stereotipato, insomma. E’ un ragazzo come tutti: nella media, insulso, anonimo.
Passa il tempo a guardare serie tv, a navigare in rete, a guardare porno, a leggere fumetti. Un ragazzo comunissimo.

Ma gli viene in mente una cosa.
Come mai nessuno ha mai provato a girare davvero per le strade vestito con un costume da supereroe, per combattere il crimine? Niente superpoteri, certo, siamo nella realtà, ma perchè nessuno ha mai provato a lottare?

Da questi pensieri alla creazione di un suo costume, con una muta da sub presa su ebay, il passo è breve. Fa palestra per tirare su dei muscoli. Gira sui tetti osservando la città. Tranquillo, pacifico.
E una sera vede dei graffitari. La cosa finisce ovviamente male, lo fanno a pezzi e lo accoltellano, e addirittura viene investito da una macchina. Mesi di ospedale e terapie, e dolore e dolore e ancora dolore.
Decide di lasciare perdere, di mollare questa idiozia. Brucia i fumetti.

Ma è come per il fight club, ormai è una cosa che ti è entrata dentro. Ha bisogno di farlo. E torna a girare col costume.
Torna in una rissa, per difendere un ragazzo pestato tra l’indifferenza della gente.
Ma questa volta attacca come fosse pazzo, la gente è colpita. C’è chi lo filma e lo mette su youtube.
Diventa famoso. Si crea una pagina su myspace dove possano inviargli richieste di aiuto.

E’ il primo supereroe reale, è grandissimo!
Nel frattempo la sua vita vera va sempre peggio, e l’unico modo che ha per stare vicino alla ragazza che gli piace è fingersi gay. Ma non gli importa, ha il costume lui.

Finchè non si trova realmente nei guai. Guai grossi, con degli spacciatori pronti a ucciderlo.
E viene salvato da una bambina. Di 10 anni. Mascherata, come lui. Ma armata, con due spade vere.
E le sa usare: elimina tutti i delinquenti e si dilegua, raggiunge il padre (mascherato) e i due saltano da un tetto all’altro.
Sono professionisti. E assassini. Sono eroi reali, non dilettanti allo sbaraglio come lui.

Lo capisce, e lo sanno anche i boss mafiosi della zona, che decidono di dar loro la caccia. Come loro gli stanno dando la caccia, del resto.

Non è affatto male.
Anche se sul “perchè nessuno si veste così e va fuori a combattere il crimine”, il ragazzo dovrebbe forse rileggersi i pensieri di Havok appena rientrato negli X-Men durante la Caduta dei Mutanti.
Sangue, violenza, follia, richiami costanti al mondo reale.
Il bisogno irresistibile di Dave di indossare il costume mi fa anche pensare alle analisi psicologiche di cui è infarcito Wathcmen, e non è certo poco.

Quando torno dallo spacciatore mi procuro anche il secondo volume.

20 giugno 2010 Posted by | Kick-ass | , , , , , | 2 commenti

Code Geass 3, Suzaku 1

Lelouch of the rebellion 3 copre in pratica l’intera trama di Mao dell’anime.
Dopo l’attacco al porto, Shirley scopre che suo padre si trovava in quella zona durante l’attacco di Black Knights. Ed è morto.
Mao entra in scena per colpire Lelouch utilizzando la ragazza, e riuscire così a trovare C.C.
Abbastanza fedele all’anime, direi, pur con le modifiche necessarie viste le differenze che ci sono sempre state tra le due serie. Abbiamo i ribelli dell’anime e il mezzo di trasporto blindato, ci allontaniamo sempre più dai ribelli scolastici dell’inizio.
Ci sono alcune differenze, comunque, e non da poco.
La prima copre un buco logico dell’anime: Lelouch qui si limita a far dimenticare a Shirley il fatto che lui sia Zero, e ad allontanarla da sè. Più credibile rispetto al cancellare tutto di sè dalla sua memoria come nell’anime (cioè, i compagni non si accorgono che da un giorno all’altro lei non riconosce più Lelouch? Pensano per sempre sia un gioco?)
La seconda è che qui Mao non rapisce Nunnally, e Suzaku non fa l’eroe salvandola acrobaticamente. Però incontra lo stesso Mao, subito dopo l’attentato. E Mao se ne libera ricordandogli l’omicidio del padre, come nell’anime.
Comunque è una bella differenza l’aver tolto tutto il pezzo su Nunnally rapita.
In linea di massima come l’anime, comunque. Quindi è stata una sorta di rilettura.

Suzaku of the counterattack invece è quasi interamente una rilettura.
Con un fastforward incredibile riassume buona parte della storia, mostrando la sua quasi morte all’inizio della storia, il salvataggio a opera di Lloyd, il suo arresto, la liberazione, l’assoluzione.
Più o meno come nell’anime.
Qui però abbiamo Mariel, più grande di un anno e che sembra fare da appoggio femminile per Suzaku.
E abbiamo il Lancelot!!!
Ma non è il robot, è una tuta da Power Ranger (come dice Francesca 😀 ) con caricato il sistema Knightmare in grado di accellerare i tempi di reazione. E ci sono indici si sincronizzazione che sembrano quelli degli EVA.
Fandom allo stato puro. E poco altro, è diventato giusto un po’ interessante sul finale. Ma sapendo che dura due volumi, penso sarà alla fin fine una cavolata colossale.

Mah, alla lunga mi sta cominciando ad annoiare. Se le serie spin-off non migliorano, le taglio e prendo solo la principale.

19 giugno 2010 Posted by | Code Geass, Manga | , , , | 3 commenti

La fine del mondo

Qualche sera fa, parlando a cena con gli amici, è saltato fuori il discorso della fine del mondo.
O meglio, di come reagiremmo di fronte a ciò che potrebbe essere per certi aspetti anche peggio della fine del mondo, dal nostro punto di vista: la scomparsa dell’energia.

Di punto in bianco, blackout totale.
Niente luce, niente acqua, niente corrente. Telefoni muti, internet inesistente, niente rifornimenti di benzina o di cibo.
Nessuna possibilità di sapere se il blackout sia locale, regionale, nazionale, mondiale. Né notizie su cosa viene fatto per risolvere la situazione, ovviamente.

Dopo avere concordato su un iniziale periodo in cui si sarebbe tirato avanti normalmente, con il cibo disponibile nei negozi e in attesa che la situazione torni alla normalità, i problemi sono cominciati con il dopo.

Quando si capisce che non probabilmente non si tornerà indietro, quando si capisce che non arriveranno aiuti dall’esterno, quando si capisce che il cibo sta finendo e l’anarchia sta prendendo il sopravvento trasformando le persone in sciacalli e bestie… cosa succede allora?

C’è stato chi ha decretato lapidario che l’umanità si estinguerebbe, in quanto non può più fare a meno dell’energia.
Io invece la penso diversamente, come anche altri.

Certo, la piaga umana verrebbe notevolmente ridotta tramite una generosa sfoltita del numero di abitanti globali. E certo, sarebbe dura. Molto dura. Ormai siamo abituati al mondo tecnologicamente avanzato, regredire a diversi secoli fa sarebbe un processo lungo e doloroso.
Ma confido nello spirito di sopravvivenza umano. Poco a poco si riuscirebbe a uscire dalla situazione critica e  a tornare a vivere.

In piccoli agglomerati, tornando all’agricoltura, all’allevamento e alla pesca. Magari infestando i relitti dei vecchi edifici, reliquie sempre più sbiadite e sconosciute di un tempo che fu. Magari fioriranno leggende su un’epoca lontana in cui l’uomo volava, andava tra le stelle, viaggiava velocissimo e piegava il mondo intero al suo volere.
Magari ci saranno anche leggende su come gli Dei abbiano poi voluto punire la sua arroganza, bruciandogli le ali e osservandolo precipitare sulla terra dalla quale si era voluto allontanare.

Ma si sopravviverebbe.
Mi sembra che tempo fa anche sul blog di Valberici se ne fosse parlato: che mestieri servirebbero in quel nuovo mondo? Chi si salverebbe? Dove andare a vivere?

Certo, bisognerebbe imparare tutto dal principio.
Imparare a padroneggiare il fuoco, a meno di non creare falò enormi con gli ultimi combustibili rimasti e a custodirli gelosamenti in Templi di acciaio, protetti da ordini di monaci guerrieri.
Imparare a vivere al ritmo della natura, a coltivare ciò che ci nutrirà, a cacciare le bestie selvatiche. A scuoiare, disossare, sviscerare, cucinare.
Imparare a lottare contro la natura e le fiere. A difendersi da altre bande di umani, violenti e sanguinari.
Imparare a lavorare la pietra, a crearsi strumenti per lavorare il legno, la roccia, la terra.
Farsi vestiti, costruire case e ponti.

Perdere la globalizzazione per tornare a vivere nel locale e nell’immediato.
Perdere probabilmente la letteratura, magari sostituita da cantastorie che raccontino vecchie storie ormai dimenticate, alla sera davanti al fuoco. O nuove storie, su nuovi eroi sorti dalle ceneri postapocalittiche. Nuovi miti e leggende, fusioni di quelli vecchie e delle nuove necessità presentate dal mondo.

Ci vorrebbe tempo, ma ci si arriverebbe. Ne sono sicuro.
Non in tantissimi, ma ci si arriverebbe.

E nel peggiore dei casi, se proprio le persone civili fossero ormai incapacitate totalmente a vivere senza energia… rimangono pur sempre le popolazioni primitive.
In Africa, nell’Amazzonia, in alcune isolette, nei luoghi più duri della Terra. O nei luoghi più poveri, più arretrati. Lì già adesso, in pratica, vivono in condizioni quasi postapocalittiche, in grado di badare a sè stessi per gran parte delle loro necessità.
Se non noi, loro sopravviverebbero di sicuro. Magari fiorirebbero, prospererebbero. Chissà, fonderebbero nuove civiltà colonizzando quelle antiche terre piene di rovine.

Comunque, nell’ipotesi che questo scenario si verifichi, mi tengo in casa qualche manuale di sopravvivenza ricevuto in dono anni e anni fa. Sia mai che possa tornare utile…

17 giugno 2010 Posted by | Altro | , , | 5 commenti

X-Men Forever 1

Cosa sarebbe successo se, all’inizio degli anni ’90, Sua Eccellenza Chris Claremont non avesse abbandonato il timone degli X-Men, dopo anni di splendide storie e interminabili liti con le alte sfere per il trattamento del sottobosco mutante?
Cosa sarebbe potuto accadere se la dirigenza avesse fatto un passo indietro lasciando a colui che aveva realmente creato gli X-Men la piena facoltà decisionale sulle sue creature?

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16 giugno 2010 Posted by | comics, X-Men | , , , , | 4 commenti

X

Autore: Cory Doctorow
Editore: Nord
Prezzo: € 14.90
Pagine: 315

X non è il vero titolo di questo libro. E’ la brutta scelta editoriale italiana.
Niente in contrario a una semplice X, sia mai, sa di misterioso, di illecito, affascina il giusto.
Ma il titolo originale trascina dentro al cuore del romanzo, inevitabilmente.

Little brother.
Il piccolo fratello. Continua a leggere

15 giugno 2010 Posted by | Doctorow Cory | , , , , , , , , , | 3 commenti

Exodus

 

E così Utopia è finita. Continua a leggere

14 giugno 2010 Posted by | comics, X-Men | , , , , , , | Lascia un commento

Manga scan

Leggo ora su MangaForever che in parecchie case editrici di manga, sia giapponesi che americane, intendono muovere guerra al fenomeno delle scanlation.
Gli danno la colpa dei cali negli introiti.

Una scena già vista: in principio era l’industria musicale, poi quella cinematografica. Ora i manga, a breve fumetti e libri. Continua a leggere

13 giugno 2010 Posted by | Manga | , , , , | 4 commenti

X-Men deluxe 182

Finisce la Messiah war. Continua a leggere

12 giugno 2010 Posted by | comics, X-Men | , , , , , , | Lascia un commento

Gli incredibili X-Men 240

Utopia, parte 3

Ci si avvia alla conclusione della saga, e con un gran bel colpo di scena! Un colpo di scena che viene preparato per tutte le due storie dell’albo, lanciando accenni e mezze frasi fino all’esplsosivo finale. Continua a leggere

11 giugno 2010 Posted by | comics, X-Men | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Thunderer

Autore: Felix Gilman
Editore: Spectra
Prezzo: € 7,02
Pagine: 527

Le premesse per questo libro erano intriganti: la ricerca della divinità perduta di un popolo, una città allo stesso tempo benedetta e maledetta, creature mistiche, una nave che cattura il potere del Dio-uccello ottenendo la facoltà di volare, poteri oscuri… ne avevo anche letto dei pareri favorevoli in America.

L’impatto con il libro invece è stato molto deludente.

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10 giugno 2010 Posted by | Gilman Felix | , , , | 3 commenti